TORALDO, GIUSEPPE

TORALDO, GIUSEPPE. - Letterato, n. di famiglia marchionale a Tropea, in Calabria, il 17 marzo 1809, ivi m. il 14 apr. 1809.
TORALDO, GIUSEPPE. - Letterato, n. di famiglia marchionale a Tropea, in Calabria, il 17 marzo 1809, ivi m. il 14 apr. 1809.

Entrò nella Congregazione dei Redentoristi nel 1824 c. divenuto sacerdote, ne uscì per motivi di salute nel 1841. Ritornato nella sua diocesi, fu destinato all’insegnamento nel Seminario, dove per 50 anni tenne lezione di lettere latine e greche, ed anche di teologia dogmatica e morale. Le sue doti di ingegno e di cultura ecclesiastica nel campo della latinità classica. Si accinse alla traduzione latina della Divina Commedia, e i pochi canti che ne furono pubblicati in Alma Roma possono stare a fianco con onore alle non poche versioni di altri umanisti, per la forma sempre nobile e degna, e per l’interpretazione del testo originale, accurata e ingegnosa. Di ottima fattura sono pure i tre inni, da lui composti in onore della Vergine S.ma di Romania, che si venera nella sua diocesi, e la versione del Cinque maggio di A. Manzoni. Il suo capolavoro è la Hierosolyma liberata e versibus italicis in latinos conversa, cui attese con amore e con godimento di artista per tutta la sua lunga vita: in quei suoi torniti esametri, più che una traduzione letteraria, si ha una parafrasi, quasi una nuova creazione. Per questa sua geniale libertà, come pure per la perfezione classica della forma, la sua versione supera quelle del Piacentini, del Frambaglia e del Parente.