TORELLI, GIUSEPPE. - Giornalista e uomo politico, n. a Recetto Novarese il 13 dic. 1816, m. a Torino il 25 apr. 1866.
Iniziò la sua carriera letteraria polemizzando con Felice Romani che dominava allora il mondo letterario torinese. Partecipò, con Giacomo Durando, alla fondazione dell'Opinione e diresse a Milano, nel 1848, la Gazzetta ufficiale 22 Marzo. Pubblicò quindi, sotto lo pseudonimo di Ciro d'Arco, le Lettere politiche, volte a combattere il partito democratico. Esse apparvero sul Risorgimento del quale il T. assunse poi la direzione; nel 1852 passò a dirigere la Gazzetta ufficiale. Avversario dichiarato del connubio cavouriano con il centro sinistro, lasciò la Gazzetta quando il Rattazzi divenne ministro dell'Interno. Diede quindi via ad un nuovo settimanale. Il Cronista, al quale collaborarono d'Azeglio, Collegio e Galeotti. Eletto tre volte deputato nei collegi di Intra e di Correggio, sedette in Parlamento tra i moderati e vi difese, nel 1861, contro Cavour, le idee espresse nell'opuscolo azegliano Questioni urgenti. Iniziò il riordinamento dei Miei ricordi del d'Azeglio, del quale fu collaboratore ed amico.
Tra i suoi scritti vanno ricordati: Ruperto d'Isola, Soliloquio d'una mosca, Lettere politiche, Paesaggi e profili, Ricordi politici, e il romanzo Ettore Santo.