TORELLI, LUDOVICA, contessa di GUASTALLA. - Benefica dama, n. a Guastalla nel 1500, m. a Milano il 28 ott. 1569.
Figlia unica di Achille duca di Guastalla, a 17 anni vedova di Ludovico Stanga, patrizio cremonese, a 22 orfana del padre ucciso da Ercole Gonzaga in una festa da ballo, a 27 vedova una seconda volta, dopo un anno di matrimonio, del conte Antonio Martinengo, bresciano, assassinato dai congiunti della sua prima moglie da lui uccisa, per le Battista da Crema (v.) si diede tutta ad opere di pietà e di beneficenza e prese il nome di Paola. Trasferitasi a Milano, aiutò s. Antonio M. ZACCARIA, SANTO (v.) nella fondazione delle Angeliche, per le quali eresse il convento e la chiesa di S. Paolo a Milano e di S. Marta a Cremona; e tra esse visse santamente pur senza vestirne l'abito e professare i voti. Nel 1538 vendé a Ferrante Gonzaga il feudo di Guastalla e altri castelli. Quasi fondatrice la considerava il convento del S. mo Crocifisso di Milano, per donne ravvedute. Con le Angeliche prese parte alla missione di Vicenza (1537), e fu a Ferrara tenuta in alta stima da mons. Giberti, e a Venezia dove i Barnabiti e le Angeliche avevano assunto la direzione dell'Ospedale di SS. Giovanni e Paolo. Ma quando alle Angeliche fu imposta la clausura, la T. il 15 dic. 1553 si ritirò dapprima presso la vedova del marchese del Vasto governatore di Milano, Maria d'Aragona principessa di Molfetta, poi nel convento delle Convente da lei fondato nel 1547 a Ferrara. Nel 1557, a Milano, vicino a S. Barnaba, fondò il Collegio per nobili giovinette decadute, che il popolo chiamò, come anche la via in cui sorse, «della Guastalla» e Porta Ludovica una delle porte della città. Ne affidò la direzione spirituale ai Gesuiti e qui, confortata dalla visita di S. Carlo, spirò
dopo 12 anni di vita piissima. Fu deposta nella chiesa di S. Felice; ma col recente trasferimento del Collegio, rovinato dai bombardamenti (1943), da Milano in una villa vicino a Monzì, anche la salma della pia fondatrice vi fu trasportata e tumulata nella cappella.
Virgilio M. Colciago