TOMASSETTI, Giuseppe. - Storico della Roma medievale, n. in Roma il 4 apr. 1848 ed ivi m. il 21 gen. 1911. Compiuti gli studi classici al Collegio Romano e conseguita la laurea in giurisprudenza nell'Università di Roma, iniziò le sue indagini storiche sotto la guida di G. B. De Rossi, L. F. Bruzza, C. L. Visconti e G. Henzen.
Ottenne l'incarico di riordinare gli archivi di alcune famiglie patrizie, fra gli altri quelli degli Orsini e dei Colonna, approfondendo così le discipline paleografica e diplomatica. Estese le sue ricerche agli Archivi di Stato ed a quelli di Capitoli e Confraternite di Roma. Professore di liceo, conseguiti la libera docenza di storia di Roma e del medioevo nell'Università di Roma. Nel 1873 pubblicò la monografia L'influenza degli Italiani sui loro conquistatori, notevole per i giudizi originali in essa espressi. Seguirono gli studi: Il progresso delle colonie europee, La pace di Roma dell'a. 1888, Documenti feudali della provincia di Roma, Antichità della Sabina e della Campagna, Tavole per uso della scuola di epigrafia latina. La maggiore pubblicazione del T., coronamento e frutto di un trentennale lavoro, è la storia della campagna romana, cominciata nel 1892 con l'illustrazione delle Vie Nomentana e Salaria nei volumi dell'Archivio della Società di storia patria; passò poi alle Vie Appia, Latina, Aurelia e Casilina. Il T. aveva ripreso il disegno di A. Nibby (v.) adottando il sistema più razionale di percorrere le vie consolari. L'opera fu condotta con più severo metodo critico e con maggiore copia di notizie in confronto delle precedenti opere del genere e in titolo: La campagna romana antica, medioevale e moderna. Il T. poté curarne il vol. (Introduzione generale) ed il II (Vie Appia, Ardeatina, Aurelia), che uscì nel 1910. La morte gli impedì di condurre a termine l'impresa. Il figlio dott. Francesco la continuò, pubblicando nel 1913 il III vol. (Vie Cassia, Clodia, Flaminia, Tiberina, Labicana e Prenestina); un IV vol. (Via Latina) fu edito nel 1926. Carattere speciale dell'opera di G. T. è la connessione fra l'antichità ed il medioevo; inoltre ciò che descrive fu da lui veduto in continue escursioni nella campagna di Roma. Il T. fu uno dei più animosi fondatori della Società Romana di storia patria, segretario dell'Accademia di S. Luca e socio della Pont. Accademia romana di archeologia e dell'Istituto archeologico germanico. Di feconda versatilità, di sana arguzia, di prodigiosa memoria, il T. fu un mirabile docente soprattutto per l'arte di dar vita con la parola ad uomini e cose del passato. La sua salda fede religiosa lo sostenne per tutta la vita nell'alterna vicenda di soddisfazioni e contrarietà.
BML: necrologi, in Bull. della Commiss. archeol. comunale di Roma, 38 (1910), p. 351 seg. e in Bull. dell'Ass. archeol. rom., 1 (1911), pp. 59-61.