Enciclopedia Cattolica vol. XII, 1954 Storia, storici e biografie varie Storici, biografie varie

TROCKIJ, LEV DAVIDOVIČ

English Cita

Noto anche come: tedesco: Trotzki; inglese: Leon Trotsky, Leiba Bronstein, Lev Davidovich Bronstein; spagnolo: Trotski

TROCKIJ, LEV DAVIDOVIČ. - Pseudonimo dell'ebreo Leiba Bronstein, n. a Janovka il 7 nov. 1879, assassinato presso Città del Messico il 20 ag. 1940. Esiliato in Siberia, per la durata di quattro anni, ancora in età giovanile, riuscì a fuggire. Marxista, oscillò per alcuni anni tra la frazione menscevica e quella bolscevica, prima di aderire nel 1917 a quest'ultima.

Stabilitosi a Londra, tornò clandestinamente in Russia nel 1905: arrestato, fuggì una seconda volta, stabilendosi prima a Vienna, Zurigo, Parigi e poi negli Stati Uniti. Ebbe una parte di primissima importanza nell'organizzazione dell'esercito rosso. Venuto in dissidio, dopo la morte di Lenin (v.), con Stalin (v.), fu prima esonerato da tutte le cariche, espulso dal Partito comunista e poi dall'U.R.S.S., cercando faticosamente un asilo in vari paesi.

Gli scritti di Antonio Labriola contribuirono fortemente a convertire il T. da un generico «populismo» al marxismo. Labriola educò il T. a distinguere i nuclei più caratteristici del pensiero marxista dalle infiltrazioni frequenti del positivismo e del materialismo «volgare», all'avversione per le formulazioni schematiche, alla percezione degli sviluppi non paralleli della storia delle differenti nazioni. Nei suoi libri 1905 e Storia della Rivoluzione russa, il T. traccia un quadro vivace e originale della storia russa. Gli spunti antideterministici insiti nel marxismo vengono sottolineati da T.: la società non è, secondo lui, organizzata così razionalmente che le scadenze per la rivoluzione vengano a coincidere con il momento in cui le condizioni economiche siano venute a maturare per il socialismo. Gli ultimi possono essere i primi e la Russia, economicamente attardata, può essere quindi matura per la rivoluzione prima dei paesi del capitalismo, già giunto a maturazione. «Lo spirito attardato – afferma T. – è pronto in certi momenti a volgersi verso il progresso con un'arditezza impressionante». A causa del ritardo storico della Russia, il marxismo vi ha significato da principio non tanto la critica della società capitalistica, quanto l'argomento dell'inevitabile sviluppo del paese in senso borghese, contro certe romantiche visioni dei «populisti», a proposito di uno sviluppo tutto originale della Russia. Ma ne consegue che la rivoluzione uguaglianza e sociale verrà a prevedere rapidamente su quella degli «immortali principi», che non ha in Russia al suo attivo, un 1789 ed un 1848. Proprio a causa del suo attardamento, la Russia fu il paese in cui il marxismo come dottrina ed il socialismo come partito ebbero insomma un potente sviluppo prima ancora della rivoluzione borghese. Ma la vittoria della Rivoluzione socialista in Russia, per evitare il sorgere di un regime «termidoriano», «bonapartista» o «nazionalista» ha bisogno di divenire rapidamente il segnale di una rivoluzione mondiale. La Rivoluzione russa non può insomma vivere, secondo T., senza una successiva rivoluzione nei paesi economicamente progrediti. Questa visione si ricollega al rigido internazionalismo del T. ed alla sua avversione ai compromessi: da ciò l'urto fondamentale con Stalin e con la teoria del «socialismo in un solo paese». Alla teoria della «rivoluzione permanente» T. dedicò tutto un libro. «Il trionfo della rivoluzione socialista – affermava T. – comincia sul terreno nazionale, si sviluppa su quello internazionale e giunge al suo termine e coronamento su quello mondiale. La rottura con la posizione internazionale conduce sempre, inevitabilmente, al messianismo nazionale, cioè al riconoscimento di virtù e qualità insite nel proprio paese, capaci di permettergli di avere un compito non realizzabile dagli altri». Il «capo» e la dite operaia vengono, per lui, a maturare insieme e non si potrebbe immaginare uno dei due termini disgiunto dall'altro: da questa presa di posizione, sgorga la pungente satira di T. al «culto di Stalin» ed all'«agiografia» con esso legata. L'antidealismo di T. si riconnette all'atteggiamento di tutto il marxismo intransigente russo: l'idealismo viene da lui riconnesso con la reazione politica e con le forze retrive nel campo della cultura. L'idealismo non è per lui che una tappa: dalla religione al materialismo, o, al contrario, dal materialismo alla religione. Avversario, peraltro, delle formole banali di un materialismo schematico e di «formule obbligatorie» provenienti dall'alto, T. sfiora talvolta posizioni idealistiche e quasi «attualistiche». Tra il «capo» e la massa corre, secondo lui, un rapporto che è in certo qual modo il rapporto dialettico, reciproco, che corre tra l'educando e l'educatore. L'uomo occupa un posto di grande importanza nello sviluppo degli avvenimenti storici. La rivoluzione marxista appare a T. come «l'accrescimento del potere dell'uomo sulla natura». T. stroncò spietatamente ogni forma di opposizione al potere sovietico: l'opposizione democratica «borghese» e quella dei menscevichi e dei socialisti rivoluzionari (eredi diretti dei «populisti»). Ancora nel 1921 represse duramente la rivolta di Kronstadt che, in grandi linee, postulava una democratizzazione del regime sovietico. Peraltro, entro al partito unico, egli sosteneva la necessità di una democrazia interna; sul piano letterario e culturale egli aborriva il livellamento governativo dall'alto, la cosiddetta «letteratura controllata» e «manovrata», le formole di quello che doveva divenire il «realismo socialista». In questi contrasti risiede, in fondo, il dramma della sua vita e della sua attività di uomo politico. Rivoluzionario di vasta cultura, T. è anche notevole come scrittore e come mordente ironista. Importanti tra i suoi scritti La mia vita e La vita di Lenin.

Bibliografia2 opere
BIBL.: E. Lo Gatto, Stor. della Russia, Firenze 1946 (con bibl.); W. Giusti, Il pensiero di T., ivi 1949 (con bibl.).

Wolf Giusti

Informazioni sulla voce

Di Wolf Giusti

Fonte firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), coll. 560–562.

Pagine a stampa Apri nel visualizzatore
Pagina 362
vol. 12, coll. 559–560
Pagina 363
vol. 12, coll. 561–562

Altre voci di Wolf Giusti: TURGENEV, IVAN SERGEEVIĆ · VRCHLICKY, JAROSLAV · SLAVOFILIA · RUSSIA · ROMANTICISMO

Cita questa voce

Chicago

Giusti, Wolf. “Trockij, lev davidovič.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XII, coll. 560–562. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954. https://azioneromana.com/it/article/trockij-lev-davidovic.

MLA

Giusti, Wolf. “Trockij, lev davidovič.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954, coll. 560–562. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/trockij-lev-davidovic.

BibTeX

@incollection{ec12_trockij_lev_davidovic,
  author    = {Giusti, Wolf},
  title     = {Trockij, lev davidovič},
  booktitle = {Enciclopedia Cattolica},
  volume    = {XII},
  pages     = {560--562},
  note      = {Cited by column},
  publisher = {Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico},
  address   = {Città del Vaticano},
  year      = {1954},
  url       = {https://azioneromana.com/it/article/trockij-lev-davidovic}
}

Una delle circa 20.000 voci recuperate dai dodici volumi a stampa (1948–54). Hai notato qualcosa? Aiutaci a migliorarla.

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.