
Un - Veduta acrea degli scavi (nel 1930).
Il nome U. è di certo indigeno, ma nelle iscrizioni dei re antichi, contemporanei all'epoca neoassira, la regione è chiamata Bia e la nazione porta il nome di Biaina; gli Assiri chiamavano il paese e la nazione U.; nel Vecchio Testamento il paese è detto 'Ārārat (Gen. 8, 4); ancora qualche decennio fa tra gli studiosi era in voga il nome di Vannici, derivato dal lago di Van, sulle cui sponde si sono trovati monumenti di questo popolo. Gli Urartei sono stati gli abitanti preindoeuropei del paese; essi parlavano l'urarteo o biaineo, che si conosce attraverso numerose iscrizioni, in caratteri cuneiformi derivati da quelli neoassiri, alcune delle quali sono bilingui, redatte cioè pure in lingua assira; si ignora donde immigrassero gli Urartei nel loro paese e a quale razza appartenessero. Comunque è certo che la civiltà del paese risentì molto l'azione di quella dell'Assiria. Non si è sempre in grado di seguire l'itinerario delle invasioni dell'U. da parte dei re d'Assiria, perché la stragrande maggioranza dei nomi geografici usati dai re assiri sono di significato incerto, come, p. es., il termine Nairu, che dovrebbe designare tutta la regione a settentrione dell'Assiria e comprendere pure l'U.
Non risulta chi sia stato il fondatore del regno, sebbene Sarduris I, figlio di Lutipris, si dica in un'iscrizione re dell'universo, re dei re di Nairu, e sia da riguardare probabilmente come tale. Però già Salmanasar I (1272-1243 a. C.) afferma in una sua iscrizione di aver conquistato tutto il paese di U. in soli tre giorni. Sarduris I fu sconfitto da un generale di Salmanasar III (858-824 a. C.). Successore di Sarduris I fu Ispuinis, il quale si dice grande re, re potente, re dell'universo. Riuscì ad estendere i confini del suo regno segnatamente verso Oriente; però le truppe di Samši-Addu V (823-810 a. C.) penetrarono fino nel cuore del paese. Suo figlio fu Menuas, che fu probabilmente il più abile dei re del paese; sottomise i Mannei, combatté contro gli Hittiti dell'Occidente abitanti nella Mesopotamia e Siria settentrionali, penetrò nel paese di Alsu e invase la regione a settentrione dell'Arasse. Ebbe per successore suo figlio Argistis I, grande capitano che estese i confini del regno, dal lago d'Urmia all'Amano ad occidente; poiché gli Assiri erano seriamente minacciati, Salmanasar IV (781-772 a. C.) intraprese alcune spedizioni contro l'U. Sotto Sarduris II il paese raggiunse la sua massima potenza. Questo Re voleva distruggere l'Assiria e perciò si alleò con una vasta lega di Siriani e Mesopotamici per fare attaccare l'Assiria anche da Occidente. Fu però sconfitto dal re assiro Theglathphalasar III (745-727 a. C.); nel 736 fu di nuovo attaccato dagli Assiri e, sconfitto, dovette abbandonare la maggior parte della sua capitale e resistette nella cittadella all'impeto delle armi assire; il paese fu disfatto. Suo figlio Rusas I riuscì a sollevare di nuovo il paese dal disastro subito, si alleò con Mita di Muskû (Mida di Frigia), senza conseguire però grande successo. I suoi alleati Minnei furono sconfitti da Sargon II (721-705 a. C.), il quale nel 714 attaccò l'U. stesso e vi penetrò profondamente, poi si rivolse verso il Musasir, retto allora d'Uzana, che davanti alle armi assire prese la fuga; Sargon s'impossessò di immenso bottino, che includeva pure il tesoro del re dell'U.; il re Rusas si suicidò. Questi ebbe per successore suo figlio Argistis I (ca. 714-680 a. C.), sotto il cui regno le invasioni di alcune schiatté di nomadi, gli Aškuzai (Sciti), i Gimirrai e i Frigi, angustiarono il paese, non sollevatosi ancora dalla sconfitta inflittagli da Sargon. In quest'epoca il paese comincia ad inderuoprezzarsi. Rusas II comunque afferma di aver sottomesso i Musku, gli Hittiti della Siria settentrionale ed altre schiatté; angustiatò dagli immigrati nomadi cerca d'appoggiarsi ad Assurbanipal (668-626 a. C.) e perciò gli manda un'ambasciata. Anche Sarduris III inviò suoi ambasciatori al re d'Assiria. Quando l'Impero assiro fu disfatto dopo la caduta di Ninive, Rusas III d'U. sgombrò la capitale conquistata dagli alleati combattenti contro l'Assiria, e l'U. perdette la sua indipendenza.
La religione degli Urartei era politeistica, con a capo del pantheon il dio nazionale Haldi; questi apparteneva a una triade divina assieme a Teiseba, dio della

era ricco di templi e di altri edifici sacri che i re, molto
più ed intenti ad ottenere il favore divino, avevano fatto
costruire nelle città principali e in primo luogo nella
capitale, nella città di Haldi. I templi del Musasir somi-
gliavano, se una loro immagine che si vede in un rilievo
del re assiro Sargon II è esatta, alle costruzioni sacre dei
Greci; carattere architettonico diverso avevano i santuari
della capitale Tuspa del paese.