URUGUAY

URUGUAY. -

I. GEOGRAFIA

Stato sudamericano, chiuso fra Brasile ed Argentina ed affaccianti sull'estuario del Rio de la Plata.

È paese di pianure, su cui s'alzano modeste (600 m. di altezza) intumescenze collinari, rivestite le une e le altre di praterie, e perciò di spiccata vocazione pastorale. L'allevamento rimane ancor oggi l'attività-base dell'économie dell'U. (22 milioni di capi ovini e 7 milioni di bovini; se ne ricavano carni, pelli, grassi e latticini), ma

tende a completarsi sempre più largamente con l'agricoltura: il clima caldo-umido permette le colture cerealicole (frumento, mais) e oleifere (lino, girasole) e non ostacola quelle della vite, degli agrumi e degli alberi da frutta. Mancano risorse minerarie, ed anche per questo è ancora irrilevante lo sviluppo delle industrie.

La superficie è di 186.926 kmq.; la popolazione (2,4 milioni di ab.; 12 a kmq.) è costituita quasi tutta da bianchi (95%; fra questi ca. 70 mila italiani), e per 1/3 accertata nella capitale, Montevideo (900 mila ab.), che è il massimo centro industriale e commerciale del paese.

L'U. è una Repubblica unitaria, con governo parlamentare bicamerale elettivo ed un presidente rinnovabile ogni 4 anni.

Bibl.: G. Ehear Giuffa, La Repubblica del U., Montevideo 1935; G. C. Harris, U.: Economic Survey, Londra 1950. Giuseppe Caraci

II. STORIA

Primi a toccare le coste dell'U. furono: Juan Diaz de Solis che, sulle orme di Balboa, cercando, nel 1515, il passaggio al mare del Sud, venne trucidato dagli indigeni in una isoletta prospiciente la riva uruguayana; Magellano, le cui navi penetrarono nel 1520 nel Rio de la Plata sino alla altezza dove sarebbe sorta poi Montevideo; Sebastian Caboto il quale, nel 1526, risalì il fiume, senza esplorarlo. Solamente nel 1559 se ne iniziò la colonizzazione; nel 1564 verrà fondata la prima colonia all'imboccatura del Rio Negro: essa fu S. Domingo de Soriano, tuttora esistente. La completa esplorazione del paese si compì solo nel sec. XIX.

Il Trattato di Tordesillas del 1494, con il quale venne accettata da Spagna e da Portogallo la famosa «raja» ideata dietro suggerimento di papa Alessandro VI, causò una serie di lotte fra Portoghesi e Spagnoli per il possesso dell'U. sul quale ambedue le nazioni vantavano diritti. Tale stato di cose cessò solo con il Trattato di S. Ildefonso del 1777 dopo che, già dal 1726, il governatore spagnolo di Buenos Ayres, De Zabala, ebbe fondata Montevideo popolando con elementi della sua città. Carlo III incluse Montevideo ed il suo territorio nella intendenza di Buenos Ayres circa in quel tempo.

Dopo la battaglia di Trafalgar (1805), l'Inghilterra inviò nelle acque americane una squadra navale agli ordini del commodo Home Popham, vincitore della colonia olandese del Capo, per conquistare i paesi del Rio de la Plata. Questi, occupata per due mesi Buenos Ayres (6 ag. 1860), bloccò le coste dell'U., si rese padrone di Maldonado donde, ricevuti rinforzi, mosse su Montevideo che, dopo aspra difesa, si arrese (3 febbr. 1807). Durante i sette mesi della loro occupazione gli Inglesi propagarono nel paese le idee di libertà politica e commerciale, che portarono al primo tentativo rivoluzionario organizzato l'11 febbr. 1811 da un parroco locale, d. Silverio Antonio Martines. La sua successione fu presa da José Gervasio Artigas. Attaccato dagli Spagnoli di Buenos Ayres e dagli stessi portoghesi del Brasile, Artigas ed

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Uruguay - 1) Confini di Stato; 2) confini di circoscrizione ecclesiastica; 3) ferrovie.

i suoi compagni, ca. 16.000 uomini, decisi a rendersi indipendenti dalla Spagna si ritirarono nell'alto U. con quella marcia che viene ricordata come "èxodo del pueblo oriental ". Artigas vagheggiava una confed
i suoi compagni, ca. 16.000 uomini, decisi a rendersi indipendenti dalla Spagna si ritirarono nell'alto U. con quella marcia che viene ricordata come «exodo del pueblo oriental». Artigas vagheggiava una confederazione fra l'U., le province argentine di Entre Ríos, Santa Fe, Corrientes, Cordoba ed il territorio delle missioni compreso nello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul: ma gli furono contro gli Argentini, i Portoghesi, i Brasiliani. Malgrado la perfetta conoscenza della zona, la dedizione totale dei suoi, il loro proverbiale coraggio ed i molti atti di eroismo da tutti compiuti, non fu possibile resistere all'azione offensiva continuamente rinnovata; costretto dalla superiorità degli avversari a dichiararsi vinto, Artigas, posti in libertà i suoi, riparò nel Paraguay, dove restò fino alla morte (23 sett. 1850) in certo senso prigioniero del dittatore Francia.

La guerra contro i Portoghesi prima, i Brasiliani poi durò dal 1820 al 1828 e i Portoghesi riuscirono a sottomettere l'U. che divenne la loro Provincia Cisplatina (1821). Poi i patrioti della regione, guidati da uno dei principali luogotenenti dell'Artigas, il gen. Rivera, aiutati dagli Argentini, agli ordini del gen. Alvear, riuscirono a vincere il nemico nello scontro di Ituzaingo (febbr. 1827) mentre la piccola flottiglia argentina dell'irlandese Brown pre-valeva sulla squadra brasiliana. Una riuscita offensiva del gen. Rivera in territorio brasiliano condusse alla pace, nel 1828, grazie all'intervento del ministro inglese a Rio de Janeiro, Lord Ponsonby.

Resasi definitivamente indipendente nella Assemblea de La Florida del 25 ag. 1825, il 18 luglio 1830 si diede una costituzione dalla quale sorse, nei suoi odierni confini, la Repubblica orientale dell'U. Nello Stato dominarono i due partiti che avevano portato il paese alla indipendenza, i colorados (liberali) ed i blancos (nazionalisti), che tuttora danno il loro valido contributo alla evoluzione del paese. Però sino alla pace dell'U. 1851

III. Evangelizzazione dell'U

Le missioni erette dai Gesuiti nei secc. XVII e XVIII sul fiume U., appartenenti alle famose «Riduzioni» (v.) del Paraguay, si estesero solo nelle loro estancias alla parte nord-ovest dello Stato attuale di U. Le poche tribù degli Indiani, in numero di 4000, del territorio dell'odierno U. probabilmente non subirono l'influsso diretto delle missioni francescane e gesuitiche.

Il primo posto fra gli Indiani tennero i Charuas, conosciuti per la loro accanita resistenza alla colonizzazione portoghese e spagnola del sec. XVIII, estirpati poi nel 1832 completamente dal gen. Ribera. Solo dopo la fondazione dello Stato di U. nel 1825 fu eretto nel 1830 e poi definitivamente nel 1832 un vicariato ap. a Montevideo, elevato nel 1878 a diocesi e nel 1897 ad arcidiocesi.

Nel 1897 furono create le diocesi di Salto e di Melo, quest'ultima dal 1931. Florida y Melo, ma soltanto nel 1919 furono distaccate ed ebbero i propri vescovi.

Bibl.: P. Otero, La Orden Francisc. en el U., Buenos Aires 1908; F. Gallabery, La Iglesia en la indipend. del U., Montevideo 1930. Giovanni Rommerskirchen

IV. Condizione giuridica della Chiesa

La Costituzione uruguaiana dichiara liberi tutti i culti ed asserisce che lo Stato non sostiene nessuna religione in particolare (art. 5).

La Chiesa cattolica è riconosciuta come persona giuridica di diritto privato. Lo stesso riconoscimento è concesso alle diocesi presentemente esistenti (cioè all'arcidiocesi di Montevideo [v.] con le suffragane di Salto e Flora y Melo). L'Ordinarie, per essere riconosciuto dallo Stato, come rappresentante della diocesi, deve presentare al Governo un certificato della nunzia-tura apostolica che lo dichiara legittimamente nominato. Nessuna ingerenza ha lo Stato nella nomina dei vescovi. Le altre persone morali contemplate dal diritto canonico possono ottenere la personalità giuridica secondo le norme del diritto uruguaiano comune.

La Chiesa può, salvo alcune restrizioni, acquistare, possedere e amministrare beni temporali. La Costituzione le riconosce il dominio di tutti gli edifici di culto costruiti parzialmente o interamente con fondi dell'erario, eccettuate le cappelle destinate al servizio di asili, ospedali, carceri ed altre istituzioni pubbliche (art. 5). Lo stesso articolo esonera dalle imposte gli edifici destinati al culto di qualsiasi religione e una decisione della Suprema Corte di Giustizia del 29 luglio 1940 ha esteso tale privilegio anche agli edifici annessi. Le cose sacre e religiose sono inespressibili, e gli oggetti destinati al culto non sono soggetti ai diritti doganali.

I sacerdoti sono equiparati agli altri cittadini nell'esercizio dei diritti politici, ed il codice penale tutela i ministri di qualsiasi culto nell'esercizio del loro ministero. Per ciò che riguarda i religiosi non è mai stata esplicitamente abrogata la cosiddetta Ley de conventos, del 13 luglio 1885, che in pratica non è peraltro applicata.

La legge del 12 febbr. 1879, oltre a istituire il registro di stato civile, dispone che «i parroci non ammetteranno nessuna iscrizione di battesimo nei loro libri parrocchiali, prima che sia loro presentato dagli interessati il certificato d'iscrizione nel registro civile delle nascite». Tale disposizione fu confermata con legge del 10 maggio 1886, ma nessuna pena è comminata ai trasgressori.

L'unico matrimonio riconosciuto dallo Stato è quello civile, introdotto con legge del 22 maggio 1885; il rito religioso può celebrarsi solo dopo quello civile. Il codice civile, che accolse integralmente la legge, commina penalità al ministro del culto che assista ad un matrimonio prima che sia compiuto l'atto civile; si fa eccezione per il matrimonio in extremis, che non produce però effetti civili. È ammesso il divorzio per molteplici cause. Una legge dell'apr. 1909 proibì nelle scuole sta-

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(da K. von Schwanacher, Südamerika, Berlino (BH, tav. 18))
Uruguay - Veduta aerea di Montevideo.

tali ogni insegnamento religioso. La Costituzione garantisce la libertà d'insegnamento e riconosce ai genitori ed ai tutori il diritto di scegliere per i propri figli o pupilli la scuola che desiderano. L'intervento statale nelle scuole private riguarda l'igiene, la moralità, la sicurezza e l'ordine pubblico (art. 68).

Il Regolamento municipale dispone che i cadaveri siano direttamente trasferiti dall'abitazione al cimitero. Raramente le autorità concedono deroghe a tale norma. La Repubblica dell'U. mantiene relazioni diplomatiche con la S. Sede attraverso, rispettivamente, un Invito straordinario e Ministro plenipotenzario e il Nunzio Apostolico a Montevideo.

V. Per la letteratura: V. ISPANO-AMERICANA LETTERATURA, XI.

VI. ORDINAMENTO SCOLASTICO

Si può dire che nell'U. l'ordinamento delle scuole vada avviandosi da parecchi anni verso un grado di maggiore stabilità e più sentita aderenza alle necessità dei tempi e all'accresciuto livello culturale della nazione.

a) L'educazione prescolastica viene impartita dai 3 ai 6 anni nei giardini d'infanzia.

b) L'educazione primaria comincia ai 7 anni e comprende due gradi: il primo di 4 anni, il secondo di 2. Le scuole che abbracciano i due gradi e sorgono nei centri cittadini si chiamano urbane, quelle invece che abbracciano soltanto il primo grado di dicono suburbane e sorgono nei centri agricoli. Alle scuole primarie si riallacciano altri tipi di scuola piuttosto pratici che teorici; p. es., le scuole di iniziazione musicale, le scuole agricole o rurali, sorte nei centri all'interno del paese e adatte alla mentalità delle popolazioni locali; le scuole volanti, quelle cioè nelle quali l'insegnamento è impartito sporadicamente da insegnanti che si recano presso gruppi di figli di lavoratori; le scuole ausiliarie, sorte per stroncare la piaga dell'analfabetismo. Tutti questi tipi hanno naturalmente una qualche parte di programma comune con le scuole urbane, ma il resto si deve adattare alla capacità e all'indole delle popolazioni.

c) L'istruzione secondaria (baccellierato) è quella che nel corso degli anni subì le più radicali trasformazioni per raggiungere il grado di una vera e solida formazione e preparazione alle varie Facoltà universitarie. Da prima i corsi erano tenuti mirando solo alle esigenze delle Facoltà a cui gli alunni aspiravano, senza tener conto degli studi fatti precedentemente e si avevano programmi non aderenti alle necessità dei tempi. Fino al 1912 la scuola secondaria o baccellierato comprendeva un periodo di 6 anni, diviso in due cicli: il primo, di 4 anni, con programmi comuni, il secondo, di due anni, con programmi specializzati. La riforma del 1912 creò 18 licei nelle capitali dei vari dipartimenti, conservando i due cicli, nel secondo dei quali si avevano le specializzazioni di avvocatura, notariato, medicina, farmacia, odontologia, ingegneria, architettura e agricoltura. Nel 1942 le specializzazioni subirono aggiunte e fusioni, riducendosi a sei: 1) medicina, farmacia, chimica industriale, odontologia e veterinaria; 2) avvocatura e notariato; 3) scienze economiche; 4) ingegneria e agrimensura; 5) architettura; 6) agraria. Ma né tutti i licei possiedono il 2° ciclo, né il tipo della scuola riscosse il favore degli studenti, perché si andò sempre più allontanando dal tipo del 1912, il quale concepiva il 1° ciclo come perfezionamento della scuola primaria e formazione dell'alunno alla vita, sviluppando intelligenza e fisica, senza preoccuparsi di formarsi esclusivamente per le varie Facoltà. Di qui la necessità di una riforma radicale, che, resa elastica attraverso modificazioni e aggiunte, importerebbe i licei differenziati, con 4 anni (liceo di 1° grado) di materie comuni, dopo i quali si può accedere al liceo di 2° grado, che oltre a materie comuni ha materie di carattere tecnico. Le scuole a carattere tecnico fanno capo all'Università del lavoro, le altre all'Università sul tipo comune.

d) L'istruzione universitaria. L'Università del lavoro fu ricostruita nel 1942 come ente autonomo e mira a formare nella maniera più completa i tecnici per le industrie dei più vari tipi. L'altra Università (Montevideo), creata nel 1833, comprende ora dieci Facoltà: diritto e scienze sociali, medicina nei suoi vari rami, umanità, scienze ecc., ed è ordinata conforme alle altre Università del Sud-America. Da notare l'Istituto dei Professori, sorto nel 1949, per la formazione degli insegnanti della scuola secondaria.

e) Quanto all'assistenza scolastica, nel 1933 fu emanato il Codice del fanciullo, da cui derivò il Consiglio del fanciullo e nelle sue varie sezioni: prenatale, prima infanzia (1-3 anni), seconda infanzia (4-14), adolescenza lavoro (15-21), igiene, servizio sociale e giuridico.

BIBL.: anon., U. L'insegnamento secondario, in Boll. di Legislazione scolastica comparata, 5 (1947), pp. 232-34; L. Magnino, La formazione degli insegnamenti, ibid., 10 (1952), pp. 36-38. Celestino Testore