VACARIO

VACARIO. - Glossatore del diritto romano-giustiniano, qualificato come *magister Vacarius*, n. in Lombardia ca. il 1115-20, m. in Inghilterra dopo il 1198.

Studió a Bologna la nuova scienza Irnerio (v.). Ca. il 1145 si stabilì in Inghilterra su invito della *domus* di Teobaldo, arcivescovo di Canterbury, alla quale appartiene come *clericus* ordinato. Introdusse per primo nell'isola l'insegnamento della giurisprudenza romana; dopo la morte (1154) di re Stefano che l'aveva vietato, tenne cattedra soprattutto a Oxford, a cui ha legato la sua fama. Dopo la morte di Teobaldo (1161), passò a servizio della Curia arcivescovile di York sotto Rogerio, ch'egli contribuì a liberare dall'accusa di complicità nell'assassinio di s. Tomaso Becket, e sotto Goffredo Plantageneto. Innocenzo III nel 1198 gli affidò la predicazione, in provincia di York, della Crociata per la Terra Santa.

Scrisse un compendio scolastico del Codice e Digesto giustiniano, con glosse coordinative ed esplicative, nei primi anni d'insegnamento, ca. il 1149, che andò arricchendosi di note personali o riportate dall'insegnamento orale: fu chiamato correntemente *Liber pauperum*, perché di facile acquisto per quegli studenti, detti perciò *pauperistae*, che non avevano mezzi di procurarsi i più costosi testi legislativi completi.

Nella *Summa de matrimonio*, composta ca. il 1156, trattò da civilista la questione dell'essenza del contratto matrimoniale, discussa tra canonisti di Bologna e teologi di Parigi, completando la sentenza parigina del *consensus*, individuando l'elemento perfettivo del negozio matrimoniale nella *traditio o mutua susceptio*. Si mostra, inoltre, avverso alla tendenza conciliatorista di moda presso i decretisti. Nel *De assumpto homine* (mnasocr. dell'Univ. di Cambridge), e in altri opuscoli non rintracciati, difende la realtà della natura di Gesù Cristo e l'unità della persona. Un campo di più vasta discussione l'ebbe nel *Liber contra multiplices et varios errores* (prima del 1177) in cui confuta gli errori del suo ex-compagno di studi U. SPERONI, UGO (v.) divenuto eresiarca, svolgendo molti e importanti temi teologici. Conformemente al suo spirito giuridico, V. procede nella difesa della dottrina tradizionale con precisione di concetti e rigore d'argomentazione, avvicendando le *auctoritates* scritturali e le *rationes*, con frequenti ricorsi a nozioni ed esemplificazioni di diritto romano.

**

Bibl.:** F. Liebermann, *Magister V.*, in *English hist. review*, (1896), pp. 305-14, 514-15; 13 (1898), pp. 297-98; F. W. Maitland, *Magistri V. Summa de matrimonio*, in *The law quar-terly review*, 13 (1897), pp. 133-43, 270-87; Ilarino da Milano, *L'eresia di U. Speroni nella confutaz. del maestro V.*, Città del Vaticano 1945 (cf. bibl. pp. 80-81); J. De Ghellinck, *Magister V. Un juriste théologien peu aimable pour les canonistes*, in *Rev. d'hist. ecclés.*, 49 (1949), pp. 173-78.