UNIONI DI STATI. - Due o più Stati possono volontariamente, ed in modo più o meno stabile, cooperare per scopi generali di comune interesse: se la cooperazione è disciplinata da norme di diritto interno si viene a creare uno Stato federale, il quale internazionalmente, ha rilevanza come tale, mentre la Confederazione, lasciando gli Stati confederati come enti autonomi ed indipendenti, li tiene uniti da vincoli di diritto internazionale, ma internazionalmente tale profilo non ha rilevanza, in quanto in nome e per conto della Confederazione, finché esiste, agiscono gli organi federali. Se invece la cooperazione è regolata da norme di diritto internazionale particolare, si hanno le cosiddette U. di S.
I. UNIONE SU BASE DI DISUGUAGLIANZA
La posizione degli Stati può essere duplice: e cioè essere ordinata su base di uguaglianza o di disuguaglianza. Se gli Stati cooperano su una base di disuguaglianza di diritto si hanno le figure del protettorato e del vassallaggio (la cooperazione è regolata dal patto di protettorato, che ne determina le condizioni, non essendo escluso che il protettorato sia autonomamente rappresentato diplomaticamente), che vanno sparando, e quella del mandato (nella triplice forma A, B, C), nata e morta con il patto della Società d'alle Nazioni (art. 22), e ora sostituita dalle amministrazioni fiduciarie.II. UNIONE SU BASE DI UGUAGLIANZA
Se i rapporti di cooperazione sono basati sul principio dell'uguaglianza fra gli Stati dell'unione si hanno le due forme dell'unione personale e di quella reale.1. Unione personale
L'unione personale è dovuta alla comunanza accidentale e temporanea del sovrano, derivante dagli ordinamenti interni, onde si è dubitato (Kuntz) che possa qualificarsi come unione in senso stretto. Benché essa non crei alcun vincolo diretto fra i due Stati, ognuno conservando la propria forma di governo (il re del Belgio, costituzionale, era nel Congo sovrano assoluto), le proprie responsabilità, i propri cittadini (il cittadino di uno Stato è straniero nell'altro), non può disconoscersi che il sovrano può trovarsi in difficoltà in talune situazioni, potendogli capitare di dover adottare provvedimenti contrari ad uno degli Stati dei quali è sovrano in favore dell'altro, onde talune costituzioni la vietano espressamente. Si possono ricordare l'unione Inghilterra - Hannover (1714-1838), durata oltre 120 anni, quella Prussia - Neuchâtel, durata un secolo e mezzo (1702-1857), quella dell'Olanda - Lussemburgo (1815-90), quella del Belgio - Congo (1885-1908). Unioni personali sono state qualificate anche quella Islanda - Danimarca (1918-44) e quella Italia - Albania (1939-43), ma esse erano reali. Attualmente non esistono unioni personali. Va comunque rilevato che queste lasciano intatta la personalità e l'azione dei singoli Stati, ciò che non si verifica per le unioni reali.2. Unione reale
L'unione reale si distingue per il fatto che essa è organizzata stabilmente, secondo norme derivanti da leggi nazionali parallele, confermate dalla consuetudine e dalla prassi, ovvero per effetto di un tratto internazionale (patto di unione), che disciplina un punto stabilmente i rapporti di unione. Non vi è soltanto un comune capo dello Stato, ma anche taluni organi, taluni servizi fondamentali, e l'unione si ripercuote anche su una speciale situazione dei cittadini dei paesi uniti.Onde è essenziale tener conto del patto di unione. Sul cosiddetto compromesso del 1867 si fondava l'ordinamento diarchico della monarchia austro-ungarica, che poneva a capo della coalizione degli Stati compresi nella monarchia (1867-1918) l'imperatore - re d'Ungheria. Con il Trattato di Moss (1815) la corona della Norvegia fu attribuita al re di Svezia. I due Stati avevano in comune il ministro degli Esteri e la rappresentanza diplomatica. Nel 1905 (Trattato di Karlstadt) liquidarono pacificamente l'Unione. Con la legge 30 nov. 1918, n. 619 le due libere sovranità della Danimarca e dell'Islanda, la quale conservava la sua neutralità, formarono un'unione, riservandosi alla Danimarca di gestire alcuni interessi islandesi (corte suprema, moneta, pesca, politica estera), ciò che essa fece con molta comprensione degli interessi islandesi, tanto che, adottate le sanzioni contro l'Italia per il conflitto con l'Etiopia, la Danimarca si associò alle sanzioni, mentre l'Islanda se ne astenne. Il Patto di unione dàno-islandese veniva a scadere nel 1940. Il movimento di indipendenza aveva fatto progressi ed in quell'anno la Danimarca era occupata dalle forze germaniche, mentre gli americani occupavano l'Islanda. L'Atling (16 maggio 1941) proclamò l'indipendenza dell'Islanda e nel febbr. del 1944 l'Atto di unione fu dichiarato decaduto e fu proclamata la Repubblica indipendente (17 giugno 1944). Breve fu l'unione Italia-Albania (legge 16 apr. 1939, n. 580), che venne regolata con una serie di convenzioni (cittadinanza e dogane, 20 apr. 1939; rappresentanza diplomatica, 3 giugno 1939, ecc.).
Le unioni personali hanno fine o per mutamento degli ordinamenti interni, o per rinunzia ad una delle due sovranità da parte del capo dello Stato, o per estinzione di uno degli Stati. Quelle reali hanno fine o consensualmente, o per la fine di uno degli Stati, o per rottura dell'unione per fatto di uno degli Stati, subita dall'altro.
III. NUOVE FORME D'UNIONE
Tutte queste unioni sono cadute. Gli ordinamenti sovietici e quelli della Comunità britannica hanno ispirato alcune nuove forme di unione. Nell'Accordo olandese-indonesiano di Batavia del 15 nov. 1946 si tentava di costituire una Unione dell'Olanda con gli Stati Uniti dell'Indonesia, con il Sri-niam e Curaçao. Ma la formazione unitaria dell'Indonesia successivamente prevalsa ed il generale sviluppo delle situazioni lasciano molto perplessi sulla reale consistenza dell'Unione, che è sempre più orientata verso la comunanza simbolica della corona neerlandese, come, cioè, quella britannica per la comunità britannica, che può esser anche considerata come una forma tipica particolare di unioni di Stati, molto evanescente.Non si possono considerare come un. di s. né l'Unione Francese, quale è programmata nella Costituzione del 1946, né l'URSS, in quanto esse, malgrado l'apparente stato di uguaglianza degli Stati uniti, hanno uno Stato pilota ed è tale Stato che dà l'importanza all'Unione e ne assume la rappresentanza diplomatica, pur non escludendosi una diretta rappresentanza diplomatica, anche se non generale, dei singoli Stati (di fatto nell'URSS soltanto i due Stati russi della Bielorussia e dell'Ucraina ed in Francia quelli dell'Indocina).
Vanno infine ricordate talune unioni di limitata o particolare portata, dette unioni semplici, in quanto uno Stato agisce in rappresentanza di un altro Stato per determinare finalità (p. e., Belgio per l'unione doganale del Belgio e del Lussemburgo, conv. di Bruxelles 1921; la Svizzera per il Lichtenstein, conv. di Berna 29 marzo 1923) ovvero gli Stati formano unioni a determinati effetti (p. e., Benelux, unione per ora economica del Belgio, Olanda, Lussemburgo; tentativo di unione doganale italo-francese). Si scivolerebbe verso le unioni amministrative particolari, se non prevalesse il loro carattere politico. Nelle unioni si devono comprendere infine alcune forme di alleanze (politico - militari). U. di s. sono anche tanto la Società delle Nazioni (1920-46) quanto l'ONU, ma esse vanno considerate piuttosto come Società di Stati a fini di cooperazione generale con la tendenza a divenire l'organizzazione giuridica della Comunità internazionale. Tale finalità però mancò nella Società delle Nazioni, in quanto non riuscì a divenire universale, ciò che fu in parte dovuto