Professore di fisica e di geometria a Reggio e a Modena, incaricato dal governo estense di progettare o sorvegliare l'esecuzione di opere pubbliche, nel 1796 venne inviato a Parigi con una missione diplomatica e vi svolse importanti ricerche ed esperienze di idraulica e di elettricità. Tornato a Modena, si occupò di scienza, propugnando tra l'altro l'adozione del sistema metrico decimale e l'unificazione delle unità di misura in tutto lo Stato e anche della pubblica cosa; impedendo ogni misura estrema contro i reazioni e nei drammatici giorni della caduta del governo repubblicano di fronte all'invasione austro-russa del 1799. Nondimeno venne
tratto in arresto per «giacobinismo», ma ben presto fu restituito a libertà. Per oltre un decennio fu ministro d'Italia nella Svizzera, dove energicamente si adoperò a favore del culto cattolico; all'esplicazione delle sue funzioni alternò gli studi prediletti, nei quali conseguì rinnovanza europea. Restituitosi a vita privata nel 1813, pose la propria dimora a Reggio, dove rimase indisturbato anche dopo la restaurazione ducale; in questa ultima fase della vita proseguì a coltivare la fisica, dando alle stampe numerose, apprezzatissime opere, specialmente nel campo dell'idraulica e della storia della scienza. Ha legato il suo nome ad uno strumento - il «tubo» del V. - largamente usato in idraulica.
VENTURI, ADOLFO - VENTURI, ADOLFO. - N. a Modena il 4 sett. 1856, m. a Santa Margherita Ligure il 10 giugno 1941.
VENTURI, ADOLFO. - N. ad Modena il