UOMO, ORIGINE DELL'. - Il problema delle origini umane è l'oggetto principale delle ricerche di paleontologia umana ed è fonte di interminabili e non sempre serene polemiche da quando C. Darwin con la pubblicazione della sua opera L'o. dell'u. e la scelta in rapporto col sesso (1871) avversò esplicitamente la tradizionale interpretazione ad litteram dei tratti della Genesi mosaica relativi alla creazione dell'uomo. Le sempre più frequenti scoperte di resti fossili, appartengono a razze umane esiste molto diverse da quelle attuali e spesso fornite di caratteri pitecodi, hanno portato argomenti che paiono validi in favore dell'ipotesi evoluzionistica, dimodiché oggetti da maggior parte degli antropologi e dei paleontologi ritiene che l'origine del corpo umano risponda ad un processo evolutivo.
Vari autori che continuano la corrente materialistica ottocentesca sostengono addirittura che anche l'anima umana deriverebbe da quella delle bestie per graduale trasformazione, parallela a quella corporea. Ma allo stato attuale della scienza si può affermare che nessuna prova concreta torna a favore di questa ipotesi, dato che mentre le scimmie antropomorfe risultano incapaci di qualsiasi astrazione e invenzione, i resti fossili umani anche più primitivi (ad eccezione del pitecanto, la cui natura umana non è certa) sono accompagnati da tracce di fuoco ed utensili litici od ossei che testimoniano in questi nostri lontanissimi antenati facoltà intellettuali schiettamente umane. Altrettanto non si può dire invece per quanto riguarda l'origine del corpo umano, poiché la documentazione scientifica non consente di escludere la derivazione da qualche primate (scimmia o proscimmia) estinto. Infatti le più recenti scoperte paleontologiche hanno rivelato che esistente molte migliaia di anni fa (v. GENERE UMANO, ETÀ DEL, ETÀ del) da un lato razze umane i cui caratteri morfologici si avvicinano molto più che nelle razze attuali a quelli degli antropodi, e dall'altro scimmie antropomorfe sensibilmente più prossime all'uomo - anatomicamente parlando - che non le attuali (v. PALEONTOLOGIA), dimodiché si ha una quasi perfetta transizione morfologica tra uomo attuale e scimmie antropomorfe fossili. Alla constatazione di questa continuità anatomica va aggiunta la certezza che nell'uomo fossile si sono avuti fenomeni evolutivi di notevole entità. Risulta infatti che nel Pleistocene inferiore e medio vi furono uomini che, pur mostrandosi pienamente tali per le loro doti psichiche, differivano notevolmente dalle razze umane attuali per i loro caratteri anatomici, specialmente per quanto riguarda la morfologia del cranio. E poiché si ammette l'origine unitaria dell'umanità (v. MONOGENISMO) è necessario anche ammettere che tutte le forme umane recenti e antiche così diverse tra loro derivino attraverso successive trasformazioni da una unica forma antichissima molto diversa dalle attuali. Si deve ancora constatare che alla succitata transizione anatomica corrisponde nelle grandi linee anche l'ordine cronologico delle varie forme fossili umane. È vero che sono noti anche in tempi relativamente assai antichi fossili umani (Fontéchevade, Swascombe, ecc.) che presentano caratteri assai prossimi a quelli delle razze umane attuali, ma resta il fatto che i più antichi fossili umani finora conosciuti (pitecanto, sinantropo, sinantropo, maurer, protoenantraliani) sono decisamente pitecodi, e che le forme umane pitecodi sono tanto più frequenti quanto più si retrocede nel tempo. Si può dunque concludere che le più recenti scoperte pal.ontologiche non consentono di escludere la possibilità di una derivazione del corpo umano da quello di qualche primate fossile ed anzi sembrano portare buoni argomenti in favore di detta derivazione.
Naturalmente ammettere l'origine evolutiva del corpo umano non significa accettare il concetto materialistico della creazione naturale, ossia ammettere che l'o. dell'u. e la sua progressiva trasformazione siano dovute a cause puramente fortuite o comunque indipendenti da una speciale azione creativa divina. Si può al contrario affermare che le moderne ricerche paleontologiche e biologiche e particolarmente gli studi sull'ortogenesi dimostrano il finalismo dei fenomeni evolutivi e quindi la rispondenza della evoluzione ad un grandioso piano creativo, del quale l'origine evolutiva del corpo umano rappresenterebbe il degno coronamento. Comunque bisogna obbiettivamente riconoscere che quest'ultima non è ancora scientificamente accertata, perché se dalla constatazione generica dell'analogia morfologica tra uomini fossili e antropodi si passa alla ricerca di una determinata scimmia o proscimmia con la quale si possano mettere in relazione genealogia diretta le forme umane anche più primitive, le difficoltà sono tuttora notevoli. Si deve onestamente ammettere che a tutt'oggi l'eventuale diretto progenitore dell'uomo è ancora ignoto, e bisogna attendere che ulteriori scoperte, facendoci conoscere nuove forme umane fossili, permettano di colmare le troppe lacune che influiscono attualmente le nostre conoscenze in questo campo.