ZANCHI, GIROLAMO

ZANCHI, Girolamo. - Protestante italiano, n. in Alzano di Bergamo nel 1516, m. ad Heidelberg il 19 nov. 1590.

Entrò a Bergamo fra i Canonici Regolari nel 1531; compiuti gli studi insieme con Celso Martinengo brevisano passò a Lucca nel 1541 VERMIGLI, PIETRO MARTIRE (v.) e poté leggere gli scritti di Bucerio, i Loci di Melantone, De origine erroris di Bucerio, e poi l'Instituto di Cal-vino. A Lucca rimase anche dopo la fuga del Vermigli. Lasciò l'Italia nell'ott. 1555, quando anche il Martino, dopo dovette lasciare Milano dove predicava, trovò rifugio presso i Grigioni e poi a Strasburgo come maestro di esegesi del Vecchio Testamento. Qui s'ammogliò con la figlia di Celio Secondo Curione e morta lei nel 1556 passò a nuove nozze. Protestò di non essere né luterano, né zwingliano, né calvinista e christianus igitur sum non sectarius; in realtà seguì la tendenza zwingliano-calvinista e a differenza di molti altri italiani, si mosse, come il Vermigli, sempre intollerante entro i limiti delle organizzazioni ecclesiastiche protestanti, non senza lamentare la loro fazziosità e le loro perpettive discorde. A Strasburgo s'incontrò nel 1561 con unzio papale Delfino col quale trattò, senza risultato, a proposito della partecipazione dei protestanti al Concilio di Trento. Morto a Chiavenna Agostino Mainardi nel luglio 1563, lo Z. gli successe nel governo della comunità, al principio del 1568, si portò ad Heidelberg dove insegnò per dieci anni. Le sue opere furono stampate a Ginevra nel 1617 e 1619 e comprendono lettere, trattati, consigli teologici ch'egli scriveva per incarico di comunità di privati in nome della Facoltà di teologia di Heidelberg. L'8. va tenuto distinto dall'umanista Basilio Z., anch'egli borgamasco e canonico regolare, morto a Roma nel 1558.

BIBL.: G. B. Gallizioli, Mem. stor. e letter. della vita di Z. Z. Bergamo 1781; N. Paulus, Protestantismus und Toleranz, Friburgo in Br. 1901, pp. 220 sgg., 286 sgg., 295 sgg.; C. Schmidt e J. Fickher, s. V. in Realen. für protest. Theol. und Kirche, XXI, Lipsia 1908, pp. 607-11; D. Cantimori, Eretici italiani del Cinquecento, Firenze 1939, V. indice. Pio Paschini