ZOBOR

ZOBOR. - Centro monastico di Slovacchia, sulla montagna omonima, presso Nitra.

Nel corso dei secoli, la vita monastica sul Z. segna tre periodi: nel primo sarebbe stata fondata, secondo l’antica tradizione di cui parla Cosma da Praga nella sua Chro-nica, l’abbazia benedettina di S. Ippolito a Z., nel sec. IX, all’epoca della Grande Moravia, ca. l’anno 880. Però le prime notizie storiche si hanno ca. l’anno 1000, al tempo dei ss. Andrea Svorad (Zoerardus) e Benedetto, martiriz-zati nel 1012 a Skalka. L’abbazia fuori fino al 1468, quando fu occupata dal vescovato di Nitra e i monaci vennero dispersi. Il secondo periodo ebbe principio nel 1691,

tracciati nel cielo. Non si è certi che tutti i nomi sumeri delle costellazioni zodiacali vadano ricondotti ai Sumeri stessi. I nomi dimostrano comunque che sono sorti in conseguenza della religione, dei miti e delle leggende sumere e babilonesi e assire. Non poche costellazioni zodiacali sono rappresentate mediante raffigurazioni degli dèi o degli oggetti dei quali esse portano il nome nelle pietre di confine, kudurru, risalenti prevalentemente al periodo mediobabilonese; la preferenza data però in tali rappresentazioni artistiche in bassorilievo a questa o quella figura divina non è stata determinata da ragioni astronomiche o astrologiche, ma religiose, si sono cioè rappresentate sui kudurru quelle figure di divinità, e tra queste anche di costellazioni zodiacali, che si ritenevano per motivi a noi ignoti meglio atti alla conservazione dell'incolumità della pietra stessa e ad incutere rispetto agli eventuali male intenzionati; i kudurru non offrono quindi riproduzioni dello z. stesso, ma di un certo numero di divinità, tra le quali si ponevano pure talune costellazioni zodiacali. Comunque si constata che le pietre di confine contengono immagini, secondo alcuni, di circa la metà delle costellazioni in parola, ossia dell'Ariete, Toro, Gemelli, Scorpione, Sagittario, Capricorno e Vergine (?), forse anche del Leone, ma la cosa non è certa, poiché le figure prevalentemente zodiacali dei kudurru in alcuni casi divergono alquanto da quelle degli esseri indicati dai nomi delle costellazioni in parola; qualche immagine di costellazione zodiacale si riscontra in tavolette o sigilli.

I nomi sumeri dei segni zodiacali sono i seguenti: ARIETE: mul-lû-hun-ga = mercenario; TORO: mul-mul = costellazione; GEMELLI: mul-mas-tab-ba-gal-gal = gemelli grandi; CANCRO: mul-al-lu = granchio; LEONE: mul-ur-a = leone; VERGINE: mul-ab-sin = spiga; BILANCIA: mul-zi-ba-an-na = bilancia; SCORPIONE: mul-gir-tab = scorpione; SAGITTARIO: mul-PA-BIL. SAG = sagittario; CAPRICORNO: mul-suhur-mas = capricorno; ACQUARIO: mul-gu-la = costellazione grande (?); PESCI: mul-KUN (mes) = code. La parola mul che precede questi nomi ha il valore di costellazione ed è il determinativo di essi, dimostra cioè che i nomi sono nomi di costellazioni.

I Babilonesi vedevano nella sfera celeste varie strade che essi chiamavano harânu = via, strada, perché erano percorse dai pianeti e dalle costellazioni. Essi distinguevano le strade di Anu, di Enlil, e di Ea, come pure di Sin, della Luna, e di Shammash, del sole. Hanno chiamato harân (d) Sin = strada della Luna, lo z., una fascia ai due lati dell'eclettica di 90° su ciascun lato. Una tavola enumerata diciassette costellazioni, la stragrande maggioranza zodiacali, di questa via, le quali stanno nella strada della Luna e nel cui distretto passa nel corso di un mese la Luna e le tocca, inoltre la strada della Luna è percorsa dal Sole e dai cinque pianeti. Questa denominazione dello z. si spiega con la circostanza che Sin era un dio molto importante nel panorama babilonese. Un passo avanti si è fatto quando si è diviso lo z. in dodici scompartimenti, quando si è creato lo z. dodici-male. Non si sa esattamente come si sia passati a questo z., che è ancora quello del giorno d'oggi. Questo z. solare non è di certo anteriore al primo millennio a. C., ma il prodotto di un'epoca più recente. Un tavola, non anteriore al sec. V. a. C. fa il nome di quindici costellazioni zodiacali; in quest'epoca si dovrebbe esser passati a dividere lo z. in dodici parti eguali e a trasportare su queste parti, segni e nomi delle costellazioni più o meno corrispondenti. Uno studioso ha affermato che si volle stabilire corrispondenza perfetta tra l'anno solare con le sue dodici parti e lo z., che era allora diviso soltanto in quattro parti, e perciò ciascuna delle sue quattro parti fu divisa in tre parti di eguale lunghezza, e fu appunto con questa divisione che si crearono i segni zodiacali. La menzione più antica babilonese dei segni si trova in un testo del 420 a. C., nel quale tra l'altro si assume, per es., che i pianeti Giove e Venere stiano nel mese di Nisânu nella parte anteriore dei Gemelli, Marte nel Leone, Saturno nei Pesci e Mercurio tramonti nel Toro; i nomi dei segni furono presi dalle costellazioni che essi contengono, cosicché il segno