ABORIGENI. - Indigeni originari del luogo in cui abitano (autoctoni). In senso etnologico si chiamano a quegli abitanti di una terra, la cui civiltà si di- mostra la più antica fra quante intorno fioriscono.
Essi sono: in Africa i Pigmei dell'Ituri, ed alcuni gruppi dei medesimi più ad occidente, inoltre i Pignandi Batwa (Congo Belga e Ruanda), e finalmente i Boscimani nel deserto del Kalahari; nell'America settentrionale alcune tribù Joshua e Selish nel nord-ovest, gli Algonchini (Le- nâpe, Winnebago, Sauks, Foxes, Arapaho, Cheyenne, ecc.), alcune tribù della California centrale (Maidu, Pomo, Wintu, ecc.), nell'America meridionale i Gè (Brasile) e poi i Fueghini (Terra del Fuoco); in Asia alcuni popoli artici come i Samoedi, certi Coriaci, i Tungusi, gli Eschi- mesi, ed ancora gli Ainu nel Giappone, gli Andamanesi dell'arcipelago omonimo, i Semang della penisola di Ma- lacca, e i Negritos delle Filippine; in Australia certe tribù della zona sudorientale del continente (Kurnai, Kulin, Kamilaroi, ecc.).
Tutte genti, dunque, che abitano in luoghi appar- tati, e spesso ai margini dei continenti, su isole, in oscure selve, fra monti di difficile accesso, in lande desertiche, lungi dalle grandi e obbligate vie di traf- fico, quasi come respinte a forza in naturali rifugi dall'impeto di successive ondate migratorie. Le loro culture si differenziano, in genere, dalle civiltà più pro- gredite per l'assenza della ceramica, della tessitura, della lavorazione dei metalli e pel fatto che non praticano né l'agricoltura, né la pastorizia. Gli uomini provvedono agli alimenti faunistici con la caccia individuale sempli- ce; le donne raccolgono erbe, radici, frutti spontanei. Si tratta, insomma, di quel tipo di culture, che vanno sotto la denominazione di Cacciatori semplici e Racco- glitori. Hanno senso spiccato della famiglia, prevalente- mente monogamica, con libera scelta per parte della ra- gazza. Sconosciuti il ratto o la compa della sposa. La donna ha eguali diritti, o almeno fruisce di rela- tiva indipendenza in campo domestico. Alto l'indice di natalità nonostante il nomadismo. Assente l'infan- ticidio. Poche di quelle tribù sono rette da capi a causa della grande preminenza della famiglia. Vivo il rispetto dell'individuo, ignoti il cannibalismo e la schiavitù. Chiari i concetti di proprietà individuale e familiare. Spiccata la fede in un Essere supremo crea- tore, legislatore, giudice, proprietario di quanto occorre all'esistenza. Esso è oggetto di culto che si esplica con preghiere, cerimonie ed offerte (primizie della caccia e della raccolta). Ricchissimi i miti che trattano di

(Int. P. Gusunde S. V. D.)