ARCONATI VISCONTI, GIUSEPPE. - Uomo politico, n. a Milano il 9 apr. 1797, ivi m. P. I marzo 1873. Di nobile famiglia, studioso di problematici filosofici e religiosi, sposò la cugina Costanza Trotti, con la quale ebbe si profonda comunione di sentimenti e di azione, che le loro biografie sono inscindibili. Il loro salotto divenne ben presto un centro di propaganda nazionale di importanza europea. Cospiratori col Confalonieri per il movimento costituzionale, fuggirono a Bruxelles (1821) ove ebbero relazioni con studiosi e patrioti francesi e belgi e con esuli italiani, specie Berchet, Scalvini, Arrivabene. A Berlino si adoperarono

per la liberazione del Confalonieri dallo Spielberg. Con l'amnistia di Ferdinando I passarono in Toscana, poi, dopo le Cinque giornate, a Milano, donde ripararono in Piemonte (1850). Eletto deputato dopo l'annessione della Lombardia, A. V. fece parte della destra. Fu nominato senatore nel 1865.
Gli A. furono intimi del Manzoni, e mantennero viva la fede nell'accordo tra la Chiesa e la libertà. Giuseppe fu amato dal Pellico come un esemplare «liberale di tempra cristiana». La sola volta che egli parlò al senato fu per esprimere la sua riluttanza alla conquista di Roma. Non meno fervente fu Costanza, che si occupò anche di studi religiosi con tendenze giobetriche e che si contrappose, in certo modo, alle intemperanze della Belgioioso. Nelle opere di carità dettero entrambi esempio di generosità e di sentimento.