BIONDO, FLAVIO

BIONDO, Flavio. - Umanista ed archeologo, n. a Forlì nel 1392, m. a Roma il 4 giugno 1463 (il secondo nome se lo aggiunse in seguito, latinizzato il primo).

Studiò in patria ove visse fin quando, nel 1423, non fu allontanato dalle fazioni. Nel 1434 divenne se- gretario apostolico di Eugenio IV, ma caduto in di- sgrazia di Niccolò V, andò a lungo ramingo per l’Ita- lianità

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(propr. Enc. Catt.)
Biondo, Flavio - Brano della lettera indirizzata a Gregorio Lolli Piccolomini, il 12 sett. 1461 - Biblioteca Vaticana, cod. Vat. Lat. 6284, f. 71 !

. Nel De verbis romanae locutionis (1435) sostenne contro Leonardo Bruni che l’italiano è continuazione naturale dell’antico latino; con le Historiae ab incli- natione romanorum (1438-53) ci diede per primo una storia organica del medioevo; L’Italia illustrata (dalle Alpi a Salerno, del 1453) è una descrizione sistema- tica della patria, riunendo insieme i dati classici con quelli contemporanei (topografia e biografia); nella Roma triumphans (1457-59) diede un trattato delle istituzioni pubbliche e private dei Romani antichi, spesso avvicinate alle contemporanee. La Roma in- statura (1444-46) è il primo trattato di topografia di Roma antica, particolarmente classica, ma anche medievale e cristiana: «basilicas quoque, templa et sacra, quas vocamus ecclesias, loca per quos ponti- fices vel alios christianos vel fundatae primo vel auctae vel fuerint instauratae ostendam». La sua opera è di fatto ricca di notizie e di molto merito, ma di poca utilità agli studiosi moderni, essendo ancora a nostra disposizione quasi tutte le fonti cui egli attinse.

Bibl.: Pastor, I, pp. 308-10; B. Nogara, Scritti inediti e rari di B. F. (Studi e testi, 48), Roma 1927; F. Baix, s. V. in DHG, coll. 1513-17; G. Ferretto, Note storico-bibliografiche di archeologia cristiana, Roma 1942, p. 66 sg. Antonio Ferrua