CARNUNTUM

CARNUNTUM. - Città della Pannonia superiore (Austria) nella vallata danubiana, antichissimo centro stradale di grande importanza commerciale e strategica per le comunicazioni con il nord. Fin dal tempo di Tiberio e di Claudio ebbe un campo fortificato, sede di legione (XV e, quindi, XIII) distrutto tra il 375 e il 400 ; ebbe due anfiteatri: uno, più grande, nella città, l'altro, più piccolo, nel Castrum. Adriano le concesse la denominazione di municipium Aelium, assegnandole la sua tribù (Sergia). Settimio Severo la trasformò in Colonia Septima.
Il cristianesimo in C. è attestato da resti monumentali tra cui un battistero posto nell'ingresso meridionale dell'anfiteatro della città, e da lampade in terra cotta, anelli, pietre incise, medaglie con segni cristiani o formole come in Deo vivas, oi scoperte; un suo vescovo nel sec. iv è documentato da

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Carnuntum - Ruderi dell'anfiteatro militare romano.

una targa votiva in bronzo rinvenuta in Roma presso il ponte Sisto, ora nel museo cristiano Pio Lateranense; essa fece parte d'un disco o di una corona in oro o argento (gabata) che la gens Carnuntum, come dice l'epigramma incisovi, fece offrire da Mandronio, venerando nomine ad una delle basiliche romane, probabilmente alla Vaticana. Il monogramma di Cristo { }_{2} \underline{\underline{b}} inciso nel piccolo timpano superiore, lo stile e la paleografia dell'epigramma rivelano il sec. IV.

Bibl.: Th. Deimel, Christliche Römerfunde in C., Vienna 1911; R. Egger, Der römische Linus in Österreich. XVI, ivi 1926, pp. 69 sgg., 105 sgg.; XVIII, ivi 1937; F. Miltner, Das zweite Amphitheater von C., 3ᵉ ed., ivi 1936; W. Heydendorff, C. Geschichte und Probleme der Legionfeste und der Zivilstadt, ivi 1947. Per la targa votiva: G. B. De Rossi, Triplice omaggio, Roma 1877, tav. I, fig. 10; G. Marucchi, I monumenti cristiani del museo Pio Lateranense, Milano 1910, tav. XLIV, n. 10. Enrico Josi