Enciclopedia Cattolica vol. III, 1949 Archeologia cristiana Luoghi

CASARANELLO

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CASARANELLO. - Località della Puglia, nella penisola salentina, patria di papa Bonifacio IX (Pietro Tomacelli: 1389-1404); decaduta poi e infine distrutta, fu sostituita dalla vicina Casarano.

Oggi non rimane che l'antica chiesa parrocchiale, S. Maria della Croce, a tre navate, divise da pilastri; vi sono frammenti di affreschi del sec. XII, e un ritratto di Urbano VI, il quale aveva dato il cappello cardinalizio a Pietro Tomacelli. Essa costituisce l'ampliamento di un edificio più antico, a pianta cruciforme, di cui è scomparso il braccio orientale per dar luogo alla navata centrale, molto simile, anche come dimensioni, al mausoleo ravennate di Galla Placidia. Il sacello, per il resto integro, con la caratteristica muratura tumultuaria e gli archi ben costruiti, come a Canosa, conserva parte della decorazione a musaico, quasi tutta in pietre multicolori. Nella cupoletta centrale essa presenta un cielo stellato, in due toni di azzurro, al cui vertice spicca una croce latina in tessere di pietra gialla; sui pennacchi si svolgono volute di fogliame di acanto; gli archi sono delimitati da un festone di foglie tra due fasce gemmate; una sola delle voltine a botte dei bracci della croce è ancora ornata fino all'imposta da due zone laterali, delimitate da una treccia e da un motivo anguiforme intrecciantisi verso l'interno a sinuose, così da incorniciare dei campi rotondi o trapezoidali entro cui sono animali o frutti e fiori; fra queste due composizioni è una larga fascia a squame di pigna di varie tinte, e il tutto è racchiuso da cinque bordure a gemme, treccia, travetti di scorcio e cani correnti. Sul fondo di questo stesso braccio, che può dirsi absidale, anche perché verso di esso si volge il piede della croce che è nella cupola, sono avanzi di una figurazione musiva, di cui rimane parte di un'inimbo celeste orlato di rosso, su un fondo azzurro picchiettato di tessere scure, con tutta probabilità appartenente ad una immagine della Vergine con il Bambino in grembo, di cui forse è un'eco nell'effige della stessa, posta su uno dei pilastri, databile al sec. XII. Non mancano in questi musaici, unici superstiti in tutta la Puglia, richiami a quelli di Ravenna e di altri monumenti italiani, come pure a prodotti affini della Siria e dell'Africa, comprensibili in una regione che, pur non potendo rimanere estranea al movimento artistico della penisola, era al tempo stesso ovviamente soggetta agli influssi delle scuole d'Oriente e dell'opposta sponda del Mediterraneo. Essi sono da datare, al pari del sacello, al V sec.

Bibliografia2 opere
BIBL.: A. Haseloff, I musaici di C., in Boll. d'arte, 1907, pp. 22-27; R. Bartoccini, C. e i suoi musaici, in Felix Ravenna, 1934, III, pp. 157-85.

Renato Bartoccini

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Di Renato Bartoccini

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), coll. 970–971.

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vol. 3, coll. 969–970
Pagina 570
vol. 3, coll. 971–972

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Bartoccini, Renato. “Casaranello.” In Enciclopedia Cattolica, vol. III, coll. 970–971. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/casaranello.

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Bartoccini, Renato. “Casaranello.” Enciclopedia Cattolica, vol. III, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 970–971. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/casaranello.

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