CIPPO. - Parallelepipedo di pietra o di marmo o per indicare una sepoltura e quindi con relativa iscrizione o per delimitare un termine o confine.
C. sepolcrali sono noti fin dalla più remota antichità e vennero usati anche dai cristiani per i loro sepolcri all'aperto in Roma e in tutte le regioni dell'Impero secondo le forme locali in uso. Tali, ad es., il c. Abercio (v.) e quello di Tollia Asclepiake (v. BASSILLA). Esempi di c. terminali cristiani o di proprietà, talvolta a forma cilindrica, sono conservati nel museo cristiano Lateranense, quali, ad es., quelli delle vineae Irenianae con monogramma 8 provenienti dalla villa Panfili, un c. con una iscrizione del sec. V. da un lato e dall'altro del sec. vi-vit indicante una proprietà del monastero dei SS. Andrea e Stefano presso S. Maria Maggiore; una colonnetta terminale relativa ad una proprietà della diaconia di S. Adriano al Foro romano; infine uno che si riferisce ad una filanda con la data del 1029.