CLIPEATA, IMMAGINE. - Con l'espressione « imago clipeata » che si trova già in Macrobio (Saturn., II, 3), si suol designare la figura o più spesso il mezzo busto d'una persona scolpita a rilievo o dipinta su di una superficie in forma di

Particolarmente interessanti sono un rilievo del museo Vaticano ed un sarcofago dipinto di Kertsch perché mostrano rispettivamente l'uno la bottega d'uno scultore con un marmorato intento a terminare un ritratto a clipeo di una donna romana, l'altro lo studio di un pittore che, dopo aver appeso alla parete due clipei con i ritratti a mezzo busto, siede dinanzi ad un cavalletto. Le i. c. sui sarcofagi romani incominciano a divenire assai frequenti a partire dall'età degli Antonini ed anche i cristiani le adottarono largamente. Sui sarcofagi però, il busto o i busti dei defunti non sono in genere scolpiti su di una superficie convessa a contorno circolare come quella di un clipeus, ma dentro una cavità semisferica ricavata il più delle volte nel centro della cassa o meno frequentemente sul coperchio, oppure anche, ma eccezionalmente, su di uno dei fianchi, come si vede in un sarcofago cristiano di Tolosa. Spesso il clipeo assume la forma di conchiglia, venendo così ad acquistare un maggior senso estetico, per il motivo assai decorativo delle scanalature e dato che la voluta presso la cerniera della conchiglia fornisce un grazioso supporto al busto o ai busti dei defunti. Non sempre però la trasformazione del clipeo in conchiglia si è compiuta interamente; talvolta, infatti, in basso è rimasta la caratteristica voluta, ma la cavità è priva di scanalature. Altre volte i clipei con i busti dei defunti sono sostenuti da geni, da eroti volanti, da vittorie, ecc., ma molto più frequenti sono quelli non sorretti da alcuna figura, incastonati cioè al centro della cassa del sarcofago tanto nel caso che questo sia strigilato, quanto nel caso che sia decorato a fregio continuo. Quando poi la fronte del sarcofago è divisa in due zone orizzontali, il clipeo si trova di solito nel regi-
stro superiore, invadendo però spesso, almeno in parte, anche quello inferiore. Formandosi a destra e a sinistra due spazi triangolari nel punto in cui il listello terminale della cassa del sarcofago incontra la parte superiore del clipeo, gli scultori cristiani pensarono assai ingegnosamente di riempire questi angoli con figure di poco volume e che potessero trovare un posto giustificabile nella parte superiore delle scene rappresentate; poiché la figura della mano di Dio sporgente dalle nubi per fermare il braccio d'Abramo o per consegnare a Mosè le tavole della Legge rispondeva bene allo scopo, per questo ai lati dei clipei si trovano pressoché costantemente queste due scene del Vecchio Testamento: il sacrificio di Abramo e la rivelazione del Sinai. L'arte cristiana usò inoltre le i. c. nelle pitture delle catacombe per raffigurarvi spesso il busto di Cristo (come si vede, ad es., nella volta dell'arcosolio di Celerina del cimitero di Pretestato); nelle pitture delle basiliche per inserirvi i busti dei santi o (come a S. Paolo fuori le mura) i busti dei pontefici; nei musaici per farvi campeggiare (come frequentemente si vede nel centro delle cupole bizantine) il busto ieratico del Pantocratore.