Enciclopedia Cattolica vol. III, 1949 Archeologia cristiana Generalità

COLLEGIUM CULTORUM MARTYRUM

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COLLEGIUM CULTORUM MARTYRUM. - Istituito il 6 genn. 1879 da Mariano Armellini (v.), Adolfo Hytrek, Orazio Marucchi (v.) ed Enrico Stevenson (v.) tutti discepoli di G. B. De Rossi (v.). Il suo scopo è di far rifiorire il culto dei martiri, specie sui loro sepolcri negli antichi cimiteri cristiani. In detto giorno, dopo la celebrazione della S. Messa nella cripta di S. Cecilia in Callisto e la visita all'immagine dell'Epifania nello stesso cimitero si gettarono le basi dell'istituzione e se ne stabilì la denominazione. Il 2 febbr. successivo, accolti da mons. A. De Waal (v.) nell'ospizio di S. Maria in Campo Santo, che divenne la Schola collegii, fu approvata la lex collegii formolata da E. Stevenson sull'antica lex del collegio funerario di Lanuvio e il relativo regolamento.

Fu stabilito il calendario collegiale, il cui anno si inizia con la celebrazione del Natale di S. Cecilia in Callisto; furono distinte le solennità maggiori con celebrazione liturgica al mattino, seguita da conferenza archeologica, agape fraterna, commemorazione liturgica nel pomeriggio con conferenza archeologica e processione negli ambulacri cimiteriali; mentre in altri giorni la commemorazione si limita o al mattino o al pomeriggio; tale calendario ha subito più volte modificazioni, sempre d'intesa con la Pontificia commissione di archeologia sacra (v. COMMISSIONI PONTIFICE), alla quale l'ex XI col suo motu proprio dell'11 dic. 1925 ha demandato quanto si riferisce al culto degli antichi cimiteri cristiani. Il c. è composto di un numero indeterminato di sodales e di associati, a quest'ultima categoria sono ammesse anche le donne.

I sodali e gli associati possono anche non risiedere in Roma. Solo i sodali partecipano alle adunanze con voto deliberativo. Tutti gli iscritti al collegio corrispondono una tenue quota annua per sopperire alle spese delle celebrazioni liturgiche e di amministrazione. Il collegio è retto da un consiglio direttivo composto da cinque sodali coratores perpetui i quali devono curare l'osservanza della lex; la presidenza del collegio viene eletta annualmente dai sodali e risulta di un Magister (presidente), un Sacerdos (direttore delle celebrazioni liturgiche), un ab epistolis (segretario), un arcarius (tesoriere), un trichiura (per le agapi).

La sede del collegio è presso il Pontificio Istituto di Archeologia cristiana (via Napoleone III, n. 1). Grande incremento alle celebrazioni liturgiche venne dato al collegio dal compianto suo Magister (1931-47) mons. Carlo Respighi; il quale volle che il collegio si facesse promotore in Roma del rifiorimento delle S. Stazioni Quadragesimali. Il collegio ha anche promosso celebrazioni liturgiche ai santuari dei martiri fuori di Roma, tanto che a somiglianza e in collegamento del c. C.M. di Roma si sono istituite sezioni dello stesso collegio a Chiusi e a Palestrina.

Enrico Josi

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), coll. 1964–1965.

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vol. 3, coll. 1963–1964
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vol. 3, coll. 1965–1966

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Josi, Enrico. “Collegium Cultorum Martyrum.” In Enciclopedia Cattolica, vol. III, coll. 1964–1965. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/collegium-cultorum-martyrum.

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Josi, Enrico. “Collegium Cultorum Martyrum.” Enciclopedia Cattolica, vol. III, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 1964–1965. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/collegium-cultorum-martyrum.

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