COLLODI, CARLO. - Pseudonimo di Carlo Lorenzini, n. a Firenze il 24 nov. 1826, m. ivi il 26

(da M. Parenti, Rarità bibliografiche dell'Ottocento, Bergamo 1915, p. 111)
Datosi al giornalismo, fondò Il Lampione e La scaramuccia. Nel 1859 si arruolò volontario nel reggimento di cavalleria 'Novara'. Dopo aver pubblicato varie opere per adulti: I misteri di Firenze (romanzo), Macchiette (racconti), Occhi e naso (racconti), Note gaie (articoli), ecc., si dedicò alla letteratura infantile. Nel 1881 cominciò a pubblicare, a puntate sul Giornale dei bambini, Le avventure di Pinocchio che ebbero uno straordinario successo e sono state tradotte in quasi tutte le lingue. Così larga fortuna, oltre ai pregi artistici, si deve a quella sentenziosa e bonaria moralità espressa in formele tra scettiche e giudiziose. La lezione morale della favola di Pinocchio non decade in un precettismo sterile, perché il C. giunge, quasi inconsapevolmente, a inserire la sua fantasia nel moto e nel senso della verità. Per la gioventù il C. scrisse inoltre: Giannettino, Minuzzolo, Storie allegre e altri racconti, sempre con intenti educativi e qualche nota di umorismo. Ridusse anche i Racconti delle fate di Charles Perrault.