COMPORTAMENTO. - Può dirsi l'atteggia-
mento pratico che assumono l'anima e l'uomo nelle
situazioni concrete della vita. Consta perciò di un
momento, che si può dire conoscitivo, per cui
l'agente si riconosce in una data situazione, e di un
momento attivo-operativo con il quale risponde a
tale situazione e ottiene una nuova condizione di
equilibrio che nell'uomo raggiunge il livello, nelle
azioni libere, della responsabilità morale e della per-
sonalità.
Nella psicologia moderna le teorie sul c. riflettono
l'orientamento filosofico dei rispettivi fautori. La scuola
« behaviorista » (behaviorum = c.) del Watson, elevando a
metodo psicologico la riflessologia di Pavlov pretese di
spiegare il c. con i riflessi semplici, prescindendo da ogni
riferimento all'esistenza di una coscienza e di processi co-
scienti e fermandosi alla semplice analisi oggettiva, cioè dei
processi fisiologici del sistema nervoso in relazione con
i processi fisici degli stimoli. La « psicologia della forma »
(Gestalt) sostenne invece che il c. nasce in virtù di una rior-
ganizzazione del campo percettivo tutto intero; il valore
dell'istinto stimolo, a cui si fermava l'associazionismo puro del
Watson, non esiste per sé ma è in funzione della situazione
totale del soggetto: perciò K. Koffka ha distinto un am-
biente geografico e un ambiente di c., così come W. Kohler
distingue un mondo fenomenale (ch'è l'oggetto della psi-
cologia) e un mondo reale da cui partono gli stimoli per la
coscienza. Una sintesi di behaviorismo e gestaltismo è il
behaviorismo finalista di E. C. Tolman: l'apprendimento
di un c., così come il suo funzionamento, è subordinato alla
conoscenza di un determinato fine, cioè ad un Insight
visione di un principio dinamico di unità del c., e così
l'originalità del processo psichico sembra essere salvata.
Finalista è anche la teoria del c. della « hormic Psychology »
o psicologia tendenziale (δημή = spinta, impulso) di W.
Mc. Dougall, secondo il quale l'anima fin dai suoi primi
momenti mostra un orientamento ben definito del suo
agire che ha quindi la sua ragione in una spinta originale
precedente qualsiasi processo conoscitivo. Il c. dell'uomo,
superato il primo stadio infantile, dipende dallo sviluppo
della sua vita superiore.