CONDIZIONE

CONDIZIONE. - Termine molto vago, usato di
solito causa (v.). Mentre la
causa influisce positivamente nella produzione dell'ef-
fetto, la c., invece, rappresenta ciò che si richiede
perché la causa possa esercitare la sua influenza o
perché l'effetto la possa ricevere. Le bombe a per-
cussione devono trovare il duro per esplodere: la
percussione di un resistente duro è solo c. dell'esplo-
sione la cui vera causa è l'accensione che la percuss-
sione provoca nelle materie esplosive; se questa vien
provocata per altra via (elevamento di temperatura,
ad es.), l'esplosione avviene egualmente. È detta c.
«sine qua non» quando la sua presenza è «indispensa-
bile»: allora la sua distinzione dalla causa come tale
non è in concreto sempre agevole.

Si parla di c. in ogni processo di divenire, naturale,
artificiale e soprannaturale: l'alterazione delle qualità è
c. di ogni corruzione; la preparazione è c. di ogni opera
d'arte; molteplici c., da parte della materia, del soggetto,
del ministro, si richiedono nell'amministrazione dei Sa-
cramenti. Spesso quindi c. si accosta al significato di
«disposizione». Secondo i fenomenisti la c. non si distingue
dalla causa che come la parte dal tutto, essendo la causa
il complesso degli antecedenti richiesti per il sorgere del
nuovo fenomeno (W. Schuppe, Grundriss der Erkenntnis-
theorie und Logik, Berlino 1894, p. 73).

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BIBL.:** E. van Biema, Cause et condition, in Revue de metaph.
et de morale, 40 (1933), pp. 275-90; F. Grégoire, Condition,
Conditionné, in Revue philosophique de Louvain, 46 (1948),
pp. 5-41.

**Cormelio Fabro**

Article illustration

**In Roma approfitto Antonio Blado Stampatore**

**Cameralencl M. D. LIII.**

**All. XVI. di Luglio.**

**CONDIVI, ASCANIO - Vita di M. Buonarroti, Roma 1553.**

**Roma, esemplare della biblioteca Nazionale.**