CONDIZIONE. - Termine molto vago, usato di solito causa (v.). Mentre la causa influisce positivamente nella produzione dell'effetto, la c., invece, rappresenta ciò che si richiede perché la causa possa esercitare la sua influenza o perché l'effetto la possa ricevere. Le bombe a percussione devono trovare il duro per esplodere: la percussione di un resistente duro è solo c. dell'esplosione la cui vera causa è l'accensione che la percussione provoca nelle materie esplosive; se questa vien provocata per altra via (elevamento di temperatura, ad es.), l'esplosione avviene egualmente. È detta c. «sine qua non» quando la sua presenza è «indispensabile»: allora la sua distinzione dalla causa come tale non è in concreto sempre agevole.
Si parla di c. in ogni processo di divenire, naturale, artificiale e soprannaturale: l'alterazione delle qualità è c. di ogni corruzione; la preparazione è c. di ogni opera d'arte; molteplici c., da parte della materia, del soggetto, del ministro, si richiedono nell'amministrazione dei Sacramenti. Spesso quindi c. si accosta al significato di «disposizione». Secondo i fenomenisti la c. non si distingue dalla causa che come la parte dal tutto, essendo la causa il complesso degli antecedenti richiesti per il sorgere del nuovo fenomeno (W. Schuppe, Grundriss der Erkenntnistheorie und Logik, Berlino 1894, p. 73).
Cornelio Fabro

(fot. Eur. Catt.)