CONGRUISMO

CONGRUISMO. - Il nome di questo sistema teologico deriva da s. Agostino, che nel I. I De diversis quaestionibus ad Simplicianum, spiegando come la Grazia efficace sia uno speciale beneficio della misericordia divina, così si esprime: «Cuius autem (Deus) miseretur, sic eum vocat, quomodo scit ei congruere ut vocantem non respuat»: PL 40, 119. Tale molinismo (v.) in genere. Più comunemente però c. viene chiamata quella particolare forma di molinismo che fu insegnata da S. Roberto Bellarmino (1542-1621) e da Francesco Suárez (1548-1617) e che nel 1613 un decreto, ormai abrogato, del generale Claudio Acquaviva, propose tra le dottrine proprie della Compagnia di Gesù.

Spesso per motivi polemici si sono volute esagerate o all'opposto negare le differenze tra c. e molinismo. Pubblicazioni recenti di documenti inediti e studi imparziali, hanno permesso di ristabilire la verità. Si riconosce ormai comunemente che il c., fin dalle sue origini, è veramente molinismo, in quanto conserva quello che fu sempre, da difensori ed avversari, considerato come il nucleo essenziale del molinismo, la sua spiegazione della Grazia efficace. Si differenzia però dal molinismo puro, di cui fu sostenitore specialmente Leonardo Lessio (1554-1623), per la sua dottrina sulla predestinazione alla gloria.

La Grazia efficace secondo il c. - I teologi chiamano Grazia efficace (v.) una mozione di Dio per cui la volontà di determinare infallibilmente la liberazione a porre un atto salutare, che ha valore cioè in ordine al nostro fine soprannaturale. Grazia invece veramente ma puramente sufficiente (v.) è quella mozione di Dio che per quanto diviene veramente la facoltà di porre l'atto salutare, rimane senz'effetto per l'incorrispondenza dell'uomo. Tutti i teologi cattolici convengono in queste nozioni. Resta però tra loro controverso come debba spiegarsi ulteriormente l'intima natura dei due tipi di Grazia. I congruenti, d'accordo in ciò con tutti i molinisti, non accettano l'opinione di coloro che affermano esservi una differenza ontologica tra Grazia efficace e Grazia puramente sufficiente, di modo che la Grazia efficace, in forza della sua stessa natura, determini l'uomo al consenso, e la Grazia puramente sufficiente tale consenso sia incapace intrinsecamente di produrre. Ad essi sembra che quest'opinione, se vuol essere coerente a se stessa, non può salvare la libertà del volere sotto la mozione della Grazia efficace, e la vera sufficienza della Grazia puramente sufficiente. Per questo essi pongono la differenza tra i due tipi di Grazia in un elemento estrinseco, nella previsione da parte di Dio del consenso o del dissenso della volontà a cui la Grazia verrà concessa. Si deve dire efficace quella Grazia che Dio concede già sapendo che ad essa l'uomo corrisponderà, puramente sufficiente invece quella rispetto a cui egli prevede il contrario.

Gli stessi congruenti differiscono però tra loro nello spiegare come Dio, già antecedentemente al decreto di concedere all'uomo una determinata Grazia, può prevedere la reazione. Secondo il Bellarmino, Dio, conoscendo perfettamente ciascun individuo, le sue passioni, le sue inclinazioni più segrete ecc., può prevedere con certezza come egli agirà in determinate circostanze, sotto la mozione di una determinata Grazia. Secondo il Suárez, d'accordo in ciò con la maggioranza dei molinisti, l'infallibile certezza di Dio si può solo spiegare ricorrendo alla Sua scienza detta media, ammessa anche dal Bellarmino, con la quale egli conosce ciò che farebbero le creature libere nelle diverse circostanze possibili. Quindi per il fatto stesso che egli decreta di porre in questo o in quelle circostanze a ciò che in realtà faranno.

La predestinazione secondo il c. - predestinazione (v.) è in senso teologico il disegno concepito da Dio per condurre la creatura razionale alla vita eterna. Secondo tutti i teologi cattolici essa, considerata nel suo complesso, è un dono gratuito di Dio, manifestazione di un suo speciale amore verso quelli che di fatto arrivano alla salvezza. Ancora, secondo tutti i teologi cattolici, la gloria viene data agli eletti in ricompensa dei meriti da essi acquistati. Non vi è concordia però riguardo alla ragione prossima per cui Dio elegge questi determinati uomini alla gloria e ad un tale grado di gloria. Secondo il molinismo puro tale ragione deve ricercarsi, almeno per la maggioranza degli uomini, nei meriti che essi hanno conseguito al momento della loro morte e che da Dio sono previsti da tutta l'eterità (praedestinatio ad gloriam post praevia merita). Secondo i congruenti invece essi devono la loro elezione unicamente alla libera predilezione divina che li ha voluti salvi, a preferenza degli altri. In forza di questa predilezione Dio dispone tutta la loro vita in modo che arrivino a salvezza e accumulino tutti i meriti necessari per conseguire quel posto che Dio ad essi ha preparato nel suo Regno (praedestinatio ad gloriam ante praevia merita). Da questo diverso modo di concepire l'elezione alla gloria segue anche un diverso modo di spiegare come Dio ha voluto le opere meritorie che devono condurre l'uomo alla salute. Secondo il molinismo puro, Dio, stabilendo di dare al tuo uomo una grazia che conosce come efficace, fa a lui uno speciale beneficio. Non si può però dire che

Dio gliel'abbia data precisamente per ottenere da lui l'atto salutare, antecedentemente decretato (praedefinitio vir-tualis actuum salutarium). Secondo il c. invece è questo appunto che si verifica, essendo stati tutti i singoli atti salutari del predestinato stabiliti da Dio in funzione del grado di gloria a cui egli è stato eletto (praedefinitio formalis actuum salutarium).

È necessario ricorrere a trattati di teologia per una discussione a fondo sul valore dei due sistemi. Nessuno dei due, come è chiaro, scioglie il mistero della predestinazione. Il c. mette più in luce lo spe-ciale amore di Dio verso gli eletti di cui parlano le fonti della Rivelazione. Il molinismo puro, per quanto non trascura quest'elemento, lo lascia piuttosto nel-l'ombra. In compenso però sembra accordarsi meglio con ciò che le stesse fonti ci dicono sulla volontà salvifica di Dio che si estende a tutti gli uomini senza eccezione preparando a ciascuno grazie veramente sufficienti per arrivare a salute.

BIBL.: F. Suárez, De divina praedestinatio et reprobatione, Parigi 1856 (t. I dell'Opera omnia); id., De gratia actuali, ivi 1856 (t. VIII); id., De vera intelligentia auxilii efficaciae, in concordia cum libertate voluntarii consensu, ivi 1857 (t. X); S. R. Bellarmino, De gratia et libero arbitrio, ivi 1873 (t. V del-Opera omnia); Th. De Regnon, Balze et Molina, ivi 1883; X. M. Le Bachelot, Actuarium Bellarminianum, ivi 1917; id., Predestinatio et gràce efficace, Lovanio 1931; H. Quilliet, s. V. in DTHC, III, coll. 1120-38. Maurizio Flick