CONSTANT DE REBECQUE, BENJAMIN-HENRI

CONSTANT DE REBECQUE, BENJAMIN-HENRI. - Scrittore, polemista, oratore, n. a Lausanne il 25 ott. 1767 da famiglia protestante, m. a Parigi l'8 dic. 1830. Studiò a Oxford, Erlangen, Edimburgo e già a dodici anni compose un poema eroico in cinque canti Les chevaliers. Spirito irrequieto e passionale, avido di emozioni e di piaceri, dotato di fervida immaginazione, ma scettico e irresoluto, ebbe vita avventurosa e travagliata, specie per la sua attiva partecipazione ai movimenti politici del suo tempo e per le violente passioni amorose in cui s'ingolfò. Nel 1794 conobbe a Losanna A. de Staël che esercitò una grande influenza sulla sua vita. Fu con lei in esilio e a Weimar s'incontrò con Goethe e Schiller.

Frutto di quest'incontro è una mediocre traduzione del Wallenstein di Schiller. Durante l'esilio, il C. scrisse De la religion considérée dans sa source, ses formes et ses développements (5 voll., 1824-31) opera considerevole per la visione antiutilitaristica della religione, dove però il progresso dello spirito umano è concepito nell'autonomia della religione dalla Rivelazione, dall'autorità della Chiesa, dallo stesso ragionamento, bastando il senso intimo di ciascuno, il sentimento. Per questo l'opera fu messa all'Indice (decr. 11 giugno 1827). Nel 1807, in soli quindici giorni, scrisse il suo capolavoro, Adolphe, che, rielaborato in seguito, fu pubblicato a Londra nel 1816. È un romanzo prevalentemente autobiografico: la storia di un amore infelice, distrutto dal contrasto dei temperamenti, che lo scrittore analizza in tutte le sue fasi con una

profondità e una sobrietà degne dei maggiori classici. Le stesse doti di psicologo e di scrittore si ritrovano nel Journal intime e nel Cahier rouge pubblicati rispettivamente nel 1874 e 1907, di estrema importanza per la fine analisi introspeitiva di schietto sapore romantico. Numerosi sono gli scritti di carattere politico e letterario che il C. raccolse soprattutto nei Discours (1828) e nei Mélanges de politique et de littérature (1829). Di fondamentale importanza il Cours de politique constitutionnelle, vasto tentativo di sviluppare il concetto di libertà come dialettica di pensiero e azione. Suggestivo il libello antinapoleonico De l'esprit de conquête et de l'usurpation (1814), ricco del fascino della legittimità e, al tempo stesso, del più persuaso liberalismo.

BIBL.: Opere: Le Oeuvres politiques di B. C. furono pubblicate da Ch. Louandre, Parigi 1874; le Lettres à M. me de Réclamer de M. le Menomant, 1882; le Lettres à sa famille de J. H. Menos, 1883; quella à Mme de Charrière, in Revue de Paris, 1894. Letteratura: V. Glachant, B. C. sous l'oeil du guet, Parigi 1906 (con bibl.); G. Rudler, La jeunesse de B. C., 1909; M. Ortiz, introduzione alla traduzione dell'Adolphe, Firenze 1923; J. Hytier, Les romans de l'individu: C., Sainte Beuve..., 1928; P. L. Léon, B. C., 1910; A. Romieu, B. C. et l'esprit européen, 1933; G. Rudler, «Adolphe» de B. C., 1935; W. Bach, B. C. und die Politik, 1762-1802, Eine psychologisch-historische Studie, Lipsia 1936; F. Neri, Adolfo ed Ellenora, in Saggi di lett. ital., france., ingl., Napoli 1936, pp. 181-188; A. Fabre-Luce, B. C., Lipsia 1936; H. Gouglo, L'idée de la liberté dans la pensée de B. C., Melun 1942.

Maria Teresa Sposato