CORELLI, MARIA

CORELLI, Maria. - Scrittrice inglese, figlia adottiva di Ch. Mackay, n. a Bayswater il 1864, m. a Stradford-on-Avon nel 1924.
CORELLI, Maria. - Scrittrice inglese, figlia adottiva di Ch. Mackay, n. a Bayswater il 1864, m. a Stradford-on-Avon nel 1924.

Scrisse molte opere, tra cui: A Romance of two worlds (1886); Barabbas (1893), melodramma sulla Passione di

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CORELLA - Pagoda di Seoul (10 Ss d. C.).

così la formazione del clero indigeno progredi felicemente.

Fino al 1909 i missionari del seminario di Parigi erano stati soli ad evangelizzare la C. Nel 1909 arrivarono i Benedettini di S. Ottilia che eressero una scuola normale e una industriale a Seul e dal 1920 intrapresero anche la missione della C. settentrionale. Nel 1923 seguirono i missionari di Maryknoll e nel 1933 quelli di S. Colombano.

Il vicariato apostolico di C. fu diviso nel 1911 in 2 vicariati: Seul e Taiku, tutti e due affidati al seminario di Parigi. Il nord della C. fu staccato nel 1920 da Seul e affidato ai Benedettini di S. Ottilia come vicariato apostolico di Wonsan. Per i missionari di Maryknoll fu staccata nel 1927 da Seul la prefettura apostolica di Hpyang-Yang, dal 1929 con il nome di Peng-Yang, elevata a vicariato apostolico di Heijō nel 1939. Ai missionari di S. Colombano furono affidate nel 1937 la prefettura apostolica di Kwoszu o Kōanju, distaccata dal vicariato apostolico di Seul. Nel 1940 il vicariato apostolico di Wonsan fu diviso: la parte meridionale rimase ai Benedettini come abbazia nullius di Tokugen o Tokwan, la parte settentrionale passò come vicariato apostolico di Kanto o Hancheung nelle mani del clero coreano, al quale già nel 1937 una parte del vicariato apostolico di Taiku era stata affidata come prefettura apostolica di Zenshu o Chonju. Nel 1949 fu creata la delegazione apostolica.

BIBL.: Ch. Dallet, Histoire de l'Eglise de Corée, 2 voll., Parigi 1874; [Dalmen], Le Catholicisme en Corée. Son origine et ses progrès, Hongkong 1924; Fl. Demange, Centenaire de l'ère-tion de la Corée en vicariat apostolique 1837-1937, in Revue d'histoire des missions, 8 (1931), pp. 387-432.

Giovanni Rommerskirchen

III. ARTE DELLA C

Tributaria della Cina, la C. fu per molti secoli legata a quella tradizione artistica, centrata essenzialmente sulle correnti della dinastia "T'ang (secc. VII-X d. C.). Si rese poi indipendente e sviluppò forme originali che più tardi si trasmisero all'arte giapponese derivata in massima parte da quegli influssi.

Le costruzioni più significative della C. furono i templi, molti fra i più antichi, databili verso il sec. VII-VIII. Le loro forme caratteristiche sono improntate ad un fastoso ma leggiadro decorativismo che li distingue dai

(da R. Haas, Musik des Barocks, in H. Bucken, Handbuch der Musikwissenschaft, Potsdam 1932, tav. X)

CORELLI, ARCANGELO - Ritratto, Incisione di John Smith da H. Howard.

CORELLI MARIA - COREPISCOPO

ria, tenuto nel 341, 0, forse, tra il 330 e il 332. Pur concedendo ai c., nel can. 8, di poter dare delle « lettere di pace » o commendatizie, nel can. 10 il ammonisce severamente di stare nei limiti della loro autorità : designati dal vescovo della città, non devono, sotto pena di deposizione, benché abbiano ricevuto l'ordinazione vescovile, ordinare sacerdoti o diaconi senza previa licenza del vescovo, ma si accontenteranno di costituire, nella loro circoscrizione, lettori, suddiaconi e esorcisti. S. Basilio si mostrerà ancora più severo : in una lettera ai suoi c. (LIV, ad Chorepiscopos : PG 32, 400-401), egli minaccia di ridurre allo stato laicale qualsiasi ministro inferiore che avessero costituito senza il suo consenso. L'ultimo colpo contro i c. in Oriente lo diede il can. 57 del Concilio di Laodicea (tra il 347 e il 381) che, ignorando i c., prescrive che vengano costituiti nelle condotte dei « periodetti », specie di sacerdoti missionari direttamente dipendenti dal vescovo. La decadenza dei c. cominciò ben presto. Già nel Concilio di Seleucia (410), il can. 14 non ammette più che un solo c. per diocesi. Al Concilio ecumenico di Efeso (431), due c. soltanto sottoscrivono gli atti. A quello di Calcedonia (451), i c. non si sono più se non a titolo di procuratori dei loro vescovi. Il loro numero, che dovrebbe essere normalmente almeno uguale a quello dei vescovi, diminuisce ogni giorno di più. Una ultima menzione di loro si ha nel can. 14 del settimo Concilio ecumenico Niceno II (787), ove si riconosce ancora ad essi, come pure ai semplici eguimoni o abati dei monasteri, il diritto di ordinare, previa licenza del vescovo, i lettori. Ormai, il corepiscopato è una mera dignità onorifica, tanto che il celebre canonista bizantino del sec. XII, Teodoro Balsamone, trova ozioso di parlare ancora di un istituto « completamente desueto » (In can. 13 Conc. Ancyr. : PG 137, 1160).

Cristo; The mighty Atom (1896), in cui protesta contro l'educazione aeligiosa dell'infanzia; The master Christian (1900), invettiva contro il clero e le Chiese, specialmente romana e anglicana : la Chiesa dovrebbe riformare il suo credo su basi scientifiche e la sua etica su quelle socialiste.

BIBL.: B. Vyer, Memoirs of M. C., Londra 1930; The Cambridge Bibliography of English Liter., a cura di F. W. Bateson, III, Nuova York 1941, p. 541. Franco Costabile