CONTI, ANTONIO

CONTI, ANTONIO. - Cultore di matematica e filosofia, letterato e poeta. Patrizio veneto e abate, n. a Padova il 22 genn. 1677 e m. ivi il 6 apr. 1749. Ebbe mente enciclopedica ed interessi culturali euro-

pei, dimorò a Parigi tra il 1713 e il 1715 e tra il 1718 e il 1726, e qui discusse con il Malebranche; in Inghilterra fu nel 1715 e nel 1717-18, amico del Newton e della Corte; di là nel 1716-17 fece viaggi in Olanda e in Germania. Dal 1726 visse in patria fino alla morte.

Dei trattati filosofici progettati non lasciò che abbozzi. I suoi scritti in due volumi Prose e poesie (Venezia 1739 e 1756), contengono versioni dai classici e dai moderni (l'Atolio del Racine e Il ricciolo rapito del Pope), i poemetti metafisici Lo scudo di Pallade e Il globo di Venere, poesie varie, e i frammenti filosofici ed estetici. Importanti sono le due lettere in francese alla presidentessa Ferrant e al marchese Maffei, e la Dissertazione sopra la Tebaide di Sazio, per la posizione del C. contro la scuola dei moderni ed i critici cartesiani e per l'esigenza della conoscenza storica e dei caratteri particolari per giungere al giudizio estetico. Tale premanzoniano ritorno alla storia ispira pure le quattro tragedie del C.: Giunio Bruto, Marco Bruto, Giulio Cesare e Bruto (Firenze 1751), scritte nella suggestione della tragedia storica shakespeariana e con intenzioni antitiranniche.

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“CONTI, ANTONIO.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), p. 268. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/conti-antonio.