EMORROISSA

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EMORROISSA. - La primitiva arte cristiana fu-neraria ha rappresentato la guarigione dell' E. nar-rata dai tre sintetici (Mt. 9, 20-22; Mc. 5, 25-34; Lc. 7, 43-48) o nel momento in cui la donna, inferma da dodici anni, si avvicina alle spalle del Signore e tocca il lembo del suo vestito e subito si sente gua-rita, o nell'istante in cui il Signore si volta e dopo aver domandato chi l'ha toccato, dice alla donna pro-strata ai suoi piedi: «La tua fede ti ha salvata, va in pace, tu sei guarita». L'E. fu simbolo della profonda fede degli antichi cristiani nella divinità taumatur-gica del Redentore.

La scena più antica è quella nel cimitero di Prete-stato tra la fine del sec. II e l'inizio del sec. III (Wilpert, Pitture, tav. 20); altri esempi sono nei cimiteri di Do-mitilla e dei SS. Marcellino e Pietro (id., loc. cit., tavv. 98, 130; G. P. Kirsch, Un gruppo di cripte dipinte del cimi-tero dei SS. Pietro e Marcellino, in Riv. di arch. crist., 7 [1930], p. 211, fig. 3); nella scultura funeraria si hanno esempi in sarcofagi di Roma, Civitacastellana, Clermont-Ferrand, Milano (Wilpert, Sarcofagi, II, p. 300; tavv. 39, 1; 123, 2; 124, 3; 143, 3).

Ma la rappresentazione del miracolo non si limitò all'arte funeraria. Nel sec. v s. Astero di Amasea deplora il lusso smodato di alcuni cristiani che sui loro vestiti

facendo dipingere scene evangeliche e tra queste no- nima il miracolo dell’E. (PG 40, 166). Più tardi si trova riprodotto nei musici della basilica di S. Martino in canto aureo (oggi S. Apollinare nuovo) in Ravenna; il superstite distico dichiarativo, attesta che era rappresentata pure nella Basilica Ambrosiana in Milano; anche al- cuni avori, come la piscina di Pesaro, la cappella di Brescia la riproducono. Più tardi ancora nei cicli biblici delle chiese, come a S. Angelo in Formis (sec. XI).

Bibl.: H. Leclercq, *Temporisae*, in D’ACL, VI, n. coll. 228-229.