ESAMINATORE. — Tra i vari corpi consultivi, costituiti per legge canonica presso ogni curia vescovile allo scopo di coadiuvare l'Ordinarie nell'esercizio delle sue funzioni, figura in primo piano quello degli e. sinodali, collegio di ecclesiastici, eletti, su proposta del vescovo, nel sinodo diocesano. Si dicono e. prossimali quelli eventualmente nominati dal vescovo fuori sinodo.
Hanno il compito precipuo di esaminare e giudicare dell'idoneità dei candidati nelle provviste ai benefici parrocchiali, con o senza concorso, e di assistere l'Ordinarie, in qualità di assessori, nei procedimenti amministrativi per la rimozione o traslazione dei parroci e per l'applicazione dei provvedimenti disciplinari previsti nel CIC contro i chierici venuti meno, in determinati casi, ai loro doveri sacerdotali (can. 2147-85). Può inoltre il vescovo avvalersi della loro opera, senza però esservi scritto a farlo, negli esami per le sacre ordinazioni e per le presenti di predicazione e confessione, e negli esami annuali prescritti per i sacerdoti novelli negli anni successivi all'ordinazione (can. 389 § 1, 2, can. 130).
Devono essere eletti in ogni diocesi nel sinodo diocesano, mediante proposta del vescovo e approvazione dell'assemblea, in un numero che può variare, ad arbitrio dell'Ordinarie, da un minimo di quattro a un massimo di dodici (can. 385). Qualora il sinodo non si tenesse entro il tempo prescritto, ovvero qualche posto si rendesse comunque vacante prima della scadenza dei termini, alle nuove nomine o relative sostituzioni provvede diretta mente il vescovo, udito il parere del Capitolo cattedrale (can. 386). Durano nell'ufficio per dieci anni, cessano però qualora prima (dello scadere del decennio venga convocato il nuovo sinodo. Nel caso di sostituzioni extra
sinodali, la durata nell'ufficio è limitata al tempo previsto per colui che è stato sostituito. Sono comunque sempre rieleggibili (can. 387). Il vescovo non può rimuoverli dalla carica se non per grave causa, previo parere del Capitolo cattedrale (can. 388).
L'ufficio di. sinodale non è incompatibile con l'ufficio, molto affine, di parroco consultore. La stessa persona tuttavia, che risultasse investita di entrambi gli uffici, non può esercitarli cumulativamente nella medesima causa (can. 390).
Storicamente gli e. sinodali ripetono la loro origine dal Concilio di Trento, il quale ne prescrisse l'istituzione in ogni curia diocesana dopo di aver reso obbligatorio l'esame per i concorsi ai benefici parrocchiali (cess. XXIV, cap. 18 de ref.). Il decreto Maxima cura, 20 agosto, della S. Congregazione Consistoriale, che introduce in proposito il moderno diritto attualmente recepito con il CIC, ne estese l'intervento anche ai processi amministrativi per la rimozione dei parroci.
Zaccaria da Sant'Anna
ESAPLE - ESARCATO D'ITALIA
riempire 50 grassi volumi di formato atlante); ma, in compenso, molte parziali, di due sorta: 1) se ne copiava a parte un solo libro (ad es., il Salterio, come nei frammenti del Cairo del'Ambrosiana) con tutte le colonne in disteso, almeno le greche; 2) si trascriveva interamente soltanto la 5a colonna (Sottanta) e di fianco si riportava una scelta di buone lezioni delle altre colonne, ossia di Aquila, Simmaco, Teodozione. Da copie siffatte provenienti le tante citazioni di lezioni esaplari, che ci furono tramandate nei commenti dei Padri greci (p. es., di s. Giovanni Crisostomo e di Teodoro ai Salmi) e in margine di codici dei Settanta. Su i mil copia fu poi fatta (negli ap. 675-177) la versione siriana, detta perciò siro-esaplare, della quale una buona metà si conserva in un processo codice della Biblioteca Ambro-siana (l'altra metà era in mano del belga Andrea Masius, ma con la sua morte [573], quel codice è scomparso) e altri frammenti in codici di Parigi e di Londra.
Dalle E. non vanno disgiunte, anzi neanche propriamente distinte, le Heptaple e le Octa-ple, di cui parlano alcuni codici e scrit-tori. Origene, nelle sue ricerche di manoscritti biblici, trovò, oltre le tre men-zionate versioni totali del Vecchio Te-samento, tre altre parziali, cioè d'al-cuni libri soltanto (Giobbe, Salmi, pro-feti minori) e anonimi; anche quelle, con i nomi di quinta, sesta, settima (versione), incorporò nelle sue E., portan-done così le colonne, in quei libri, a sette od otto.
Opera distinta sono invece le Tetraple, estratte dalle E. con l'omissione delle due colonne ebraiche, non senza qualche variante o miglioria introdotta nella colonna dei Sottanta. Ce ne giunse qualche lezione speciale in codici e scrittori; l'originale andò travolto, come le E., nell'in-vazione e dominazione araba.
Brux.: Tasso: A. M. Ceriani, Codex Syro-Itxapalaris Ambrosia-mut photalithographice editus, Milano 1874; F. Field, Origenis Hexa-plorum quae supertum, Oxford 1875 (v. anche PG 15, 6); C. Taylor, Hebrew-Greek Cairo Geniza palimpsests, Cambridge 1900; G. Mercati, D'un palimpsesto ambrosiano contenente i Salmi esapli, in Atti dell'Accademia delle scienze di Torino, 31 (1895), pp. 635-663); di questo importantissimo palimpsesto è in preparazione (1896) un'edizione fototipica per cura del medesimo card. Mer-cati, - Studi: H. B. Svecce, In introduction to the Old Te-sament in Greek, 2a ed., Cambridge 1914, pp. 59-86; J. Van-dervorst, Introduction aux textes hebreux et grecs de l'Ancien Te-sament, Malines 1935, pp. 93-103; F. G. Kenyon, The text of the Greek Bible, Londra 1937, pp. 33-35; H. W. Robinson, The Bible and its ancient and English Versions, Oxford 1940, pp. 53-54.