ESPEN, ZEGER-BERNHARD, VAN

ESPEN, ZEGER-BERNHARD, van. - Teologo e canonista belga, prete secolare, n. a Lovanio il 9 luglio 1645, m. a Amersfoort (Olanda) il 2 ott. 1728. Ordinato sacerdote nel 1673 e laureatosi in diritto a Lovanio nel 1675, disimpegno ivi, con raro successo, l'incarico della «leçon de six semaines» (corso estivo per le vacanze); assunto quindi, presso la stessa Università, alla cattedra di Diritto canonico, vi rimase per per quasi un cinquantennio, conquistandosi in breve fama di eminente maestro e di erudito canonista, consultato da vescovi e da principi.

Simpatizzante sino dagli inizi con il movimento di Port-Royal, non tardò a rivelarsi seguace convinto del padre del giansenismo. Tutte le sue numerose pubblicazioni, per ben tre volte messe all'Indice (decreti di S. Uffizio 22 apr. 1704; 14 nov. 1713; 18 nov. 1732), risultano sottilmente imbevute di quello spirito regalistico-ganzianista che formò più tardi la base del sistema freccioso, di cui il van E. è giustamente ritenuto il precurso. Nicolò de Hontheim (Febronius) fu infatti suo discepolo a Lovanio.

Già nel 1707 poco mancò non venisse condannato per i suoi errori. Nel 1725, per aver appoggiato la causa del Capitolo cattedrale di dell'arcivescovo di Utrecht, Cornelio Steenoven, arbitrariamente eletto a consacrato in contrasto con Roma, fu sospeso a divinis, destituito dalla cattedra a privato della dignità e prerogative accademiche. Nel 1727, invitato dal suo arcivescovo a sottoscrivere una professione di fede secondo la formula tridentina e a dichiarare la sua adesione alla bolla Unigenitus, preferì fuggire in Olanda, prima a Maëstrich e poi ad Amersfoort, dove morì l'anno appresso, a 82 anni, cieco.

A parte la loro delicata posizione dottrinale di fronte alla Chiesa, le opere del van E., e segnatamente il suo capolavoro: Its ecclesiasticalum universum (Lovanio 1700, 11 edd. nei soli primi 50 anni), l'opera che meno rivela gli errori dell'autore, rivestono senza dubbio un insegnabile valore scientifico, sia per il contenuto, sia per la forma e per il metodo. Il van E. può dirsi un felice precurso del suo autore, ma non è certo stato scritto nel suo libro. L'opera è stato pubblicata in 1728, ma non è certo stato letto in Italia. Il suo libro è stato pubblicato in 1728, ma non è certo stato letto in Italia.

Il suo attaccamento moderno gli procurò violenti attacchi da più parti, anche per la sua dottrina non sempre immune da incastatezze. La malferma salute gli impedì di recarsi nuovamente a Trento, alla ripresa del Concilio, tuttavia ebbe frequenti contatti epistolari con i teologi che vi parteciparono. La sua opera più importante è il De Eucharistia eiusque adoratione libri quinquae, pubblicata postuma a Parigi (1753); meritano inoltre speciale menzione: Institution du prince chrétien (Lione 1548), Traicté contre l'erreur éclairé et renouvelé des prédestinés (ivi 1548), De clandestinis matrimonii (Parigi 1561), De continentia (ivi 1595) ed altre opere di controversia religiosa.

Bibl.: Hurter, III, coll. 17-19; A. Humbert, s. V. in DTHC. V. coll. 693-695.