GIANNONE, PIETRO

GIANNONE, PIETRO. - N. il 7 maggio 1676 a Ischitella da Scipione e Lucrezia Micaglia, m. a Torino il 17 marzo 1748. Studiò legge a Napoli, vi si laureò nel 1698, e prese ad esercitare con successo la professione forense. Contemporaneamente si occupò con passione delle questioni giurisdizionali, che volle riconsiderare nei loro precedenti storici e nel loro quadro complessivo. Ne uscì un'opera di vasto disegno, la Istoria civile del Regno di Napoli (pubblicata a Napoli nel 1723), nella quale l'autore si proponeva di narrare le vicende dell'Italia meridionale dalle origini del cristianesimo alla fine del sec. XVII. Tali vicende per altro furono ripensate da G., che si ispirava alla sua passione politica, sotto una unica luce, quella del contrasto fra Stato e Chiesa, sistematicamente ponendo tutto il bene dalla parte dello Stato e tutto il male dalla parte della Chiesa. Donde una serie di svisamenti e di gravi carenze, che rendono l'opera discutibile e caduca sotto l'aspetto storico-scientifico. Essa è invece fondamentale nella storia del pensiero politico-ecclesiastico per il suo giurisdizionalismo, intimamente legato nella visione del G. all'alleanza dell'assolutismo monarchico e del ceto medio. L'opera ebbe immediata risonanza, ricevette sperticate lodi dagli antirudattisti e ne diventò uno dei testi più cari, e fu tradotta in molte lingue (all'Indice il 1° luglio 1723).

Il G., scomunicato dall'arcivescovo di Napoli nel 1723, si recò a Vienna, ove fu accolto da Carlo VI che gli accordò una pensione annua. A Vienna scrisse alcune ore, rette polemiche, rivolte tutte ad approfondire e chiarire singoli punti dell'opera precedente e che presentano anche, nel complesso, un programma concreto di azione politica, che nei tempi successivi trovò applicazione a Napoli ed altrove (esercizio pieno del regio exequatur, riduzione del foro ecclesiastico, graduale soppressione della manomorta ecc.). Pure a Vienna scrisse un'altra opera di maggiore rilievo, conosciuta con il titolo di Trierino: ivi egli svolgeva la tesi che, per assicurare un libero e incontrastato svolgimento alla sovranità statuale, conviveva sopprimere il papato e la gerarchia ecclesiastica, privare il clero di ogni bene temporale, e sottoporlo integralmente allo Stato.

Cessata nel 1734 la pensione viennese, il G. divisò di tornare in patria. Ma gli fu inibito l'ingresso nel Re

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GIAN GALEAZZO Visconti, duca di MILANO: V. VISCONTI, FAMIGLIA.

GIAN GALEAZZO Sforza, duca di MILANO: V. FORZA, FAMIGLIA.

GIAN GALEAZZO Visconti, duca di MILANO: V. VISCONTI, FAMIGLIA.