GIORDANO DI QUEDLINBURG

GIORDANO di QUEDLINBURG. - Agostiniano, scrittore ascetico-mistico della Sassonia, n. a Quedlinburg nell'ultimo quinquennio del sec. XIII, m. a Vienna, forse nel 1378.
GIORDANO di QUEDLINBURG. - Agostiniano, scrittore ascetico-mistico della Sassonia, n. a Quedlinburg nell'ultimo quinquennio del sec. XIII, m. a Vienna, forse nel 1378.

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Nel 1692 si reca in Spagna e vi si trattiene fino al 1702; fa quindi ritorno in patria.

Artista eccezionalmente dotato per fertile fantasia, per sicurezza di segno e di tocco, padrone di ogni sottilezza di mestiere, capace di riprodurre le caratteristiche di ogni pittore fino alla contraffazione, il G. in quasi 60 anni di ininterrotta fatica compose vertiginosamente - da cui il soprannome di "fa presto" - una produzione brillante, piacevole, volta alla decorazione scenografica, al moto drammatico ed all'architettura delle masse, ma tendente ai facili effetti e spesso priva di profondità di pensiero. Dopo la giovanile produzione riberiana, si scorge nelle sue opere, di volta in volta, la decisa influenza di Pietro da Cortona, del Veronese, del Rubens e del Lanfranco; e ciò accade senza alcun ordine ma attraverso una spaventata ricerca-zione, che non può che definirsi gior-danesca. La sbalorditiva quantità noceque alla qualità della sua produzione. Tut-tavia la scelta di una "dozzina di opere può indurre a collocare il G. nei primi posti della pittura barocca napoletana. Le scene mitologiche del salone di Palazzo Riccardi a Firenze (1682), la *Cacciata di Eliodoro* nella chiesa dei Gerolamini di Napoli (1684), la sontuosa volta dello scalone dell'Escorial a Madrid, con l'*Esaltazione di Filippo II* (1692-94) provano le sue doti di grande decoratore ad affresco. Il rubensiano *Gin-dizio di Paride* nel Museo Federico di Berlino, il monumentale *Martirio di s. Pietro* delle Gallerie di Venezia (1692), la *Voca-zione dei ss. Pietro ed Andrea* e la *Moneta del Fariseo* della certosa di S. Martino a Napoli (1704), il *Gesù tra i Dottori* della Corsini di Roma - queste ultime espresse nella cosiddetta maniera bionda di gusto veronesiano - mostrano le sue grandi possibilità nella pittura ad olio. Ma capolavoro assoluto resta sempre la volta affrescata con il *Trionfo di Giuditta*, nella cappella del tesoro di S. Martino (1704), aerea compo-

GIORDANO di QUEDLINBURG. - Agostiniano, scrittore ascetico-mistico della Sassonia, n. a Quedlinburg nell'ultimo quinquennio del sec. XIII, m. a Vienna, forse nel 1378.

GIORDANO

GIORDANO DI QUEDLINBURG - GIORDANO DI SASSONIA

nante, di una rara arte nel trattare uomini e affari, G. preparò felicemente l'eredità di s. Domenico ai grandi compiti che i Frati Predicatori dovevano svolgere ben presto, portando le case da 30 a 300 e i membri da ca. 300 a 4000. Le Vitae Fratrum di Gerardo di Frachet del 1259-60 consacrano, dopo il libro su s. Domenico, un libro intiero al «sano e degno di memoria padre nostro frate Jordano» con ricchezza di ricordi personali e spirituali.

Conobbe la nobile Diana d'Andalo, che, come maestro generale, aiutò nella fondazione del monastero di S. Agnese a Bologna. Le lettere di G. alla b. Diana sono testimonianze importanti per la storia religiosa e culturale.

Da generale G. corroborò i principi costituzionali, presiedendo i Capitoli generali e due generalissimi (Parigi 1228 e 1236) e pubblicando le Constitutiones primae Ordinis Fratrum Praedicatorum quae erant tempore magistri Iordani (ed. H. Ch. Scheeben [Quellen. t. Forschungen zur Gesch. des Dominikanervordens, 38] Colonia 1939). Promosse gli studi conventuali e vide salire due padri a cattedre universitarie parigine (1230 e 1231), diede impulso al ministero sacerdotale nella predicazione, nell'amministrazione dei Sacramenti e nelle sepolture. Dal 1231 dovette accettare le nomine di frati suoi ad inquisitori in Francia, Germania, Lombardia, Toscana, nel Regno di Sicilia e in Spagna.

G. fu il primo scrittore domenicano scolastico (In Priscianum minorem: Postilla super Apocalypsim), storico (Libellus de principiis Ordinis Praedicatorum, ed. H. Ch. Scheeben [Mon. Ord. Praed. hist., 16], Roma 1935, pp. 25-88), omelitico (cf. Archiv. Fratr. Praed., 10 [1940], pp. 5-19) e spirituale (Epistulae, ed. A. Walz, in Archiv. Fratr. Praed., 20 [1950], p. 1 sg. Cf. Quætif-Echard, I, pp. 93-100; H. Ch. Scheeben, Der lit. Nachlass for-dans V. SACHS, HANS, in Hist. Jahrb., 52 [1932], pp. 56-71).

Bibl.: Acta SS. Februarii, II, Parigi 1864, pp. 720-40; J. P. Mothon, Le b. Jourdain de Saxe, ivi 1865; A. Mortier, Hist. des Maîtres Généraux de l'Ordre des Frères Prêcheurs. I, Parigi

GIORDANO DI SASSONIA, beato - Affresco del Beato Angelico nel convento di S. Marco - Firenze.

Insegnò teologia a Marburg e ad Erfurt. Nella diocesi di Brandenburg combatté tenacemente contro gli eretici luciferiani. Resse come superiore la provincia religiosa di Germania e quella di Sassonia per non pochi anni, sempre stimato e amato per la sua dottrina e santità di vita. Scrisse molto di cose sacre. Ma la sua fama letteraria si deve principalmente al libro Vitasfratrum, con il quale esercitò un influsso considerevole su tutti gli storici agostiniani dei secoli posteriori.

Opere principali: Opus postillarum et sermonum de tempore (Strasburgo 1483); De vitiis et virtutibus (Cod. ms. A. IV. 14 nella Biblioteca dell'Università di Basilea); Meditationes de Passione Christi (Anversa 1485); Vitasfratrum (Roma 1587, Liegi 1625, Nuova York 1943).

Bibl.: J. Lanteri, Illustriones viri Augustinenses, I, Tolentino 1858, pp. 323-26; R. Arbesmann-W. Humpfner, nell'ottima introduzione di oltre 100 pp. all'ed. di Vitasfratrum, Nuova York 1943.