GIOVANNI di Conversino da Ravenna. - Educatore e scrittore, n. a Buda nel 1343, m. a Venezia nel 1408. Condotto bambino a Ravenna (da ciò l'appellativo) vi ebbe maestro Donato degli Albanzani; passò quindi a studio a Bologna, uscendone notaio. Cancelliere dei Carraresi a Padova (1379-82; 1392-1404) e del comune di Ragusa (1383-87), a varie riprese si diede all'insegnamento, e dalla sua scuola uscirono allievi poi divenuti famosi (Guarino Veronese, Vittorino da Feltre, P. P. Vergerio).
Ammiratore del Petrarca, ebbe relazioni col Boccaccio e con dottori contemporanei e dette impulso al movimento umanistico nel Veneto. Nella scuola precorse


il rinnovamento del Veronese e di Vittorino, propugnando metodi didattici umani e razionali, in contrasto con il mortificante meccanismo mne

il rinnovamento del Veronese e di Vittorino, propugnando metodi didattici umani e razionali, in contrasto con il mortificante meccanismo mnemonico, e scagliandosi contro la brutale violenza allora in uso. Nonostante taluni trascorsi morali, la sua profonda religiosità si rivela negli ospuoi di filosofia stoico-cristiana (*De fato; De miseria humanae vitae*; *Ad Augustinum philosophum de Christi conceptu*) e nell'inno a s. Giovanni Evangelista. Particolare interesse letterario presenta il *Rationarium vitae*, racconto autobiografico, in latino aspro, medievale, ma schietto e colorito, non di rado crudamente vivace, che in conoscere nell'intimo l'uomo e le sue vicende: primo esempio del genere nella letteratura umanistica.