LITTRÉ, Maximilien-Paul-Émile. - Scrittore di scienza e filosofo, n. a Parigi il 1° febbr. 1801, m. ivi il 2 giugno 1881. Studiò medicina, ma non terminò gli studi per motivi familiari. Approfondì gli studi classici e orientalistici. Repubblicano, aderì alla rivoluzione del '30. Fu accademico di Francia dal 1873. Nel 1840 Comte (v.) lo convertì al positivismo e al mito di un avvenire di pace. Dal 1867 diresse la Revue de philosophie positiviste.
Tra le sue opere più importanti sono, oltre il Dictionnaire de la langue française (Parigi 1863-72) e la traduzione delle opere di Ippocrate (ivi 1839-61), A. Comte la philosophie positive (ivi 1863), Conservation, révolution et positivisme (ivi 1852), Médecine et médecins (ivi 1872), La science au point de vue philosophique (ivi 1873), Littérature et histoire (ivi 1875).
Negatore assoluto di ogni posizione teologica, si distaccò nel 1852 dal Comte, del quale deprecò le «blandate» mistiche. Nel suo completo ateismo ha tentato di risolvere patologia medica, umanitarismo socialistico e positivismo sociologico. Per il L. la teologia è naturalmente un prodotto storico dell'evoluzione umana.