MALMIGNATI, GIULIO

MALMIGNATI, Giulio. - Letterato ed uomo politico, n. a Lendinara, da nobile famiglia, verso la fine del sec. XVI, m. ca. la metà del sec. XVII.

Imitatore del Tasso, compose un poema eroico dedi-cato a Luigi XIII, l’Enrico ovvero Francia conquistata, che tratta degli avvenimenti verificatisi nel periodo delle guerre religiose in Francia, dalla morte di Enrico III alla conversione di Enrico IV. L’intreccio è alquanto mac-

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(da J. Leipoldt, Die Religionen in der Unrecht des Urchristentums in Bilderatlas zur Religionsgeschichte, 2-11, Lpmln 1926, Rg. 136)

MALOCCHIO. - Il m. accecato e tenuto a bada da animali apotropaici, nel vestibolo di un edificio pagano d’età degli Antonini. Roma, Palazzo dei Conservatori.

chinoso; ma vi acquista particolare importanza l’elemento soprannaturale delle visioni divine e dell’aiuto celeste, da cui il protagonista viene assistito in ogni sua azione. Forse, ma la questione è controversa, alcuni episodi del poema servirono di spunto al Voltaire per la composizione della sua Henriade. Inoltre il M. fu autore di due tragedie: l’Ordaurea, ambientata in un favoloso Oriente, e il Clorindo, di genere pastorale.

BIBL.: A. Marasca, La Henriade del Voltaire e l’Enrico di G. M., Città di Castello 1885; S. Pellini, L’Enrico ovvero Francia conquistata, poema di G. M., in L’Ateneo veneto, 16 (1892), pp. 137-55; A. Belloni, Gli epigoni della Gerusalemme liberata, Padova 1893, pp. 218-27; id., Il Seicento, Milano 1930, pp. 209-11; E. Bouvy, Voltaire et l’Italie, Parigi 1898, pp. 133-182; A. Cappellini, Polesiani illustri e notabili, Genova 1938, p. 43. Lanfranco Fiore