MARIALES, XANTES. - Teologo domenicano, n. a Venezia nel 1578 ca., m. ivi alla fine di apr. del 1660. Studiò in Spagna e in omaggio a questa nazione mutò il suo cognome Pinardi in quello di

M., con cui è noto. Tornato in Italia, dal 1610 insegnò teologia a Padova, dove fu pure reggente degli Studi fino al 1624. In quell'anno si ritirò a Venezia per dedicarsi completamente agli studi e fra la stima di tutti visse una vita ritiratissima.
In questa solitudine scrisse varie opere, tra cui emergono le Controversiae ad universam Summam theologiae (Thomas A. mecon ad IV libros Magistri sententiarum (Venezia 1624). Nel 1638 terminò un'altra poderosa opera, che per varie vicende non poté essere pubblicata che nel 1660: Bibliotheca interpretum ad universam Summam theologiae d. Thomae A. (ivi 1660). Per l'eccessiva esaltazione della dottrina di s. Tommaso, paragonata quasi alla Rivelazione, fu messa all'Indice (22 giugno 1662). Con la solita veemenza partecipò alla lotta contro il gallicaneismo e scrisse (con lo pseudonimo di Pietro P. Torelli): Quali presagimenti possono haversi delle presenti sconvolte dell'Austria e della Spagna e da i progressi del geretici e de' Francesi (Colonia 1643) e Stravaganze nuovamente seguite nel cristianesimo regno di Francia (ivi 1646). Con lo pseudonimo di S. Campeggi pubblicò: Enormità inaudite nuovamente uscite in luce nel cristianesimo regno di Francia (Francoforte 1649). Il Senato veneto per fare piacere a Luigi XIV ordinò a M. di allontanarsi dalla Repubblica. Egli andò prima a Milano, poi a Ferrara e infine a Bologna. Poco prima di morire poté rientrare in Venezia. A Bologna pubblicò un commento alle Quaestio nes disputata di s. Tommaso (1658).