Enciclopedia Cattolica vol. VIII, 1952 Diplomatica

MONOGRAMMA

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MONOGRAMMA - Iscrizione greca con m. de Gesù Cristo (fine del sec. III) - Roma, cimitero inter duas lauros.
MONOGRAMMA - Iscrizione greca con m. de Gesù Cristo (fine del sec. III) - Roma, cimitero inter duas lauros.

MONOGRAMMA. - Il m. risulta dall'intreccio di tutte le lettere componenti in genere una parola, o soltanto delle iniziali o delle consonanti che la costituiscono; per lo più viene usato per i nomi propri. Non vi è una norma costante per la lettura dei m.; infatti Nicomaco Flaviano asserì che il m. inciso nel suo anello e di cui si serviva per sigillare le sue lettere «magia intelligi quam legi promptum est» (Ep., II, 12). Ha origini remote: se ne ritrovano esempi in Grecia, sulle monete di varie città; a Roma, sotto la Repubblica e l'Impero.

I. ARCHEOLOGIA

Per il m. dei due nomi HICOCYCE XPHCTOC (Gesù Cristo) si ha un bell'esempio nel cimitero «inter duas lauros» dove su una lastra marmorea si legge in greco l'augurio rivolto ad un ΕΖΟΤΙΠΕΡΑΝΤΙC ΖΗCEC ΕΝ ΘΕΩ Ης * cioè «o Esuperanzio che tu possa vivere in Dio Gesù Cristo» (G. Wilpert, Beiträge zur christlichen Archäologie, Roma 1908, p. 91). In alcuni casi la lettera iniziale è più grande e tutte intorno sono disposte le altre componenti il nome, come, p. es., nell'iscrizione del cimitero di Callisto di un ΜΟΛΕCΤΟC (G. B. De Rossi, Roma sotterranea, II, Roma 1867, tav. 43, n. 44), in quella di un ΚΗ(Ν)ΟΦΡΕΙΝΟC nello stesso cimitero (op. cit., tav. 43, n. 43) o in Dominika dove il De Rossi propose di leggere ΕΛΛΑC Η ΚΑΙ ΛΕΥΚΑΛΙΑ (cf. Bull. arch. crist., 2a serie, 6 [1875], p. 61 e tav. 5, 1) nel m. di una Flavilla (loc. cit., tav. 5, 2) in Pretestato per il nome ΑΓΑΙΠΗ (G. Wilpert, La cripta dei Papi e la cappella di S. Cecilia, Roma 1910, p. 38, fig. 21), nel m. di Giovanni II (533-35), nei plutei in S. Clemente a Roma (cf. G. B. De Rossi, Scoperta di un insigne speleo mitrico sotto l'antica basilica di S. Clemente, in Bull. arch. crist., 2a serie, 1 [1870], tavv. x-xi, n. 4). Sempre il De Rossi illustrò i m. dei vescovi Pietro, Neone e Giuliano esistenti in pulvini di capitelli nelle chiese di S. Agata e di S. Vitale in Ravenna, del vescovo Vincenzo in un capitello della chiesa di S. Giovanni Maggiore in Napoli, del vescovo Eufrasio a Parenzo (La basilica di S. Giovanni Maggiore a Napoli e i nomi dei vescovi incisi sui capitelli nelle chiese di Italia, d'Africa e di Oriente, in Bull. arch. crist., 3a serie, 5 [1880], p. 160 sgg.).

Enrico Josi

II. DIPLOMATICA

Nel medioevo fu assai frequente l'uso degli anelli sigillari monogrammati, di cui ci si servì in luogo delle sottoscrizioni autografe. Ne fa menzione, ad es., una lettera di s. Avito, verso il 520. Restano numerosi anelli monogrammati di dignitari ecclesiastici o laici e di privati, impiegati come sigilli, ed altri con m. aventi semplice scopo ornamentale, oppure formanti il nome del proprietario, od una invocazione religiosa.

In diplomatica il m. è un segno composto da una croce oppure da una lettera maiuscola grande, cui se ne allacciano altre piccole, o modo di nesso; viene posto alla fine del testo dei diplomi, in luogo della sottoscrizione del re. Il m. comprende dapprima le lettere costituenti il nome del sovrano, o più tardi anche quelle dei suoi titoli e domini. Nei diplomi dei Merovingi, dove appare saltuariamente, sostituisce la segnatura del monarca specialmente se questi, per la minore età, non può scrivere; con Carlomagno incomincia ad essere usato sistematicamente. Il m. di lui è disposto a croce, quelli di altri sovrani si imperniano sulla iniziale del nome.

Si distinguono nel m. le lettere vere e proprie dai tratti di collegamento: le prime, e parte dei tratti, sono scritti dall'ufficiale della cancelleria, mentre uno o più tratti, scritti con diverso inchiostro, si ritengono segni autografi del re. Le formole dichiarano esplicitamente l'intervento del sovrano, che in tal modo partecipa al compimento del diploma, ma non si è certi che ciò sia sempre avvenuto. I m. con qualche segno accertato del monarca si dicono «m. firmati». Nel diploma il m. è accompagnato generalmente dalla formula: «signum manus N. gloriosissimi regis», o simile. Sotto Sigismondo e Federico III il segno fu eseguito, sembra, con una stampiglia; al tempo di Carlo IV andò in disuso, perché i sovrani incodisposte in nesso; appare per la prima volta nei diplomi di Enrico III (1042) e finisce con Enrico V (ca. 1125). In fine un segno monogrammatico appare nelle bolle pontificie a metà del sec. XI: la formula augurale Bene valet (v.) si contrae a poco a poco, fino a formare il noto m. - Vedi tav. LXXXIX.

In alto: A) AREOBINDUS. Monogramma su diritto consolare in avorio (506) - Lucca, tesoro della Cattedrale. B) PASCHALIS. Monogramma di Pasquale I (817-24). Muscolo sull'alto dell'arco abudale di S. Cecilia - Roma. C) KAROLUS. Sottoscrizione e monogramma firmato da Carlomagno, diploma del 17 luglio 80
Tav. LXXXIX In alto: A) AREOBINDUS. Monogramma su diritto consolare in avorio (506) - Lucca, tesoro della Cattedrale. B) PASCHALIS. Monogramma di Pasquale I (817-24). Muscolo sull'alto dell'arco abudale di S. Cecilia - Roma. C) KAROLUS. Sottoscrizione e monogramma firmato da Carlomagno, diploma del 17 luglio 808 da Aquigrana - Modena, Archivio di Stato. D) HLUDDOVVICUS. Sottoscrizione e monogramma firmato di Ludovico il Pio, diploma del 17 nov. 816 da Compiègne - Siena, Archivio di Stato. E) HEINRICUS DEI GRATIA ROMANORUM IMPERATOR e «signum speciale» di «manu propria». Diploma dell'Imperatore Enrico III (1053) - Coblema, Archivio di Stato. In basso: A) JOHANNIS. Monogramma di papa Giovanni II (532-34). Formella del recinto marmoreo del presbiterio di S. Clemente - Roma. B) TOSALEVOS. Monogramma greco del vescovo Giuliano (sec. vi), capitello in S. Vitale - Ravenna. C) SENATOR. Monogramma scolpito sulla sua pietra tombale (714) - Pavia, Museo civico. e altre 5 immagini nella tavola(fot. Alinari) · (da F. Steffen, *Poliographie latine*, ed. francese di B. Caution, Trecchi-Parigi 1918, tav. 72) · (fot. Alinari) (da A. Silvagni, *Mon. ep. crh. Papia*, tav. II, 4) · (fot. Eva. Coll.)
MONOGRAMMA - M. di Bene volete accompagnato dal comma in un privilegio di papa Leone IX (11 ott. 1051) - Vaticano, Archivio secreto, Instr. Tudertina I.
MONOGRAMMA - M. di Bene volete accompagnato dal comma in un privilegio di papa Leone IX (11 ott. 1051) - Vaticano, Archivio secreto, Instr. Tudertina I.(da G. Iustelli, Acta Pontificum, Exempta scripturalum, III, Città del Vaticano III, tsn. 5)
MONOGRAMMA - M. di Corrado III (<em>Cuauaradus Dei gratia Romanorum rex</em>) da un diploma del 28 maggio 1139. S. Gallo, Archivio del monastero.
MONOGRAMMA - M. di Corrado III (Cuauaradus Dei gratia Romanorum rex) da un diploma del 28 maggio 1139. S. Gallo, Archivio del monastero.(da F. Stedman, Pultographia latina, ed. francese di R. Coulon, Treviri-Parigi, 1911, inv. 18)
Bibliografia3 opere
BIBL.: A. Girr, Manuel de diplomatie, Parigi 1925, p. 713; C. Paoli, Diplomatica, nuova ed., Firenze 1942, p. 146; G. C. Bascapé, Sommario di diplomatica, Milano 1947, pp. 69-72.

Informazioni sulla voce

Di Giacomo Bascapé, Enrico Josi

Fonte Giacomo Bascapé: letta dalla scansione; Enrico Josi: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), coll. 1307–1309.

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Bascapé, Giacomo, and Enrico Josi. “Monogramma.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, coll. 1307–1309. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/monogramma.

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Bascapé, Giacomo, and Enrico Josi. “Monogramma.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 1307–1309. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/monogramma.

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