MORMONI

MORMONI. - Setta protestante costituitasi negli
Stati Uniti nel sec. XIX. Vengono chiamati anche
Santi dell'ultimo giorno (Latter-day saints) o Chiesa
di Gesù Cristo dei santi dell'ultimo giorno.

I. IL FONDATORE

Giuseppe Smith, n. nel 1805 a Sharon (Vermont), m. nel 1844 a Cartago. La sua famiglia nel 1815 si trasferì a Palmyra (Nuova York) e nel 1820, in occasione di uno di quei «ri- svegli» che di tanto in tanto scuotono il mondo protestante americano, in parte si fece presbiteriana e in parte metodista. Lo Smith racconta che due angeli l'avvisarono di non abbracciare nessuna setta e di attendere la scoperta delle tavole d'oro nelle quali avrebbe trovato la nuova religione. Le scoprì nel 1827 sul Colle di Cumorah (a quattro miglia da Palmyra) e con esse trovò le due pietre «Urim e Thummim», necessarie per l'interpretazione degli strani caratteri con cui erano scritte. Finita l'inter- pretazione (1830), fu stampata con il nome di The Book of Mormon. Con alcuni pochi, che credettero nelle sue rivelazioni, lo Smith formò il primo nucleo della nuova Chiesa aiutato da Sidney Rigdon, che diede un grande impulso alla nuova setta.

Questa si presentava come la religione di un popolo
elettore santo, scelto per convertire il mondo negli ultimi
giorni prima della venuta di Cristo, dal quale, per mezzo
del suo capo, riceveva speciale direzione, e considerava
tutti gli altri uomini come «gentili». Con queste dottrine

i m. si resero a tutti odiosi; per sfuggire alle persecuzioni,
emigrarono in diversi luoghi dell'Ohio e del Missouri dal
1811 al 1839 e finalmente si stabilirono nel 1840 nel-
l'Illinois, dove fondarono la cittadina di Nauvoo. Qui
cresero un bel tempio e lo Smith vi proclamò la nuova
dottrina, a lui rivelata, del «matrimonio celeste», cioè
la poligamia. I popoli vicini a Nauvoo, che li avevano
dapprincipio ricevuti favorevolmente, per la nuova dot-
trina della poligamia e per il sistema di governo teocra-
tico, li perseguitarono con violenza fino a massacrare il
fondatore e suo fratello Hyrum nel carcere di Cartago
(Illinois) nel 1844.

II. IL LIBRO DI MORMONE (The Book of Mormon)

È una collezione di vari libri, divisi in capitoli e versetti come nella Bibbia. Intende spiegare la discendenza degli Americani dagli Ebrei. Dopo la confusione delle lingue nella Torre di Babele, i discendenti di Iared emigra- rono in America, ma per la loro malizia Dio permise molte guerre e calamità pubbliche e quasi tutti sparirono verso il 600 a. C. Ma in questo stesso tempo il profeta Lehi della tribù di Manasse, avvisato da Dio della prossima distruzione di Gerusalemme da parte di Nabuchodonosor, venne con altri Giudei in America, dove trovò gli ultimi resti dei Iarediti. Morto Lehi sorsero dissensi tra i suoi due figli Nephi e Laman, i quali si separarono. I Nephi si conservarono fedeli a Jahweh, i Lamaniti no, e da questi discendono gli Indiani americani. I Nephi furono V. sittati dallo stesso Gesù Cristo, che venne in America durante la sua vita mortale. Due o tre secoli d. C. anche i Nephi prevaricarono e furono distrutti dai Lamaniti. L'ultimo loro profeta e patriarca fu Mormone, il quale scrisse la storia del suo popolo su tavole d'oro, che diede a suo figlio Moroni. Questi le nascose nel Colle di Comorah, dove le trovò lo Smith con le due pietre Urim e Thummim necessarie per la loro interpretazione.

Nessuno mai vide le famose tavole d'oro. Lo Smith
interpretava le tavole dietro una cortina, cosicché il suo
segretario Oliviero Cowdery non le poteva vedere. Finita
l'interpretazione le tavole furono nascoste da un angelo.
La vera storia sembra sia questa: un presbiteriano, certo
Salomone Spaulding, si era prefisso di scrivere un ro-
manzo sull'origine degli Americani, facendoli discendere
dagli Ebrei. Il manoscritto non fu mai pubblicato, ma
venne nelle mani di un versatile predicatore, prima battista
poi campbellita (v. DISCIPOLI), Sidney Rigdon, il quale
unitosi allo Smith diede al manoscritto forma e stile
biblico e ne uscì il Libro di Mormone.

III. DOTTRIE E GOVERNO

Il Libro di Mormone con la Dottrina e patti della Chiesa di Gesù Cristo dei santi dell'ultimo giorno è, secondo i m., il complemento della Bibbia, onde anche questa è uno dei loro libri sacri. Nella Dottrina e patti sono raccolte molte rivelazioni dello Smith, tra le altre quella della poligamia, alcune del suo successore Brigham Young e alcune spiegazioni e dottrine come quelli di Orson Pratt, uno dei primi 12 apostoli mormoni che, mandato in Inghilterra per convertirla, difese il mormonismo e pubblicò i suoi opu- scoli a Liverpool dal 1849 al 1851. I m. hanno un proprio Credo, abbastanza semplice, con i articoli, ma tralasciano ciò che più potrebbe offendere i gentili.

Difatti nel primo articolo si dice: «Crediamo in
Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo», ma non aggiungono
che per essi il Padre è di carne e ossa, con la conseguenza
che il Figlio e lo Spirito Santo non sono che l'emana-
zione del Padre. Nel quarto ammettono il Battesimo, ma
niente dicono del Battesimo dei morti, cioè del rito di
farsi battezzare per un parente o antenato già morto, se
morì peccatore o gentile. Nulla è detto del matrimonio
celeste. Dei due matrimoni che professano, il terrestre
non ha effetto alcuno dopo la morte, il celeste continua
nell'altra vita; il m. può contrarre secondo questa dottrina
quanti matrimoni celesti vuole e può far uso di essi nelle
due vite. Il sacerdozio è diviso in sacerdozio di Melchi-
sedec e di Aronne. Nel primo sono compresi il presidente,
che ancora riceve rivelazioni da Dio, i 12 apostoli, i
sommi sacerdoti, i 70 discepoli, gli anziani e i patriarchi;
nel secondo, inferiore al primo, i vescovi, i sacerdoti,
i dottori e i diaconi. Nel mormonismo vi sono moltissimi