NATALE (DIES NATALIS)

NATALE (Dies natalis). - I Romani commemoravano i defunti nel giorno della loro nascita; infatti si legge che «Private feriae vocantur sacrorum pro-priorum, velut dies natalis»; così, Cronografo (v.) del 354 conserva i natales Caesarum (CIL, I, p. 356). I Cristiani invece hanno sempre commemorato il giorno della morte terrena. Fa eccezione la data del 25 dic. in cui la Chiesa di Roma ha celebrato fin dalla prima metà del sec. IV la nascita del Redentore.

Il giorno del martirio è l'μυξας γενεθλιος, il vero dies natalis dei martiri (v. MARTIROLOGIO e Martire). S. Pier Crisologo insegna ai fedeli che il n. dei santi non è quello della loro nascita umana sulla terra, ma dalla terra in cielo (Sermo 129: PL 52, 555). Perciò nel Mar-tirologio geronimiano e nei Sacramentari il giorno anniversario da commemorare è detto n. Negli Atti delle ss. Perpetua e Felicita, l'autore inizia la narrazione del giorno del loro martirio con l'espressione: «inluxit dies victoriae illorum et processerunt de carcere in amphitheatrum quasi in caelum» (P. Franchi de Cavalieri, La Passio SS. Perpetuae et Felicitatis, 5 Supplem. del Röm. Quartalschr. [Roma 1896], p. 138). Anche il dia-cono Ponzio per il giorno del martirio del vescovo s. Cipriano di Cartagine scrive: «inluxit denique dies ille, ille promissus, ille divinus» (CSEL, 3, 3, pp. cvi, 16).

Il Calendario della chiesa di Cartagine contiene i dies nataliciorum Martyrum (G. B. De Rossi, L. Duchesne, Martyrologium Hieronymianum, in Acta SS. Novembris, II, p. LXX). In una omelia nel n. di s. Cipriano, s. Agostino insegna come la Chiesa «natales vocet pretiosas martyrum mortes». E aggiunge: «Dove si può trovare oggi, non dico nella nostra città, ma per tutta l'Africa e anche nelle

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(per cortesia di mons. A. P. Frutae)

regioni d'oltre mare, non solo un cristiano, ma anche un pagano o ebreo o anche eretico che non dica con noi il giorno natale del martire Cipriano? E che significa ciò, o fratelli? Noi ignoriamo quando Cipriano sia nato, ma poiché in questo giorno soffri il martirio noi oggi celebriamo il suo n. Invece non celebreremo il giorno della sua nascita anche se lo conoscessimo. Infatti in quel giorno egli contrasse il peccato originale; in questo giorno invece egli vinse ogni peccato» (Sermo 310: PL 38, 1412-13). Questi concetti vennero poi ripetuti anche in un'omelia nel n. di s. Eusebio vescovo di Vercelli, già attribuito a S. Ambrogio (PL 17, 745). In una basetta marmorea rinvenuta sul cimitero di Priscilla era scritta la data VI idus iulius natale sanctorum martyrum, con i nomi dei sette martiri ricordati sotto lo stesso giorno nella deposito martyrum (E. Le Blant, D'un nouveau monument relatif aux fils de Ste Felicité, in Mél. d'archéol. et d'hist., 8 [1888], tav. VIII). In S. Paolo, il fornaio Batlia fu deposito l'11 febbr. 401 nel giorno natale domnes Siteritis (s. Sotere: V. Diehl, Inscr. latin. christ. veteres, Berlino 1925, n. 2115); in Salona in un'epigrafe viene indicato al 8 apr. il n. 5 Septimio martyris, cioè del diacono martire Septimio (id., loc. cit., n. 2116). In un capitello della basilica di Djemila sono ricordati al 1° ott. il natale domini Claudi e in altro giorno il natale domini Pascenti (id., loc. cit., n. 2117). Presso Tebessa si ha una iscrizione che indica all'11 giugno il natale sancti Varagi o Guaragi e dei suoi compagni (id., loc. cit., n. 2118). A. Bosio lesse in un cimitero della Via Salaria l'epitaffio di un Principalis, deposito natale s. Susti (s. Sisto II) cioè il 6 ag. (id., loc. cit., n. 2121). Di un defunto sepolto nell'Agro Verano si dice che morì natale sancti Laurenti (id., loc. cit., n. 2122) come si legge nel Martirologio geronimiano al 10 ag. natale sancti Laurenti. Una tale Felicitas fu deposta nel giorno natale domnes Theclae (id. loc. cit., n. 2123), un Pascasio morì nel giorno ante natale domini Asteri (id., loc. cit., n. 2124). Tertulliano attesta già al suo tempo l'uso dell'anniversario dei defunti chiamandolo natalizio: oblations pro defunctis pro nataliciis annua die facimus (De corona, 3: PL 2, 99); S. Ambrogio scrive che noi cristiani dimentichiamo il giorno della nascita dei defunti, ma veneriamo con solennità quello della loro morte (De fide resurrectionis, 5: PL 16, 1516). Nell'iscrizione d'una Claudia Agrippina nel cimitero di Callisto si legge cuius dies inluxit, proprio come nella

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(per cortesia di mons. A P. Frutae) Natale - La maestrina della penna rossa - al secolo signora Eugenia Ibarrucro - immortalata da Edmondo De Amicis nel Cuore, è stata invitata dalla RAI a rivolgersi a tutti gli alunni delle Scuole Elementari d'Italia, per esortarli a compiere una buona azione in o

Passio ss. Perpetuae et Felicitatis e nella vita di s. Cipriano (G. B. De Rossi, Paralipomeni del cimitero di Callisto, in Bull. di archeol. crist., 3a serie, 6 [1581], pp. 160-61). F. de Winge lesse in S. Maria Maggiore l'epitaffio di un Lorenzo del quale si dice che nel giorno della morte natus est in aeternum (id., Inscr. Chr. Urbis Romae, I, Roma 1861, n. 36).