OCEANIA. -
I. GEOGRAFIA
In senso lato s'intende con questo nome il continente australiano e il mondo insulare che lo accompagna, comprese le isole sparse nell'Oceano Pacifico a S. del Tropico del Cancro (cioè una superficie emersa di poco meno di 9 milioni di kmq., con 12,5 milioni di ab.); in senso proprio, questo solo mondo insulare, che occupa ca. 1 1/4 milioni di kmq., con 3 1/2 milioni di ab. Qui l'O. viene considerata in questa seconda e più ristretta accezione (v. AUSTRALIA).Il limite occidentale dell'O. può essere fissato mediante una linea che, movendo dal Mar di Arafura, passi fra le Aru e le Kei, lasci fuori le Molucche e le Filippine e continuando all'incirca sul 130° E. Greenw., oltrepassi il Tropico del Cancro per abbracciare l'intero arcipelago delle Hawai. Di qui, con direzione SE., la linea taglia l'Oceano fino a raggiungere, oltre il Tropico del Capricorno, le Isole Sala y Gomez e di Pasqua e corre quindi a mezzodì in modo da raggiungere le Isole Macquarie, la Nuova Zelanda con le sue pertinenze fisiche, e traversare infine il M. dei Coralli e lo Stretto di Torres. In tal modo i punti estremi dell'O. sono: 30° 30' N. (Isola Gange) = 35° S. (Isole Macquarie); 120° E. (Isole Spice, ad O. di Misol) = 105° 30' O. Greenw. (Isole Sala y Gomez). Le distanze che ne risultano (e che superano gli 85° di latitudine ed i 125° di longitudine), tuttavia, se possono servire a dar un'idea della grande dispersione delle isole dell'O., non debbono far dimenticare che la maggior parte di esse si trova a S. dell'Equatore e raggruppate in arcipelaghi, e che questi si fanno meno frequenti via via si procede da O. verso E.
La suddivisione tradizionale parla di: 1) Melanesia (Isole dei Negri), o Macronesia (Grandi isole), per le isole che recingono a NE. l'Australia dalla Nuova Guinea alla Nuova Caledonia ed alle Figi, dove sono territori montagnosi ed abitano i Melanesi o Papua; 2) Micronesia (Piccole isole) per gli arcipelaghi che vanno
La popolazione (4,3 milioni di ab.) è assai irregolarmente distribuita: ca. 1,9/10 sono concentrati nella Nuova Zelanda (più di 2/5), nella Nuova Guinea (oltre 1/3) e nelle Hawaii. Nelle piccole isole le densità attingono cifre sempre modeste (9,1 kmq. nelle Samoa americane): le eccezioni corrispondono ai pochi casi in cui si abbia sfruttamento di risorse minerarie (fosfati, oro: a Nauru la densità supera i 160 ab. a kmq.). Gli indigeni formano la quasi totalità della popolazione; indigeni derivati tutti, probabilmente, da un tipo trasmanoide primitivo, ma poi differenziati in più gruppi e raccolti, di solito, in tre rami: Papuani, Melanesiani e Polinesiani. Di questi i due primi, che vivono nelle isole occidentali, sono caratterizzati da dolicocefalia, statura media, colorito bruno, capelli neri a spirale e naso largo e schiacciato, mentre i Polinesiani, stabiliti nei lontani arcipelaghi orientali, hanno pelle più chiara, statura più elevata e capelli lisci e ondulati. Il contatto con i Bianchi, fattosi intenso solo dopo l'inizio del sec. XIX, ha dovuto ridotto il numero degli indigeni, aggravando, ad onda della recente immigrazione di elementi di colore (per lo più Gialli), la deficienza di braccia che ha ostacolato e continua a ostacolare il razionale avvaloramento delle risorse dell'O. Queste del resto, specie pel sottosuolo, sono tuttora ben lontane dall'essere conosciute. D'altronde lo sviluppo economico e civile presenta, com'è naturale, grandi differenze da parte a parte: nelle isole maggiori, p. es., è patente il contrasto fra il rapido e brillante sviluppo raggiunto dalla Nuova Zelanda e lo stato ancora primitivo in cui è tenuta la Nuova Guinea, che è pure di tanto più grande e più ricca (né le ragioni di questo ritardo sono solo di carattere climatico). Lo sfruttamento del mondo insulare dell'O., iniziato con il taglio dei boschi, la caccia alle balene ed alle foche, si è poi concentrato nel settore agricolo, dove, accanto alle piante indigene (frutta tropicali), è cresciuto il numero di quelle introdotte da altre regioni (riso, cacao, caffè, cotone, agrumi, ecc.), sebbene il costo dei trasporti resi necessari dalle grandi distanze incepiti una efficiente espansione commerciale.
Spagna, Olanda, Inghilterra e Francia furono in ordine di tempo le prime a porre piedi sui territori insulari dell'O.; ma sul finire del secolo scorso vi facevano il loro ingresso anche la Germania (1884: Arcipelago di Bismarck, Isole Salomone, N. Guinea di N. E.; 1888: Nauru; 1898: Marianne; 1899: Caroline), e gli Stati Uniti (1898: Hawaii e Guam; 1899: Samoa), mentre la Spagna abbandonava le proprie posizioni (dopo la disgraziata guerra contro gli Stati Uniti, conclusa con il Trattato di Parigi del 10 dic. 1898); in ultimo, il posto della Germania, vinta nella prima guerra mondiale, veniva preso dal Giappone (mandato sulle Marianne, esclusa Guam, le Caroline, le Marshall, e le Palau con Yap), eliminato però anch'esso a vantaggio degli Stati Uniti, dopo la seconda guerra mondiale. Attualmente, passata ai due Dominions dell'Australia e della Nuova Zelanda la maggiore e migliore parte dei possessi britannici, gli Stati Uniti si sono assicurati una situazione che, senza poter essere definita di privilegio, bilancia ad ogni modo nettamente l'influenza di tutte le altre potenze. Con una buona metà della Nuova Guinea (l'unica parte delle Indie Olandesi rimasta fuori dell'Unione Indonesia), l'Olanda conserva in O. una posizione eccellente, più favorevole ad un ulteriore sviluppo (agricolo, minerario e industriale) di quella della Francia e fors'anche della stessa Inghilterra, ridotta ormai al possesso dei soli arcipelaghi centrali. Gli Stabilimenti francesi d'O. comprendono gli arcipelaghi - in tutto un centinaio di isole - più orientali della Polinesia, tra l'80 e il 28° S. ca., e cioè (procedendo da N. a S.): le Isole Marchesi (1271 kmq.), le Tuamotu o Puamotu, o Basse (il più sparpagliato e numeroso degli arcipelaghi; 885 kmq.); le Isole della Società (1647 kmq.), in cui è Tahiti (1042 kmq.) che raduna da sola ca. la metà della popolazione di tutti gli Stabilimenti; le Tubuai o Australi, le Gambier, Rapa e Motori. Complessivamente 3998 kmq. e 56 mila ab., per lo più Maori con nuclei di francesi cinesi e indocinesi. La sede del governatore della Colonia è in Papeete, nell'Isola Tahiti.
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Nel quadro che segue, che ordina il mondo insulare dell'O. secondo le attuali pertinenze politiche, i territori dati in amministrazione fiduciaria sono contrassegnati da asterisco. Non potendosi, per ragioni di spazio, indicare i nomi di tutte le isole comprese nelle diverse unità amministrative, si sono trascurati quelli delle isole minori, cui si riferisce l'abbreviazione dp (= dipendenze).
RIPARTIZIONE POLITICA DELL'O. (1952)
| | Superficie in kmq. | Popolazione |
| Isole e territori | | |
| Territ. di Papua | 234.490 | 304.000 |
| Isole Norfolk | 39 | 1.000 |
| * Territ. della Nuova Guinea | 240.870 | 1.007.000 |
| * Isole Nauru | 22 | 3.000 |
| O. AUSTRALIANA | 475.421 | 1.315.000 |
| Nuova Zelanda | 267.821 | 1.873.000 |
| Isole Campbell, Auckland e dp. | 793 | 5 |
| Isole Cook, Niue, Kermadec e Tokelau | 559 | 20.450 |
| * Isole Samoa occid. | 2.934 | 73.000 |
| O. NEOZELANDESE | 272.089 | 1.966.455 |
| Isole Guam | 534 | 58.754 |
| Isole Samoa amer. e dp. | 197 | 18.000 |
| Isole Hawai | 16.661 | 503.000 |
| Isole Wake, Howland, Baker e Jarvis | 14 | 30 |
| * Isole Marianne | 639 | 46.650 |
| * Isole Caroline | 636 | 39.000 |
| * Isole Palau | 478 | 17.800 |
| * Isole Yap | 226 | 6.650 |
| * Isole Marshall | 170 | 9.958 |
| O. STATUNITENSE | 19.555 | 699.842 |
| Isole Figi e Rotuma | 18.344 | 278.000 |
| Isole Gilbert, Ellice e dp. | 971 | 35.600 |
| Isole Salomone | 30.300 | 95.000 |
| Isole Pitcairn e dp. | 39 | — |
| Isole Tonga | 697 | 46.000 |
| Isole Starbuck, Malden, Carolin, Flint e Vostok | 42 | — |
| O. BRITANNICA | 50.393 | 454.600 |
| Nuova Caledonia e dp. | 18.653 | 61.250 |
| Stabili, francesi d'O. | 3.998 | 55.500 |
| Isole Clipperton | 2 | — |
| O. FRANCESE | 22.653 | 116.750 |
| Isole Nuvoe Ebridi | 14.762 | 50.000 |
| CONDOMINIO ANGLO-FRANC. | 14.762 | 50.000 |
| Nuova Guinea e dp. | 416.000 | 200.000 |
| O. OLANDESE | 416.000 | 200.000 |
| Isole Bonin e Vulcano | 106 | 4.750 |
| Isole Minamitori | 10 | ? |
| O. GIAPPONESE | 116 | 4.750 |
| Isole Pasqua | 120 | 250 |
| Isole Sala y Gomez | 0,1 | — |
| O. CILENA | 120 | 250 |
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II. EVANGELIZZAZIONE
La prima missione cattolica nell'O., dopo vari infruttuosi tentativi precedenti, s'iniziò nel sec. XVII, quando i gesuiti delle Filippine intrapresero la conversione delle Isole Marianne. Dal 1668 al 1672 il gesuita Diego Luis Sanvietores riuscì a fondarvi una fiorente missione e nel 1672 vi morì martire. Benché fino al 1682 altri 12 gesuiti subissero il martirio, essi riuscirono a tenere la missione delle Marianne fino alla soppressione della Compagnia. Fu continuata dagli Agostiniani Recolletti (1768-1889) e in seguito dai Cappuccini e Gesuiti. Fallirono altri tentativi di fondare missioni in O., come quelli dei Gesuiti del principio del sec. XVIII nelle Isole Palaos e nelle Caroline, dove fu celebre il p. Juan Antonio Cantova, e quelli dei Francescani in Tahiti dal 1772 al 1775.Soltanto nel sec. XIX un'attività missionaria sistematica fu intrapresa da parte dei cattolici in tutta l'O. I protestanti invece già dalla fine del sec. XVIII vi avevano lavorato con buoni risultati.
Nel 1827 i primi missionari della Società dei SS. Cuori (Picpus) approdarono nell'Isola di Hawai. Nel 1829 la S. Congr. di Prop. Fide eresse la prefettura apostolica delle Isole del Mare del Sud o Grande Oceano, comprendente i territori «tra l'Equatore e il polo antartico e tra l'Isola di Pasqua e la Nuova Zelanda» incluse, e la affidò al sacerdote Henri de Solages. Nel 1832 furono eretti due vicariati apostolici: quello della «Polinesia o O. orientale», affidato alla Congregazione dei SS. Cuori, e quello della «Polinesia o O. occidentale», affidato nel 1835 alla Società di Maria (Maristi).
Nell'O. orientale gravi persecuzioni e l'espulsione dei Missionari dalle Isole Sandwich, centro della missione, impedirono l'attività efficace, finché nel 1839 in un trattato con la Francia i cattolici ottennero la libertà di azione. Nel frattempo i Picpusiani, partendo dal Cile, si erano impiantati dal 1834 nelle Isole Gambier, convertendo la quasi totalità della popolazione, e dal 1836 avevano iniziato la missione in Tahiti e nelle Isole Marchesi. Nel 1844 le Isole Sandwich furono elevate a vicariato apostolico (nel 1841 a diocesi di Honolulu) e il rimanente dell'O. orientale fu diviso in due vicariati: Isole Marchesi e Tahiti.
Nell'O. occidentale Jean-Baptiste Pompallier nel 1836 era stato nominato primo vicario apostolico. Prese di-mora nella Nuova Zelanda. Nel suo viaggio del 1837 aveva lasciato i maristi Pierre Marie Bataillon nell'Isola di Wallis e Pierre-Louis-Marie Chanel in quella di Futuna. Dopo le prime difficoltà l'Isola di Wallis fu convertita nel 1842 e divenne un esemplare Stato cattolico. Il p. Chanel invece subì l'odio del capo di Futuna e fu martirizzato: ma il successore del Re ricevette il Battesimo con la maggioranza del popolo, dimodoché l'Isola di Futuna fu tutta cristianizzata nel 1843. Nel 1842 dalla O. occidentale fu separato il vicariato dell'O. centrale; da questo presero man mano origine le altre missioni dei Maristi della regione: la Nuova Caledonia nel 1847, dove già dal 1843 avevano lavorato; l'Arcipelago dei Naviga-
OCEANIA - OCHETUS
torì nel 1850, dove già nel 1845 aveva-no iniziato l'evan-gelizzazione; le Nuovi Ebridi, in cui il lavoro metodico fu iniziato solo nel 1887, erette a pre-fettura nel 1901, vi-carato nel 1904.
Dalla O. occi-dentale, ridotta in seguito alla Nuova Zelanda e alle Isole Kermadec e divisa nel 1848 nelle di-cesi di Auckland e Port Nicholson (vu-nova zelanda) furono separati nel 1842 i due vicariati della Melanesia e della Micronesia, affidata anch'essi ai Maristi. In meno di tre anni, nei tentativi di fondare la missione, perso-la vita, per assassino o febbre, 2 vescovi, 4 padri e un fra-tello, e soltanto nelle piccole Isole di Woodlark e di Rok-i Maristi riuscirono a fissarsi. Nel 1852 il Seminario delle Missioni Estere di Milano intraprese la missione, ma nel 1885, essendo stato trucidato il p. Giovanni Mazzucconi, si ritirò. Nel 1881 la Melanesia e la Micronesia furono af-fidate ai Missionari del S. Cuore. Mons. Enrico Verjus iniziò la missione della Nuova Guinea; qui, come pure nella Nuova Bretagna (o Pomerania) e nelle Isole Gilbert, riuscirono a stabilirsi. Una parte della Nuova Guinea passò nel 1896 ai Missionari del Verbo Divino. Nelle Isole Salomone nel 1898 i Padri maristi iniziarono la mis-sione.
Malgrado le difficoltà provenienti dalle popolazioni primitive, in parte ancora cannibali, e dalle vicende to-litiche e dalle guerre, la missione dell'O. ottenne buoni risultati. Nel 1950 l'O. era divisa in 1 diocesi, 18 vicarati apostolici e 1 prefettura apostolica.
III. ORGANIZZAZIONE ECCLESIASTICA
L'organiza-zione ecclesiastica (secondo l'appartenenza politica vigente, in ordine alfabetico) è la seguente:O. AMERICANA: ARCIPELAGO DEI NAVIGATORI, vicarato ap. nel 1850, affidato alla Società di Maria (Maristi); GUAM, vicariato ap. nel 1911, affidato ai Cappuccini; HONOLULU, vicariato ap. di Isole Sandwich o Hawaii nel 1844, diocesi di Honolulu nel 1941, affidata alla Società dei SS. Cuori; ISOLÉ CAROLINE E MARSHALL, nel 1886 due missioni: Caroline occidentali e Caroline orientali, ricongiunte in un'unica prefettura di Isole Caroline nel 1905; unita con la prefettura ap. di Isole Marianne, nel 1911 vicariato ap. di Isole Marianne e Caroline, nel 1923, unito il vicariato ap. di Isole Marshall (dal 1905), vicariato ap. di Isole Marianne, nome attuale: Isole Caroline e Marshall, affidato ai Gesuiti.

