OPERE PONTIFICIE MISSIONARIE. -
I. NATURA GIURIDICA
Le O. P. M. sono pie associazioni (v.) di fedeli con lo scopo di aiutare le missioni per mezzo della preghiera e dell'offerta e i cui membri, a norma degli statuti, devono essere regolarmente iscritti, e adempiere le condizioni stabilite per godere dei diritti e indulti concessi (cf. cann. 684-99). Per la P. O. della Propagazione della fede non si richiede l'iscrizione materiale nei registri dell'opera (AAS, 28 [1932], p. 326; 20 [1928], p. 109) e alla P. O. della S. Infanzia si iscrivono di regola i fanciulli fino al 12° anno (cf. can. 693 § 3).
Al presente sono: la P. O. della Propagazione della Fede, la P. O. di S. Pietro Apostolo per il clero indigeno e la P. O. della S. Infanzia. A queste si può aggiungere la P. Associazione delle donne e ragazze cattoliche per le missioni. L'Unione missionaria del clero, pur non essendo pontificia, per il suo scopo è intimamente legata alle prime tre opere indicate.
1. Coordinazione
a) Centrale. - La P. O. della S. Infanzia ha la sede centrale a Parigi e la sua direzione generale non è coordinata con le altre O. P. M. La P. O. della Propagazione della Fede dal 1922 (Pio XI, motu proprio Romanorum Pontificum, 3 maggio 1922, AAS, 14 [1922], pp. 322-30), e la P.O. di S. Pietro Apostolo per il clero indigeno dal 1929 (Pio XI, motu proprio Ver ad summi, 24 giugno 1929, AAS, 21 [1929], pp. 345-349), hanno invece la loro sede centrale a Roma presso la S. Congreg. de Propaganda Fide. La loro coordinazione fu subito regolata dal motu proprio Decessor noster*, 24 giugno 1929 (AAS, 21 [1929], pp. 342-45). In seguito alla istituzione del Segretariato Internazionale dell'Unione missionaria del clero, essa fu ritoccata secondo le disposizioni approvate da Pio XI, il 9 marzo 1937 e pubblicate con decreto della medesima S. Congreg. di Propaganda il 14 apr. 1937 (AAS, 29 [1938], pp. 476-77).
I suddetti documenti regolano la coordinazione direttiva delle P. O. della Propagazione della Fede e di S. Pietro Apostolo e del Segretariato Internazionale della Unione missionaria del clero. Essa è regolata nel modo seguente. Il segretario generale della S. Congreg. di Propaganda è contemporaneamente presidente generale delle P.
O. della Propagazione della Fede e di Pietro Apostolo e S. del Segretariato Internazionale dell'Unione missionaria del clero. I segretari generali di queste tre istituzioni sono di diritto consiglieri nei rispettivi consigli generali. Al di sopra dei tre consigli generali sta il supremo comitato direttivo, che consta del presidente generale delle due P. O. M. e del Segretariato Internazionale dell'Unione missionaria del clero, dei tre segretari generali e di un consigliere per ciascuna delle tre istituzioni, scelto dai rispettivi consigli generali. A capo del supremo comitato direttivo sta il presidente che lo convoca ordinariamente ogni due mesi e quando lo ritiene opportuno. Ogni decisione deve essere riferita al cardinale prefetto di Propaganda per l'approvazione. A questa coordinazione direttiva tenne dietro anche la coordinazione amministrativa, con decreto del 17 nov. 1939. Si stabilì che, almeno una volta all'anno, uno o più esperti, nominati dalla medesima S. Congregazione, facessero una revisione dell'amministrazione dei tre consigli superiori, salvo l'azione dei rispettivi sindaci o revisori dei conti. b) Nazionale. - In ogni nazione la coordinazione tra l'Unione missionaria del clero e le P. O. M. si ha col Comitato nazionale composto dai direttori e segretari nazionali delle suddette istituzioni. Il presidente, che è nominato da e tra i membri del Comitato, dura in carica tre anni e può essere rieletto.
II. O. P. DELLA PROPAGAZIONE DELLA FEDE
Paolina Jaricot (v.) al principio, ebbe l'idea dell'Opera della Propagazione della Fede, come un mezzo di riparazione nazionale della Francia. Da varie parti e specialmente dagli Stati Uniti si sollecitava l'erezione di opere in favore di determinate missioni. Il signor Benoît Coste, agente di cambio e presidente o prefetto « pro tempore » della Congregazione laicale delle Missioni Estere di Parigi, al quale si rivolgevano le richieste, consigliava piuttosto l'erezione di una sola associazione in favore di tutte le missioni cattoliche. Philéas, fratello della Jaricot, sebbene membro della Congregazione, ed aiutato dal sac. Rondot, non riuscì a superare la resistenza del Coste e allora si rivolse alla sorella.
Nel 1817 il Seminario delle Missioni Estere aveva pubblicato un opuscolo sopra l'associazione di preghiere in favore degli stabilimenti destinati a propagare la fede. L'associazione fu approvata con l'indulto pontificio del 30 nov. 1817. Nel 1818 la Jaricot cominciò a reclutare membri per l'associazione, che davano anche uno o due soldi ogni venerdì per i bambini della Cina. Anche in altre città i membri dell'Associazione oltre alle preghiere davano un soldo alla settimana per le missioni. Tutte le offerte erano inviate a Parigi. Mancava però ogni garanzia per l'avvenire e Philéas manifestava alla sorella le trepidazioni dei missionari per le deficienze dell'Associazione. Nell'ott. 1819 egli entrò nel Seminario minore dell'Argentière (Parigi) per studiare filosofia e continuò ad essere il vincolo di unione tra la sorella e il Seminario delle Missioni Estere di Parigi, pregandola di organizzare la colletta su di un piano permanente e automatico. In una sera dell'autunno del 1819 Paolina ebbe l'intuizione del piano definitivo dell'Opera della Propagazione della Fede.
Al principio del 1820 il piano fu approvato dal suo confessore e messo subito in esecuzione a Lione e vicinanze. Difficoltà non mancarono. Il denaro veniva inviato a Philéas, che lo versava al Seminario delle Missioni Estere. Verso la fine del 1820 giunse in Francia Angelo Inglesi, vicario generale di mons. L. Dubourg, vescovo di Luisiana (1766-1833). Il 3 maggio 1822 si ebbe un'adunanza, presenti i sac. Cholletton e Inglesi, Coste, Henri-Didier Petit e altri: in tutto dodici. Lo scopo era di conciliare i diversi punti di vista circa le Opere in favore delle missioni e stabilire se conveniva istituire varie associazioni per diverse missioni oppure una sola per tutte. Questa era l'idea del Coste, il quale propose che fosse dato carattere di universalità all'opera della Jaricot. La proposta piacque e subito fu istituito il Consiglio provvisorio della Società della Propagazione della Fede, accettato il piano della Jaricot con altri elementi della sua Opera. In tal modo sparirono i contrasti, che avrebbero potuto pregiudicare lo sviluppo dell'opera della Jaricot che veniva così ad essere promossa da persone ferventi e ricche.
L'opera si estese subito in Francia e fuori. In Italia fu introdotta dal Marchese Cesare d'Azeglio (v.), che la fece conoscere per mezzo della sua rivista: L'Amico d'Italia. Con il motu proprio Romanorum Pontificum (3 maggio 1922) la sua sede centrale fu trasferita a Roma e furono dati nuovi statuti secondo i quali dal Consiglio superiore generale di Roma dipendono i Consigli nazionali e da questi i Comitati diocesani e le Commissioni parrocchiali. Dal Consiglio superiore generale dipende l'Agenzia Internazionale Fides (v.). Nel 1926 fu istituita la Giornata Missionaria, nella penultima domenica di ottobre, per la raccolta delle offerte per le missioni.
Lo scopo dell'Opera, infatti, è quello di aiutare le missioni con la preghiera e con le offerte. Dal 1923 pubblica gli « Acta » che ora sono comuni anche alla P.O. di S. Pietro Apostolo (dal 1930) e al Segretariato Internazionale dell'Unione missionaria del clero (dal 1938). Al presente hanno il titolo di Acta Cooperationis missionariae Sanctae Sedis.
Bibliografia3 opere
Saverio Paventi
III. O. P. DELLA S. INFANZIA
Ne è stato fondatore mons. Carlo De Forbin-Janson (1785-1844), vescovo di Nancy. Al ritorno da un viaggio negli Stati Uniti e nel Canadà (1849) pensò di combattere l'infanticidio nei paesi infedeli. Nel 1842 ebbe a Lione una conversazione con Paolina Jaricot (v.) e sembra che allora maturasse l'idea di interessare i fanciulli d'Europa alla sorte dei bambini cinesi, invitandoli a versare un soldo al mese. Forse aveva sentito parlare dell'Opera Angelica, fondata in Cina dal missionario p. Jean-Martin Moye.
Il 19 maggio 1843 fu costituito a Parigi il primo Consiglio centrale dell'Opera detta della S. Infanzia, in riferimento all'infanzia di Gesù. Alla fine del giugno dello stesso anno mons. De Forbin-Janson inviò una circolare a tutto l'episcopato francese per informarlo dell'erezione della nuova Opera. Il 19 maggio 1844, Propaganda, in una lettera diretta al fondatore, ne approvò pienamente l'idea, sebbene da alcuni ostacolata perché creduta inutile anzi nociva all'Opera della Propagazione della Fede e ad altre opere locali e diocesane. I Papi dal 1846 in poi l'hanno arricchita di molti favori spirituali e Pio XI l'ha decorata del titolo di pontificia (enciclica Rerum Ecclesiae [1926] e motu proprio Decessor Noster e Vix ad summi [1929]). Pio XII nell'enciclica Quaemadmodum del 6 genn. 1946, parlando del dovere di occuparsi dei bambini indigenti, ricordò l'Opera, e con la lettera Praeses consilii, del 4 dic. 1950, istituì la Giornata della S. Infanzia.
Al principio l'Opera della S. Infanzia era diretta da un presidente vescovo e da un direttore, sempre sacerdote. Nel 1872 le due cariche furono riunite nella persona di un solo ecclesiastico direttore, che è assistito, come per il passato, da un consiglio composto di ecclesiastici e laici. Da vari anni al Consiglio partecipano anche i delegati dei principali paesi, più generosi verso l'Opera. In ciascuna nazione essa dipende dal direttore nazionale, che può essere il medesimo delle altre O. P. M., dal quale dipendono i direttori diocesani, che ne curano la organizzazione nelle parrocchie e negli istituti educativi.
All'O. P. della S. Infanzia possono appartenere i fanciulli sino all'età di 12 anni, che recitano ogni giorno una Ave Maria con l'invocazione: « Vergine Maria e s. Giuseppe, pregate per noi e per i poveri fanciulli infedeli » e danno l'offerta per il fine dell'Opera. Lo scopo è duplice: eccitare nei fanciulli l'amore per le missioni e procurare ai loro coetanei infedeli la grazia del Battesimo e l'educazione cristiana. Le persone, che hanno superato il dodicesimo anno di età, possono appartenervi come soci aggregati.
In molte parti fin dall'inizio dell'Opera, si celebra la festa della S. Infanzia che consiste nell'adunare i fanciulli in un giorno del periodo natalizio. Una tale festa, secondo l'interpretazione ufficiale data da Propaganda alla suddetta lettera del 4 dic. 1950, può essere considerata come la Giornata della S. Infanzia.
La Direzione centrale pubblica un bollettino bimestrale ed ha sede a Parigi.
Bibliografia3 opere
Saverio Paventi
IV. O. P. DI S. PIETRO APOSTOLO PER IL CLERO INDIGENO
Nel 1889 nel Giappone fu inaugurata una politica di tolleranza religiosa. I pochi cristiani, rimasti attraverso secoli di persecuzioni e pericoli, costituivano una piccola, ma promettente comunità. Il vicario apostolico di Nagasaki, comprese subito la necessità di formare un clero indigeno. Le vocazioni non mancavano, ma difettavano i mezzi. Scrisse, allora, il 1º giugno 1889, alla signora Stefania Cottin, ved. Bigard, e alla figlia Giovanna Alessandrina Bigard per chiedere aiuti in favore del seminario. Le Bigard decisero subito di mendicare di porta in porta e consacrarono la loro attività all'Opera del Clero indigeno.
L'enciclica di Leone XIII del 24 giugno 1893 Ad extremas Orientis oras sui seminari dell'India dissipò subito molti dubbi e dette alla nuova Opera un'approvazione indiretta. Più tardi essa prese il titolo di Opera di S. Pietro Apostolo per il Clero indigeno. Il 12 luglio 1895
Leone XIII, presa visione del rapporto dell'Opera redatto dalla Bigard madre, inviò le prime benedizioni, arricchendola di molte indulgenze. Il 13 ott. 1895 il vescovo di Sézè l'approvò e fu istituito il consiglio regolare, comprendente le Bigard e due altre signorine. Il 10 sett. 1896 Propaganda incoraggiò l'iniziativa. Non essendosi ottenuto dal governo francese il riconoscimento dell'Opera, essa fu trasferita a Friburgo nella Svizzera. Dopo la morte della Bigard madre (1903) l'Opera fu affidata alle suore Francescane missionarie di Maria. Il 28 apr. 1920 la S. C. di Propaganda Fide la prese alle sue dirette dipendenze. Con il motu proprio Vix ad summi del 24 giugno 1920, la sede centrale fu portata a Roma e le fu data una organizzazione simile a quella della O. P. della Propagazione della Fede. Essa ha per scopo di aiutare la S. C. di Propaganda nella formazione del clero indigeno sovvenzionando anche le costruzioni dei seminari in missione. I contributi in denaro sono raccolti per mezzo di quote annue, di collette, e del sistema delle adozioni, individuali e collettive, e delle borse di studio.
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Saverio Paventi