CANADÀ

il grappolo di C. prefigurava Cristo «ille botrus peregrinus, qui sicut uva de vite, ita ille in carne crucis pependit in ligno» (De Fide, I, 20; IV, 12: PL 16, 559-60, 648-49). Lo stesso insegnano s. Agostino (Contra Faustum, XII, 42: PL 42, 276; Enarratio in Psalm., 55, 2 e 7: PL 36, 849, 653) e una schiera di scrittori dal sec. v al sec. XIII, come di recente ha messo in rilievo C. Leonardi (Ampelos, il simbolismo della vite nell'arte pagana e paleocristiana, Roma 1947, pp. 147-85). La scena dei portatori di C. nell'antica arte cristiana appare in un coperchio di sarcofago rinvenuto in S. Vittore a Marsiglia (Wilpert, Sarcofagi, I, p. 271, tav. 17, 2), in un vetro dorato del museo di Pesaro (R. Garrucci, Storia dell'arte cristiana, III, Prato 1872, pp. 129-301, tav. 172, 10), e in altro del cimitero di Panfilo (C. Leonardi, ibid., tav. XIV). È pure effigiosa in alcune lampade cristiane in terra cotta, come, ad es., quella del museo di Narbona, edita da E. Le Blant (De quelques sujets réprésentés sur des lampes en terre cuite de l'époque chrétienne, in Mélanges d'archéol. et d'histoire, 6 [1886], pp. 237-38), in un'altra nel museo del camposanto Teutonico in Roma (O. Marucchi, Medaille und Lampe aus der Sammlung Zurla, in Römische Quartalschrift, 1 [1887], p. 327). La rappresentazione si trova anche in monumenti posteriori, come in una bibbia illustrata francese, nella biblioteca Nazionale di Vienna, in una biblia pauperum di Heidelberg ecc. (Leonardi, ibid., ta

vv. XIV-XVI, 30-31)

Vedi Tav. XXXVI. Enrico Josi

CANADÀ. - Regione dell'America settentrionale.

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SOMMARIO:** I. Geografia. - II. Storia civile. - III. Storia religiosa. - IV. Statistica religiosa. - V. Arte. - VI. Letteratura. - VII. Ordinamento scolastico.

I. GEOGRAFIA

Con questo nome, originariamente (sec. XVI) limitato alle contrade lungo il S. Lorenzo colonizzate dai Francesi e da essi possedute fino al 1763 (trattato di Parigi), si intende oggi tutto l'insieme dei territori dell'America settentrionale a N. del 49° parallelo e dei 5 grandi laghi, con esclusione della sola Alasca.

L'immenso dominio, ampio poco meno dell'intera Europa, abbraccia naturalmente regioni assai differenti per le forme del suolo, il clima e gli aspetti del paesaggio, e pur tuttavia vastissime. Con la parte occidentale, percorsa dalle Montagne Rocciose e dalle Catene Costiere, alta, accidentata, con clima vario secondo l'altitudine ed ancora essenzialmente paese di foreste, contrastano le regioni centrali rappresentate dalle grandi pianure mediane, dal clima spiccatamente continentale, ma favorevole alle colture. A SE. si trovano il bacino del S. Lorenzo, settore lacustre (dove il C. raggiunge la sua più bassa latitudine) e i territori atlantici, dove la massa continentale si articola in penisole ed isole, e dove si iniziò la colonizzazione europea. Un posto a sé occupa la stretta cimosa laterale sul Pacifico, con la sua ricca frangia insulare, caratterizzata da clima marittimo analogo a quello dell'arcipelago britannico; il resto, comprendente la sterminata fascia di terre coperte di ghiacci che fan corona al bacino polare, è quasi del tutto spopolato, non tanto per il suo scarso valore economico, quanto per le sue condizioni climatiche.

Il paesaggio vegetale, che in quest'ultima zona si riduce in sostanza alla tundra, cede il posto, più a S., alla foresta che si stende dal Pacifico all'Atlantico su di 1/4 ca. del C. (almeno 330 milioni di ha., una superficie pari da sola ad oltre 10 volte quella dell'Italia) e costituisce una delle maggiori risorse del paese. Ancora più a mezzodì, nella zona interna più povera di pioggia, alla foresta succede la prateria, fertilissima, oggi trasformata in magnifica contrada cerealicola e di allevamento. Altre cospicue risorse sono rappresentate dalla pesca (anche nelle acque interne; 160.000 persone vi sono occupate), dagli animali da pelliccia (per i quali anzi il C. gode di un primato mondiale; alla caccia, ora in decadenza, si sono aggiunti gli allevamenti artificiali); e, soprattutto, dai tesori del sottosuolo, non solo vari e copiosi, ma sparsi in più luoghi. Per il nichello, il platino e l'amianto, il C. è al primo posto

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CANADÀ - Divisioni amministrative.
tra i produttori mondiali; si estrae inoltre oro, argento, cobalto, rame, radio, uranio ecc.; se modesta è la produzione petrolifera, cospicue sono le riserve di carbon fossile e di ferro, ed ingenti quelle idriche. Non meraviglia perciò che il C. abbia veduto, nell'ultimo secolo, un rapido sviluppo di industrie, le quali, benché giovanissime, hanno già raggiunto una invidiabile prosperità (in primo luogo quelle del legname, le alimentari, le chimiche, ecc.): accanto e forse più ancora che quella agricola, la produzione industriale fa oggi del C. una delle regioni più ricche del mondo. L'espansione economica è stata favorita, oltre che dall'abbondanza dello spazio, dalle magnifiche vie acque naturali di cui dispone, dalle strade, dai canali, dalle ferrovie (transcontinentali), che si sono facilmente potuti costruire, e dalle agevoli comunicazioni che il doppio fronte marittimo consente al C. nei confronti con gli altri paesi.

La popolazione, che si raccoglie soprattutto, come nei primi tempi, nelle province sud-orientali (bacino del S. Lorenzo e regione atlantica), e che tende a sciamare verso le contrade mediane fra il lago Winnipeg e le Rocciose, dove si allarga la colonizzazione agricola recente, è più che raddoppiata nell'ultimo cinquantennio (era di ca. 400 mila ab. al principio del sec. XIX, di 5 milioni o poco più all'inizio dell'attuale); ciononostante, con i suoi 13.000.000 ab. (1947), oltrepassa di poco quella del solo nucleo urbano di Nuova York. Di questi appena 126 mila, tra Indiani ed Eschimesi, rappresentano i primi padroni del continente; 3.500.000 discendono dai coloni francesi fissatisi sul S. Lorenzo e sui grandi laghi; 6.100.000 sono di origine inglese, cresciuti di numero specialmente nel sec. XIX; il resto immigrati di varia nazionalità, con alla testa Europei, centro-orientali (nel 1941 i cittadini di origine italiana erano calcolati a 112.625). Oltre la metà di questa popolazione vive nei centri urbani: di questi uno (Montréal) supera ormai il milione, uno (Toronto) vi si avvicina; ed altri sei oltrepassano i 100.000 ab. (Winnipeg, Vancouver, Hamilton, Ottawa, Québec, Windsor).

Il C. era una federazione di 9 province e 2 territori, costituita nel 1867 e riconosciuta nel 1926 quale dominion facente parte del Commonwealth britannico. In virtù dell'accordo dell'11 dic. 1948, l'isola di Terranova (che costituiva un dominion distinto, da cui fin dal 1927 dipendeva anche il Labrador), veniva costituita in nuova provincia del dominion canadese. Il potere legislativo spetta ad un Parlamento bicamerale (un Senato di 102 membri a vita, scelti dal governo, ed una House of Commons o Camera dei Deputati, di 252 membri eletti per 5 anni con suffragio generale diretto), mentre il re esercita quello esecutivo per mezzo del governatore generale e del governo. Le province hanno poi, ognuna, per gli affari locali, il proprio governo parlamentare.

Province e territoriSuperf. in knq.Popolaz. (cens. 1941)Dens. a knq.Capoluogo (pop. in 1000 ab.: 1941)
Is. Pr. Edoardo5.65695.04717Charlottetown (14)
Nuova Scozia54.564577.96211Halifax (70)
N. Brunswick72.478457.4016Fredericton (10)
Québec1.539.7783.331.8822Québec (151)
Ontario1.068.5423.787.6554Toronto (667)
Manitoba638.439729.7441Winnipeg (222)
Columbia Brit.948.560817.8611Victoria (44)
Alberta661.160796.1691Edmonton (94)
Saskatchewan651.875895.9921Regina (58)
Terranova e Labrador417.477305.600St. John (57)
Ter. d. Yukon536.3044.914Dawson (1)
Ter. di NO.3.391.93312.028(Ottawa)
TOTALE9.986.76611.812.2551Ottawa (155)
BIBL.: Oltre le pubblicazioni ufficiali (Official Handbook, C. Year Book, annuali) e le opere dedicate all'America settentrionale nel suo complesso, cf. A. Short-A. G. Doughty, C. and its provinces, Toronto 1913-14; W. Griffin, C., the country of the 20th Century, Ottawa 1915; L. Hamilton, C., Gotha 1921; H. A. Innis, History of the Canadian Pacific Railway, Toronto 1923; H. L. Keenleyside, C. and the U. S., Nuova York 1929; W. A. Mackintosh-W. L. G. Joerg, Canadian fron-

tiers of Settlement, Toronto 1935; G. W. Brown, Building the Canadian Nation, ivi 1942; D. G. Creighton, Dominion of the North: a History of C., Boston 1944; A. Siegfried, Le C., puissance internationale, Parigi 1944; F. X. Garneau, Histoire du C., Montréal 1944-45; A. W. Kurrie, Economic Geography of C., Toronto 1945; L. Peat, C.: new World Power, ivi 1945; A. R. M. Lower, Colony to Nation: a History of C., ivi 1946.

Giuseppe Caraci

II. STORIA CIVILE

1. Sotto il regime francese (1534-1763)

La scoperta del litorale canadese fu fatta probabilmente nel 1497 da due veneziani al servizio di Enrico VII d'Inghilterra, Giovanni e Sebastiano Caboto, ma essi nessuna traccia hanno lasciato del loro passaggio. Nel 1524 un altro italiano, il fiorentino Giovanni Verrazzani, raggiunse le coste canadesi, ma questa volta a nome del re di Francia, Francesco I, ed alle terre scoperte diede il nome di Nuova Francia. Però il vero scopritore del C. fu un marinaio francese, il capitano Giacomo Cartier, che per primo ne prese possesso in nome del re di Francia l'anno 1534 (Gaspé, 24 luglio) e ne esplorò l'interno (1535-36) fino a Québec (Stadacone) e a Montréal (Hochelaga). Da allora quella terra prese il nome C., dalla parola huronica Kanata: Paese Grande. Il primo tentativo di colonizzazione (1541-43), effettuato dal Cartier sotto la direzione di Francesco Roberval, non poté, causa le guerre nelle quali la Francia era allora impegnata, essere continuato che 60 anni più tardi da Samuele di Champlain il quale, nel 1608, fondò Québec ed estese le scoperte e le esplorazioni del suo illustre precedere. La lotta contro gli Irochesi e quella contro le colonie inglesi del litorale, nonché l'egoismo delle compagnie mercantili (compagnia di Rouen e dei Mercanti, 1614-20; compagnia di Caen o di Montmorency, 1621-27; compagnia dei Cento Associati, 1627-63), alle quali il re aveva affidato il dominio del paese, che esse amministravano a mezzo di un governatore, nominato su loro presentazione dal re e assistito da una specie di consiglio, ostacolavano sul nascere il progresso della colonia. Tuttavia nel 1663 spuntò un'era nuova di prosperità con la sostituzione del governo reale a quello delle compagnie, e la nomina di un intendente a fianco del governatore (il celebre Talon ne fu il primo) e di un consiglio sovrano, cui si aggiunse la saggia politica del ministro francese Colbert. Québec, Trois-Rivières (1634), Montréal (1642) e Frontenac (1672), oggi Kingston, divennero i centri più importanti della colonia, mentre viaggiatori e missionari estendevano il dominio e la potenza della Francia. Le guerre europee distolsero fatalmente l'attenzione della metropoli; così che l'Inghilterra e le sue colonie del litorale atlantico profittarono della guerra dei sette anni (1756-63) per impadronirsi del C. Québec capitolò il 18 sett. del 1759 e Montréal l'8 sett. 1760, mentre l'Acadia (Nuova Scozia), altra provincia della Nuova Francia, fondata nel 1605 a Port-Royal (oggi Annapolis, N. E.), era stata già conquistata nel 1710. Il trattato di Parigi del 19 febbr. 1763 consacrò la cessione definitiva all'Inghilterra del C. e dell'Acadia con la Luisiana (terza ed ultima provincia della Nuova

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(per cortesia delle nuove Gripe di Montréal) CANADÀ - Iglu (casa di neve) degli Eschimesi.
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(per cortesia delle Suore Grigie di Montréal)
CANADÀ - Il sole di mezzanotte nel Mackenzie. Posizione del sole dalle 23.10 alle 24.40 (a intervalli di 10 minuti). Fotografia presa al nord di Aklavik, circolo polare, dalla suora Léonie Ferland, segretaria generale delle Suore Grigie di Montréal.

Francia, fondata sul Mississippi nel 1699, la cui parte occidentale era già stata data alla Spagna nel 1762 per segreta convenzione). Con lo stesso trattato la Francia perdeva due altri possedimenti nell'Atlantico: le isole di Terranova e di Capo Bretone; di tutta la Nuova Francia non conservò più che le isole di S. Pietro e di Miquelon.

2. Sotto il regime britannico (1763)

Da quel tempo la nuova colonia inglese, calcolata in 80.000 ab., passò sotto un regime assoluto. Inoltre un proclama reale del 7 ott. 1763 metteva in pericolo la nazionalità del paese conquistato, sostituendo alle leggi francesi quelle inglesi ed escludendo praticamente i cattolici dalle cariche pubbliche con l'imposizione del giuramento del «testo». Fortunatamente le autorità britanniche attenuarono poco a poco la loro intolleranza. L'Atto di Québec del 1774 ristabilì le leggi francesi e dispensò dal giuramento del «testo». D'altra parte la Rivoluzione americana (1774) che portò alla dichiarazione della indipendenza degli Stati Uniti (1776) ed alla emigrazione nel C. dei monarchici di questa nuova Repubblica (ca. 15.000 si stabilirono nella provincia di Québec e principalmente in quella dell'Ontario fra il 1782 e il 1785), non meno che l'impopolarità del Consiglio legislativo e lo scontento dei canadesi per l'Atto di Québec che l'aveva istituito, provocarono nel 1791 la creazione di due governi costituzionali, uno per la provincia del basso C. e di Québec (francese), l'altro per quella dell'alto C. o dell'Ontario (inglese), costituito ciascuno di un governatore, di una Camera elettiva e di un Consiglio nominato a vita. Nel frattempo, al fine di soffocare la nazionalità franco-canadese, il Parlamento britannico decise, sotto la pressione dei fanatici e degli interessati sia del C. che dell'Inghilterra, di unire le due province sotto un solo governatore. Il 23 luglio 1840 esso votò il Bill of Union che istituì un unico governo, composto del governatore, di un Consiglio esecutivo (scelto dalla Corona), d'un Consiglio legislativo prima a vita poi, dal 1853, elettivo, e d'una Assemblea elettiva. Però il Bill mancò al suo scopo antirazziale per il fatto che i politicanti di Québec si unirono ai riformisti (liberali) dell'Ontario per la rivendicazione di un governo responsabile, che di fatti ottennero nel 1849. Da allora le altre colonie inglesi dell'America del nord, in lotta anch'esse per la indipendenza politica, mirarono alla unione col C. Così due delle province marittime, il

Nuovo Brunswick e la Nuova Scozia, decisero di formare una federazione con le province canadesi di Québec e Ontario. Londra approvò questo patto federale, e il 1 luglio 1867 le quattro province erano solennemente erette in confederazione sotto il nome ufficiale di Dominio del C. con Ottawa capitale. In seguito il governo federale acquistò dalla compagnia della baia di Hudson i territori del nord ovest, dove, nel 1870, creava la provincia autonoma del Manitoba. Nel 1871 la Columbia Britannica, provincia del litorale del Pacifico, entrò a sua volta nella federazione, seguita ben presto, 1873, dall'isola Principe Edoardo. In seguito a ciò l'Inghilterra credette giunto ormai il momento opportuno, nel 1880, di annettere al C. tutti i possedimenti dell'America del nord ad eccezione della Terra Nuova. Da queste nuove annessioni nacquero nel 1905 le province di Alberta e di Saskatchewan, poi, nel 1912, i territori organizzati dello Yukon e i tre distretti non organizzati del Nord Ovest: Mackenzie, Franklin e Keewatin. Nel 1948 l'isola di Terranova si pronunciò per l'unione col C.

III. STORIA RELIGIOSA

3. Gli antecedenti (1534-1650)

Antonio e Guglielmo il Bretone, che si suppongono sacerdoti secolari e cappellani di Giacomo Cartier nel 1535-36, sono i due primi ministri del culto conosciuti nella storia del cristianesimo canadese. I loro successori immediati comparvero in altra parte della Nuova Francia, in Acadia, e solamente nel 1605; all'epoca della fondazione di Port-Royal, dove l'abate Nicola Aubray (m. nel 1605) fu sostituito nel 1610 da Giacomo Fléché (m. nel 1611), poi dai gesuiti Ennemondo Massé e Pietro Biard, che, nel 1613, abbandonarono quella casa per fondare la stazione missionaria di S. Salvatore nell'isola dei Monti Deserti. Disgraziatamente la sua distruzione e quella di Port-Royal, avvenute lo stesso anno, privarono l'Acadia di sacerdoti, come era priva già di chiese.

4. La missione (1615-18) e il vicariato apostolico (1658-74)

Per fortuna Québec, fondata (1608) nel cuore del C., offriva più sicurezza e stabilità. Così nel 1615, su domanda del fondatore Champlain, mandati dal Papa vi giunsero quattro francescani

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CANADÀ - In alto: C. orientale; in basso: C. occidentale. 1) Confini di Stato; 2) Confini di Provincia; 3) Confini di circoscrizione ecclesiastica.
della provincia di Parigi: i pp. Dionisio Jamet, superiore, Giuseppe Le Coron, Giovanni Dolbeau e il frate laico Pacifico Duplessis. D'allora, grazie allo zelo di questi pionieri e di quello dei Gesuiti, chiamativi in aiuto nel 1625, il cattolicesimo poté stabilirsi nel C. Nel 1629 la conquista di Québec da parte degli inglesi costrinse i missionari a lasciare la missione.

Nel 1632, anno della restituzione del C. alla Francia, la compagnia dei Cento Associati, che aveva l'amministrazione della colonia, permise il ritorno solo ai Gesuiti, ma i Francescani continuarono in Acadia, sotto il governo del luogotenente La Tour, il ministero iniziato nel 1619, mentre il p. Giuseppe da Parigi, la celebre Eminenza grigia, affidava ai suoi confratelli

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(per cartesia di M. Pierre Brunet, Ottawa) CANADÀ - Astrolabio di Samuele di Champlain, datato dal 1603.
cappuccini, su domanda del suo protetto il luogo-tenente De Rasilly, la missione di Port-Royal. Così per l'aumento continuo dei coloni e dei missionari, la missione del C. riprese vigore. Nel 1635 fu fondato a Québec il collegio dei Gesuiti, il primo del genere nell'America del nord; nel 1639 vi arrivarono le prime religiose, le agostiniane di Dieppe per la cura degli ospedali e le orsoline di Tours per l'educazione della gioventù. A Montréal (Villemarie), fondata nel 1642 da Maisonneuve, sorse nel 1653 l'istituto delle Suore di Nostra Signora, fondato dalla ven. BORGHESE (v.); nel 1657 si aggiunse una comunità di suore infermiere, le Ospedaliere dell'Hôtel-Dieu, e nello stesso anno i preti di S. Sulpizio presero la direzione spirituale della nuova città. Nel contempo progredivano le missioni fra gli indiani, bagnate dal sangue dei martiri Jogues, Brébeuf e compagni.

Il 1658 segna una nuova tappa per la chiesa del C.: l'11 apr. un decreto di Propaganda Fide erigeva tutta la Nuova Francia in vicariato apostolico, e il 3 giugno un breve di Alessandro VII ne nominava primo titolare, con il titolo vescovile di Petra, il ven. MONTMORENCY-LAVAL, FRANÇOIS DE (v.). L'andata dei Sulpiziani a Montréal e la fondazione del seminario di Québec nel 1663, costituiscono i primi avvenimenti religiosi di questo periodo che culminò con il ritorno dei Francescani nel 1670.

5. La diocesi (1674-1819)

Nel 1664 il re aveva chiesto l'erezione della diocesi di Québec, ma solo nel 1670 fu decisa con decreto di Propaganda Fide ed eseguita con bolla pontificia del 1 ott. 1674. La diocesi, di cui mons. Laval, m. nel 1708, divenne primo vescovo, comprendeva tutta la Nuova Francia, ossia tutti i possedimenti francesi dell'America del nord. Da allora, grazie agli aiuti reali e alle decime pagate dai fedeli, le parrocchie aumentarono e la vita della chiesa

canadese prese uno sviluppo più regolare. La cessione della Nuova Francia all'Inghilterra (1763) rallentò questo sviluppo. Infatti il trattato di pace, pur garantendo piena libertà alla Chiesa cattolica, lasciava un pretesto al fanatismo protestante con una clausola che subordinava tale esercizio alla compatibilità con le leggi inglesi. D'altra parte il C. aveva già da tre anni perduto il suo vescovo mons. Enrico du Breil di Pontbriand (giugno 1760). Tuttavia, benché l'Inghilterra non riconoscesse allora la gerarchia organizzata da Roma, il clero canadese, in forza della libertà religiosa garantita dal trattato, insistette per dare un successore a mons. Pontbriand. Finalmente, dopo lunghe trattative, il governo britannico fece intendere al candidato, l'abate J. O' Briand, andato a Londra a negoziare la questione, che si sarebbero chiusi gli occhi, purché la sua consacrazione avvenisse fuori del C. e non avesse assunto il titolo di vescovo di Québec nell'esplicazione del suo mistero episcopale. Perciò, dopo la nomina pontificia, mons. Briand fu consacrato in Francia il 16 marzo 1766, e per assicurare la continuità all'episcopato canadese, ottenne da Clemente XIII, il 13 apr. 1766, con l'approvazione delle autorità britanniche, la facoltà di nominarsi un ausiliare con diritto di successione. Fece poi il suo ingresso in paese, dove il governatore lo ricevette quale sovrintendente della Chiesa romana.

Malgrado questo ritorno ufficiale alla completa libertà religiosa, alti funzionari fanatici, e soprattutto il vescovo anglicano di Québec, la cui sede era stata eretta nel 1793 e che pretendeva, in forza delle leggi anglicane, il diritto di governare l'intera chiesa canadese, non mancarono di creare numerosi ostacoli. Ma l'abilità e la prudenza di mons. Plessis (11° vescovo di Québec, 1806-25) riuscirono a trionfare e ad ottenere il riconoscimento ufficiale del suo titolo e ad avviare la chiesa canadese verso la completa organizzazione gerarchica.

6. L'arcidiocesi e le province ecclesiastiche dal 1819 ai nostri giorni

Il 30 maggio 1817 avvenne la erezione del vicariato apostolico della Nuova Scozia (antica Acadia); il 12 genn. 1819, Québec fu elevata ad arcidiocesi e

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Ida Sœur Mondoux, L'Hôtel-Dieu, premier hôpital de Montréal 1812-1812, Montréal 1812, p. 2315 CANADÀ - Parte delle sigle autografe dei capi indiani, apposte alle trattative di pace con la Francia, Québec, 16 ott. 1700.
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CANADÀ - Lettere patenti di Luigi XIV (8 apr. 1669) per le Suore Ospitaliere di S. Giuseppe di Montréal. Archivio dell'Hôtel-Dieu di Montréal.
si eressero i vicariati dell'Alto-C. (Kingston) e dell'isola Principe Edoardo, cui seguirono nel 1820 quelli di Montréal e del distretto del Nord Ovest, S. Bonifacio. Tuttavia per prudenza, solo dopo la elevazione di Québec a Provincia ecclesiastica propriamente detta (12 luglio 1844), gli arcivescovi di questa città incominciarono a portare pubblicamente il loro titolo. Da allora alle sei diocesi suffragane di Québec: Kingston (1826), Charlottetown (1829), Montréal (1836), Toronto (1841), S. Giovanni e Halifax (1842), si aggiunsero quelle di S. Bonifacio e Arichat (1844), Ottawa (1847), ecc., che formarono ben presto nuove province ecclesiastiche. Halifax (1852), Toronto e S. Bonifacio (1870), sicché nel 1909 portò adunarsi il primo Concilio plenario di Québec. Così, grazie alla fecondità delle famiglie franco-canadesi ed alla immigrazione di correligionari irlandesi, italiani, tedeschi, ecc., nonché alla venuta degli Oblati di Maria Immacolata nel 1841 ed al ritorno dei Gesuiti nel 1842 e dei Francescani nel 1890, le cui comunità si erano spente nel C. in seguito alle leggi anglicane che proibivano di accettare nuovi membri; grazie inoltre al sorgere di congregazioni religiose, di scuole parrocchiali, collegi e seminari, nonché allo zelo del clero canadese, la Chiesa cattolica prese più vigore e si propagò in ogni provincia e territorio della confederazione. Nel 1886 Québec ebbe un cardinale ed una delegazione apostolica fu istituita ad Ottawa nel 1899. Nel 1908 finalmente il C., data la sua perfetta organizzazione, passò dalla giurisdizione di Propaganda a quella della Concistoriale. Restano ancora sotto Propaganda otto vicariati apostolici: Baia di Hudson, Baia di James, Gronard, Keewatin, Labrador, Mackenzie, Prince Rupert, Whitehorse.

IV. STATISTICA RELIGIOSA

1. Chiesa cattolica - Nel 1947, su una popolazione di 12.582.000 ab., si contavano 5.032.800 cattolici (ca. il 70% franco-canadesi, 12% irlandesi, 28,50% tedeschi, 2,40% italiani, 1,4% indiani ed esquimesi). Al principio del 1949 l'organizzazione ecclesiastica era la seguente: 13 arcidiocesi, 12 metropolitane ed una immediatamente soggetta alla S. Sede; 33 diocesi e 8 vicariati apostolici, più un'abbazia nullius

e gli esarcati apostolici per i fedeli ruteni di rito bizantino, così divisi: C. centrale (Winnipeg), C. orientale (Toronto), C. occidentale (Edmonton). I fedeli di rito orientale superano i 300.000. Il delegato apostolico risiede ad Ottawa. Cinque università cattoliche riconosciute dallo Stato (di cui l'università Laval di Québec è la più antica, 1854) impartiscono l'insegnamento superiore al quale in più di 50 collegi classici e seminari minori si preparano i giovani sotto la direzione del clero secolare e regolare. Ogni parrocchia ha la sua scuola primaria sostenuta dai fedeli. Nel 1931, 10.309 sacerdoti, dai quali 3689 regolari, esercitavano il sacro ministero in 4335 parrocchie e stazioni di missione, senza contare i 500 missionari canadesi della Terra Santa, dell'Africa, delle Indie, della Cina, del Giappone e delle Antille. Nel 1937 nel C. esistevano 220 comunità religiose di cui 140 femminili con un totale di oltre 40.000 membri.

7. Sette protestanti

Sotto il dominio francese il protestantesimo non poté stabilirsi nel C., perché il re ne proibiva l'attività per meglio proteggere la religione cattolica che era quella dello Stato. Ma con l'avvento del dominio britannico e la grande immigrazione dei realisti degli Stati Uniti, il protestantesimo vi penetrò soprattutto nell'Ontario e nelle province marittime, e diede luogo alla erezione di un vescovado anglicano a Québec nel 1793. Oggi il protestantesimo canadese è suddiviso in oltre 77 sette, delle quali le più numerose erano nel 1941 la Chiesa unita (2.204.875), l'anglicana (1.751.188), la presbiterianana (829.147), la battista (483.599), la luterana (401.153). Vi sono anche 139.629 greci scismatici.
BIBL.: Generale: A. Fourner, s. V. in Cath. Enc., III, pp. 227-242; Streit, Bibl., II e III; M. V. Higgins, Bibliography of Canadian bibliographies, Montréal 1930; L. Lejeune, Dictionnaire général... du C., 2 voll., Ottawa 1931; W. S. Wallace, The Encyclopedia of C., Toronto 1936 sg. - Atlanti: L. J. Burpee, Historical atlas of C., Toronto-Nuova York 1927; Frères Mariates, Atlas géographique... Montréal 1936. - Storia: E. Salone, La colonisation de la Nouvelle-France, Parigi s. d.; A. Schort et A. G. Adam, C. and its provinces: a history of the Canadian people and their institutions..., 23 voll., Toronto 1914-27; F. X. Carneau, Histoire du C., 7e ed., 2 voll., Parigi 1920-28; A guide to historical literature, New York 1937, pp. 1088-98. - Cattolicesimo: Brasseur de Bourbourg, Histoire du C., de son Église et de ses missions depuis la découverte de l'Amérique jusqu'à nos jours, Parigi 1852; Juris pontificii de Propaganda Fide collectio, 8 voll., Roma 1888-1908; A. Gosselin, Vie de mgr de Laval, Québec 1890; C. De Rochemonteix, Les Jésuites et la Nouvelle-France au XVIIe siècle, Parigi 1895-96; O. Jouvet, Les Frères Mineurs à Québec 1615-1905, Québec 1905; A. Gosselin, La mission du C. avant mgr De Laval

(1615-59). Evreux 1909; id., L'Eglise du C. depuis mgr De Laval jusqu'à la conquête, 5 voll., Québec 1911-14; O. Jouve, Les Franciscains et le C.: l'établissement de la foi, 1615-20, ivi 1915; A. Gosselin, L'Eglise du C. après la conquête, ivi 1916-17; A. J. Morice, Histoire de l'Eglise catholique dans l'Ouest canadien, 2ᵉ ed., S. Bonifacio 1921-23; H. A. Scott, Au berceau de notre histoire, in Mémoires de la Société Royale du C., 3ᵉ serie, 1922, 3ᵉ sez., pp. 39-74; C. de Nant, Pages glorieuses de l'épopée canadienne : une mission capucine en Acadie, Montréal 1927; R. Corrigan, Die Kongregation de Propaganda Fide und ihre Tätigkeit in Nord-Amerika im 17. Jahrhundert, Monaco 1928; S. J. Case, A bibliographical guide to the history of the Christianity, Chicago 1931, pp. 170-72; I. Caron, La nomination des évêques catholiques de Québec sous le régime anglais, Ottawa 1932; A. G. Dought, Sources for the history of the Catholic Church in the Public Archives of C., in Catholic historical review, 19 (1933-34), pp. 148-66; G. Goyau, Les origines religieuses du C., 3ᵉ ed., Parigi 1934; H. Lemay, The Friar Minor in French and British North America, in The Franciscan educational conference, 17 (1936), pp. 151-82. — Statistiche: Dénominations religieuses par origines raciales [1931], Ottawa 1933; C. Gautier, Le catholicisme au C., analyse des statistiques du recensement de 1931, ivi 1934; A. De Barbezieux, L'Eglise catholique au C.: précis historique et statistique, 4ᵉ ed., Montréal 1934; Huitième recensement du C., Ottawa 1941; Le C. ecclésiastique, 63 (Montréal 1949); Annuario Pontificio, Città del Vaticano 1949. Corrado Morin

V. ARTE — Costituitosi soltanto in epoca recente a nazione, il C. non conta un'antica tradizione artistica; inoltre le sue condizioni politiche e geografiche non gli hanno consentito una fisionomia indipendente nel panorama artistico internazionale. L'imitrofo agli Stati Uniti d'America e dominion britannico, ha espresso nelle sue forme artistiche una stretta dipendenza dalle due civiltà inglese ed americana.

Della pittura, anteriormente all'indipendenza dal dominio francese, si nota qualche accenno nelle produzioni di carattere religioso per chiese e conventi dei centri più popolosi, derivanti da quelle importate per la maggior parte dai missionari francesi e ripetute in schemi popolareschi di non rilevante entità. Si ebbero altre poche manifestazioni di carattere indigeno, con riferimenti alla iconografia indiana, e il primo notevole pittore di questo

filone fu l'irlandese immigrato Paul Kane (1810-71) di cui restano opere nel Royal Ontario Museum di Toronto. L'interesse ben presto si rivolse però alle opere d'arte europee di cui erano ottimi esemplari italiani, francesi, fiamminghi ed inglesi nella raccolta della Laval University, collezionati da Joseph Legaré, che fu anche buon pittore, durante la Rivoluzione Francese e nei suoi viaggi in Europa. Verso la fine dell'Ottocento si costituirono in C. le prime società artistiche, di cui la Mont-Art (1880), la più importante, ancor oggi esiste. Si iniziarono così i primi scambi di artisti e all'immigrazione di molti europei, tra gli altri il prussiano Jacobi, l'inglese Fowler, il francese Berthon, l'olandese Krieghoff, corrispose un'uguale emigrazione di artisti canadesi in Europa, soprattutto a Parigi e a Londra. Ne derivarono interessanti conseguenze e non ultima quella che intorno al 1920 raccolse nel « gruppo dei sette » i giovani Harris, Jackson, Lismer, Johnston, Macdonald, Horsman Varley e Carmichael, nell'intento di ritessere con linguaggio attuale la trama dei grandi scenari selvaggi dell'Ontario che già erano stati ispirazione a Tom Thomson, cantore della natura canadese.

La scultura ebbe, a differenza della pittura, un più schietto carattere nelle statue del culto e nelle prime manifestazioni popolari dell'arte sacra. Ma anche per essa bisogna pervenire ai primi dell'Ottocento per riscontrare una eminente figura di artista. Tale fu Philippe Hebert che scolpì la statua di Samuele di Champlain a Québec e quella del Maisonneuve a Montréal. Autore di sculture celebrative fu anche W. S. Allward, di cui restano a Vimy (Francia) il monumento ai caduti canadesi e a Brantford quello a Graham Bell. Fra gli altri si distinse A. Phimister Proctor, nato a Bosanquet, nell'Ontario, che fu molto stimato negli Stati Uniti. A lui si devono i due leoni posti dinanzi alla Public Library nella Fifth Avenue di Nuova York e altre sculture nella stessa città e nella National Gallery of C. di Ottawa che, insieme all'Art Gallery di Toronto e a quella di Montréal, costituisce il patrimonio artistico pubblico del C.

L'architettura canadese s'iniziò, può dirsi, con una certa consistenza, al tempo della Canadian Academy of Arts

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CANADÀ - Episodio della conquista di Québec da parte degli Inglesi (13 sett. 1759). Stampa pubblicata da Laurie e Whittle di Londra (1797).
(1880) che comprendeva un gruppo di nove architetti. Anteriormente, brevi tentativi più funzionali che altro, diedero costruzioni in cui l'originalità va piuttosto ricercata nell'adattamento dovuto alle particolari condizioni del clima. A carattere generalmente utilitario, l'architettura privata non ebbe episodi significativi. Più notevoli possono considerarsi alcuni edifici pubblici delle maggiori città, dove un susseguirsi di facili mode importò di volta in volta tipi neoclassici, georgiani, neogotici dell'epoca vittoriana. All'inizio del Novecento subentrò invece l'influsso americano al quale solo poche località marittime ed interne si sottrassero sporadicamente, p. es. Halifax, che conserva caratteri tradizionali indigeni nel palazzo della Provincia, Montréal e Toronto.

BIBL.: N. Mac Tavish, s. V. ENOCH. Ital., VIII, pp. 637-59 (con bibl.); e più estesamente, id., The fine Arts in C., Toronto 1925.

Giovanni Carandente

VI. LETTERATURA

Mentre gli Stati Uniti hanno ormai una letteratura nettamente configurata, lo stesso non può dirsi del C., anche se questo vasto paese, in parte almeno bilingue, presenta talune caratteristiche che assicurano una posizione a sé alla sua produzione letteraria sia in lingua inglese che in lingua francese.

La natura e l'ambiente umano del C. si rispecchiano nella lirica di Isabella Valency Crawford (non priva di spunti dialettali) e specialmente di Archibald Lampman (1861-1914). Tra i prosatori sono da ricordare soprattutto Thomas Chandler Haliburton, creatore della tipica figura del campanaro San Sick, e William Kirby (1817-1906), autore di un romanzo storico intitolato Le chien d'or or the golden Dog.

Nel campo della letteratura franco-canadese hanno particolare rilievo alcune relazioni ed opere storiche di gesuiti, tra cui l'Histoire et description générale de la Nouvelle France del p. Charlevoix. Una vera e propria produzione poetica franco-canadese ha inizio con O. Crémazie (1827-79); degni di menzione altresì L. Fréchette (1839-1908), che nella Légende d'un peuple cantò epicamente le vicende della sua terra, e, tra i prosatori, J. Marmette, H. R. Casgrain e specialmente J. P. Tardivel (1851-1905).

Echi di poesia inglese dell'Ottocento (Browning, Shelley) e spunti caratteristicamente locali si ritrovano anche nella poesia più recente. Fra gli scrittori moderni si segnalano W. W. Campbell, W. C. Bliss e Ch. G. D. Roberts. Narratori di avventure sono W. Wallace e Ch. V. GORGONE. Letterati di lingua inglese e di lingua francese risentono, nel corso del tempo, dell'evoluzione delle rispettive letterature. Tra gli scrittori moderni di lingua fran-

cese si sono affermati, tra altri, A. Lozeau, E. Nelligan, A. Dreux, P. Morin, ed A. Desilet.

V. inoltre: INGHILTERRA (letteratura).

BIBL.: C. Roj, Manuel d'histoire de la litt. canadienne-française, Québec 1918; A. Lorne Pierce, An Outline of Canadian literature, Toronto 1927.

VII. ORDINAMENTO SCOLASTICO

La scuola canadese sta assumendo dal 1943 sempre più carattere nazionale che viene accentuato non soltanto dal regionalismo pedagogico nelle singole province, alle quali è lasciata ampia libertà

d'insegnamento che comprende, oltre alle materie tradizionali, l'insegnamento pratico dell'economia domestica, igiene, cucito e coltivazione della terra, ma principalmente dall'insegnamento di Storia canadese inserita nei programmi nel 1943; l'educazione fisica obbligatoria in tutti i gradi di scuola è un indice di questo spirito nazionale. Alla scuola canadese manca però stabilità, a causa del nominato regionalismo, e si verificano forti differenze nel patrimonio scolastico-culturale dei bambini e degli scolari. Si sente la necessità di creare un ministero dell'Educazione che viene per il momento sostituito in certo qual modo dal Dominion Bureau of Statistics che cerca di esercitare almeno una elastica unificazione scolastica e tiene informate le province per mezzo

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(per cortesia di Gérard Morisset de l'Office prov. de publicité de Québec)
CANADÀ - Facciata della chiesa parrocchiale di Sainte-Famille (I. O.), costruita nel 1743. Il campanile centrale è del 1843, i laterali sono del 1807.

del suo Annual Survey of Education in C. - Nelle sinole province Alberta, Columbia Britannica, Manitoba, Nuovo Brunswick, Nuova Scozia, Ontario, Isola del Princ. Edoardo e Saskatchewan si ispezionano le scuole per mezzo delle apposite commissioni di controllo Board or school trustee; nella provincia di Québec il controllo viene esercitato da un soprintendente di pubblica istruzione assistito dal consiglio di 35 membri divisi in due gruppi, uno cattolico ed uno protestante, che corrispondono così alle due religioni della provincia. In tutte le province è lasciata la libertà ai genitori di promuovere le scuole di minoranza, Minority schools, se non intendono inviare i propri figli insieme alla maggioranza confessionale del luogo. La frequenza scolastica è obbligatoria dagli 8 ai 14 anni, la religione, nonostante la confessionalità della scuola, è libera e testo dell'insegnamento cattolico è il catechismo, mentre nella confessione protestante è la Bibbia.

La scuola canadese è divisa in quella di lingua inglese e in quella di lingua francese in quanto alla popolazione francese si garantisce nel «Privilegio reale» dal 1763 fra l'altro il diritto della istituzione delle scuole nella lingua materna. Le scuole si dividono in elementari (obbligatorie) della durata di 7 o 8 anni, integrate poi dalle High schools. Seguono le scuole secondarie con grande varietà di programm

i. L'istruzione superiore è data da 20 università; 6 delle quali controllate dallo Stato

Vedi Tav. XXXVII. Stumpf Miroslav

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“CANADÀ.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 306. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/canada.