ORGANUM

ORGANUM. - Il termine, che indicava una speciale tecnica compositiva di almeno 2 voci, sta alle origini della polifonia (sec. IX) e passò ben presto a significare una indipendente forma musicale.
ORGANUM. - Il termine, che indicava una speciale tecnica compositiva di almeno 2 voci, sta alle origini della polifonia (sec. IX) e passò ben presto a significare una indipendente forma musicale.

Essa aveva come caratteristica principale il moto retto o parallelo, in cui le voci si muovono, mantenendo fra loro sempre la stessa distanza (gli intervalli, ammessi come consonanti, erano la 4a, 5a e 8a) e cominciò a decadere nel sec. XI, quando nella primitiva polifonia si introdusse il moto contrario (in cui le voci si avvicinano e si allontanano nel loro procedere insieme) e l'oc. dovette cedere il discanto (v.). La struttura tecnica dell'oc. era costituita anzitutto da un canto preesistente, preso dal repertorio liturgico, che veniva chiamato tenor perchè teneva la melodia gregoriana (scelta in genere fra Graduali, Responsori ed Altelus) e poi da altre voci che si aggiungevano sopra o sotto la prima, ad intervalli stabiliti e regolari. In una prima fase la voce aggiunta (o vox organalis o duplum) fu posta al disotto del tenor (o vox principalis) a distanza di una 4a o di una 5a. Questa forma, la più semplice, constava di sole 2 voci, era detta o. parallelo e durò per tutto il 1o periodo in cui il moto retto è generalmente praticato; nel sec. XI, con l'estendersi di quel moto contrario che già era latente nella prima fase, in cui anche l'oc. parallelo cominciava a finiva all'unisono, si ebbe l'oc. libero, che già è praticamente un discanto, ove le voci giungono spesso ad incrociarsi. Nel sec. XII la vox organalis è passata al disopra della vox principalis e non la segue più nota contro nota, ma sviluppa larghi melismi, cioè gruppi fioriti di più note, contro una del tenor. Questo tipo di o., detto «purum» o «duplum», ampiamente coltivato specialmente a St-Martial de Limoges, ebbe come caratteristica principale una grande libertà ritmica nella voce aggiunta, mentre nel periodo seguente i modi ritmici influenzarono la scuola di Notre-Dame di Parigi (Leoninus e, ancor più, Perotinus) ed avviarono l'oc. ad un netto mensuralismo. Ciò fu richiesto anche dall'aumentato numero delle parti aggiunte che, in Perotinus, arrivò a 3 negli organi quadrupla. I principali scrittori che parlano di questa forma sono: G. Scoto Eriugena, nel trattato De divisione naturae (nel 877 ca.); l'autore della Musica enchiriadis (sec. IX); Reginone di Prüm (915); Hucbald nel De harmonica institutione (840-930); Guido d'Arezzo nel Micrologus; l'autore del trattato Ad organum faciendum della Bibl. Ambrosiana di Milano (sec. XI-XII); Johannes detto Cotton nel De diaphonia (sec. XI-XII); Elias Salomonis nel suo Scientia artis musicae, pure all'Ambrosiana (sec. XIII). Questi trattati offrono pure, a dimostrazione delle teorie esposte, i primi esempi di o. (v. ARS ANTIQUA; DIACONIA).

BIBL.: H. Riemann, Geschichte der Musiktheorie vom 9.-19. Jahrhundert, Lipsia 1898, p. 17; P. Wagner, Zu den liturg. Organen, in Arch. für Musikwissenschaft, 6 (1924, VI), p. 1 sq.; J. Handschuh, Zur Gesch. der Lehre vom O., in Zeitschrift für Musikwissenschaft, 8 (1925), p. 250 sqg.