PANZINI, Alfredo. - Scrittore, n. a Senigallia il 31 dic. 1863, m. a Roma il 10 apr. 1939. Discopolo del Carducci e dell'Acri all'Università di Bologna, fu poi insegnante nelle scuole secondarie, con lunga residenza a Milano. La sua esperienza spirituale fondamentale fu la crisi della cultura umanistica: il vagheggiamento di un mondo esemplare di virtù serene e pacifiche, in contrasto con la realtà pratica dominata dal tornaconto economico e dalla ambozione egoistica: il suo sentimento sospira verso il primo elemento, la sua intelligenza accetta con rassegnazione il secondo, e cerca di dominarlo con sorridente umorismo. Anche verso la religione si rivolge talvolta il suo desiderio, ma senza fiducia in un suo valore trascendente.
Questa esperienza si concreta in una assidua scanszona meditazione sui fatti della vita, in cui la disinvoltura è spesso ritengo a mostrarsi troppo credente in valori superiori all'esperienza immediata. Tale meditazione è affidata ad un analitico vocabolario (Dizionario moderno) e più spesso a prose narrative di trama esile, spesso piuttosto poetiche e sospese divagazioni che costruzioni vere e proprie di novelle o romanzo. Stilista perfetto di questo stato di sorridente e penosa contemplazione, egli l'esprime anche nella ricerca di una espressione aderente all'uso contemporaneo che tuttavia si rifugia spesso in riccheggiamenti di parole e di cadenze letterarie classiche. Questa ricerca espressiva fa corpo con il suo atteggiarsi di maestro rivolto a far sentire agli scolari l'eterna modernità dei fatti più antichi (Santippe; Il bacio di Lesbia): e dal tormento della perplessa vita egli cerca rifugio spesso nel vagheggiamento della passione d'amore sentita insieme come tremito di sogno e come impulso istintivo, invincibile, delle oscure radici della vita. Scrisse anche saggi critici e storici: meno felici questi ultimi. Delle sue opere narrative iniziò la raccolta definitiva e riveduta nel volume Sei romanzi fra due secoli, che fu seguito dopo la sua morte dagli altri due volumi non riveduti: Romanzi d'ambo i sesti; La cicuta, i gigli e le rose. Introduzione preziosa al suo fondamentale stato d'animo sono gli scritti giovanili raccolti poi col titolo: Per amore di Biancofiore (Firenze 1948).