PÈGUES, THOMAS. - Teologo domenicano, n. a Marcillac (Aveyron) il 2 ag. 1866, m. a Dax il 28 apr. 1936.
Religioso nel 1888 e sacerdote l'11 giugno 1892, gli fu affidato l'insegnamento della teologia, che tenne per oltre quarant'anni, prima a Tolosa nell'Istituto cattolico, poi a Roma all'Angelicum dal 1909 al 1921. Fu poi reggente degli studi nella sua provincia di Tolosa. Nel 1928 venne chiamato a dirigere lo Studio della provincia romana a S. Domenico di Pistoia, dove rimase fino al 1935. Appassionato cultore di s. Tommaso, consacrò tutta la vita a farlo conoscere con l'insegnamento e con scritti, ricchi di indagine penetrante.
Opere principali: Jésus-Christ dans l'Évangile (Parigi 1899); Initiation thomiste (Tolosa 1921); St Thomas d'Aquin. Sa vie par Guillaume de Tacco (Ivi 1923); Aperçus de philosophie thomiste et de propédentique (Parigi 1927); Commentaire français littéral de la Somme Théologique de St Thomas d'Aquin (21 voll., ivi 1907-32): è il capolavoro cui resta legato il nome e la fama dell'autore; traduzione e commento a tutta la Somma teologica, in cui il P., aderendo scrupolosamente al testo, spiega e illustra s. Tommaso con s. Tommaso, senza divagazioni inutili né sovraccarico d'erudizione, ma con profondità di vedute e trasparenza di stile. Si deve a questo commento se s. Tommaso fu gustato da un grande numero di studiosi e dotti laici, i quali sollevano considerare l'opera dell'Aquinate come cosa antiquata più che dottrina viva e vivificante. A compimento il P. aggiunse un Dictionnaire de la Somme Théologique de St Thomas d'Aquin et du Commentaire français littéral (2 voll., ivi 1935), che ne sono il compendio ordinato e intelligente; Propaéduction thomistica ad sacram theologium (Pistoia 1931): lavoro originale sul modello della Somma di s. Tommaso, di cui imita anche il metodo e lo stile. Insieme con il p. Ceslao Paban, il P. collaborò pure alla nuova edizione della Defensione del Capreolo (iv.), 7 voll., Parigi 1898-1908. Scrisse inoltre numerosi articoli d'indole filosofica e teologica; notevole quello su L'hérésie du renouvellement, nella Rev. thomiste (del 1907), contro il modernismo, che preluse alla condanna dell'encicl. Pascendi promulgata due mesi dopo.