PRIMAZIALE, SEDE. - È quella chiesa cattedrale cui presiede un vescovo decorato del titolo di
primate sopra una determinata regione. Come tale il primate precede gli altri metropolitani, arcivescovi e vescovi del paese, compreso nella propriacircoscrizione.
Nelle fonti storiche, primates vengono talora chiamati in senso generico i superiori ecclesiastici (Mansi, XXI, 121).
I. Cenni storici
Il titolo di primate, nel sec. IV, è spesso attribuito al vescovo di Cartagine, che estendeva una vera giurisdizione su tutta l'Africa. Infatti il Primas Carthaginensis convocava concili generali in Africa e li presiedeva (cf. i Concili cartaginesi celebrati da 407 in poi); rivedeva in questi concili generali i concili provinciali; indicava agli altri vescovi il giorno della celebrazione della Pasqua; dirimeva le liti riguardanti i metropoliti (cf. Hefele-Leclercq, I, pp. 1199-1200). Tale giurisdizione venne a mancare con la decadenza della Chiesa africana e dal 1076 non se ne fa più menzione.Gli altri primati in Occidente hanno probabilmente origine dalla nomina fatta dai Pontefici Romani, dal sec. IV in poi, di alcuni metropoliti (specialmente Arles e Tessalonica) come loro vicari. I poteri, concessi in origine alla persona, finirono con essere legati alla sede ed in tal modo, dietro riconoscimento implicito o esplicito dei Romani Pontefici, sono sorte le sedi primaziali di Arles, di Bordeaux, di Lione (sec. VI) nelle Gallie; di Canterbury in Inghilterra (sec. VII); di Armagh in Irlanda (sec. VIII); di Magonza, Salisburgo (sec. VIII) in Germania, di Toledo in Spagna; di Venezia per la Dalmazia (sec. XII), di Gran (Strigonia) in Ungheria; di Pisa per la Sardegna; di Malines nel Belgio (sec. XVI). I diritti dei primati, che peraltro non furono sempre e ovunque uniformi, erano quelli di consacrare i metropoliti o i vescovi, di visitare le diocesi, di ricevere appelli, ecc. In Francia, sebbene le s. p. siano state soppresse con il Concordato del 1801, è rimasto tuttavia il titolo di primate all'arcivescovo di Lione. In Oriente al titolo esarca (v.).
II. Diritto attuale
Il Romano Pontefice, che è a capo di tutta la Chiesa, viene pure chiamato patriarca d'Occidente e primate d'Italia (cf. Ann. Pont. 1952, p. 27).Secondo la vigente disciplina del CIC, quella del primate non è che una prerogativa d'onore, senza vera giurisdizione (can. 271); il primate ha diritto alla precedenza sopra gli arcivescovi, mentre segue i patriarchi (can. 271, 208). Anche attualmente il Papa nell'inviare le encicliche o lettere apostoliche all'episcopato di tutto il mondo cattolico usa la formula: Ad omnes Patriarcas Primates... Il titolo di primate non è usato ufficialmente nella gerarchia ecclesiastica e nell'Annuario Pontificio non trovasi mai menzionato, se non per il Romano Pontefice.
BIML: M. Bouchner, Die "Vita Chrodegangi" eine hirkenpolitische Tendenzschrift aus der Mitte des 9. Jahrhunderts zugleich eine Untersuchung zur Entwicklung der Primatial und Vicariastide, in Zeitschrift d. Savigny-St. F. Rechtsgesch., Kan. Abt., 16 (1927), pp. 1-36; H. Schmidt, Trier und Reims in ihrer verfassungsrechtlichen Entwicklung bis zum Primatialstreit des neunten Jahrhunderts, ibid., 18 (1929), pp. 1-111; K. Hilgenreiner, Primas, in LTHK, VIII, col. 475; B. Kurtscheid, Historia iuris canonici. Historia institutorum, I, Roma 1941, pp. 124-29. Guglielmo Felici