PURITANI E PURITANESIMO

PURITANI E PURITANESIMO. -

I. STORIA

I puritani non formarono mai una chiesa, ma un partito, esponenti di un atteggiamento psicologico in seno alle diverse confessioni di Inghilterra e di Scozia, nei secc. XVI e XVII. Si ritiene comunemente che il «primo puritano» sia stato Hooper, imprigionato nel 1550, perché non volle essere consacrato vescovo di Gloucester con gli abiti pontificali tradizionali; fu però soprattutto dopo l'organizzazione della chiesa anglicana sotto Elisabetta che cominciarono a manifestarsi, in una rilevante parte del clero, scrupoli quanto agli usi romani rimasti nel nuovo sistema; di qui il proposito di «purificare» la Chiesa da ogni macchia «papista». Essi non potevano sopportare il vestiario ecclesiastico giornaliero e l'uso della «cotta» nelle pubbliche funzioni. Fin dal 1565 l'opposizione della Chiesa costituì la pubblica abbassanza forte e provocò una repressione che doveva durare. A Oxford, il decano della Christ Church fu privato del suo ufficio e a Cambridge alcuni giovani gentiluomini dichiararono di rifiutare «i cenci dell'anticristo romano».

Questa fu appunto la Vestiarian Controversy. I puritani esigevano una revisione del Prayer-Book; non volevano ammettere l'uso del segno della Croce nel rito del Battesimo, dell'anello nella benedizione del Matrimonio, dell'inchinio del capo al nome di Gesù, delle candele sul'altare della Cena. Per 20 anni, sotto Elisabetta, si discusse su tali argomenti.

1. Periodo elisabettiano

L'Università di Cambridge fu il centro degli oppositori, denominati «non-conformisti». Matteo Parker, primo arcivescovo di Canterbury dopo lo scisma, cercò di attenuare la repressione; il suo successore, Grindal (1575-83), che osò difendere i puritani, incorse nella collera della Regina; pertanto il Whigfit (1583-1604) si impegnò a farlo per distruggere il puritanesimo: creò l'Alta Commissione ecclesiastica per scoprire, giudicare, condannare i non conformisti; proibì le profetizzazioni (prophesying), nomignolo con cui venivano indicate le predicazioni dei puritani. Agli attacchi dell'arcivescovo e alle procedure legali dell'Alta Commissione, risposero i velenosi Tracts, siglati con lo pseudonimo Martino Marple (v.). Il primo Tract recava come titolo: Una lettera ai terribili preti della Casa della Convocazione (cioè del Tribunale ecclesiastico). Non si è potuto mai sapere chi fosse l'autore dei Tracts, ma non c'è dubbio che, dietro le quinte, lavorasse il celebre Tommaso Cartwright, già professore di teologia a Cambridge. Una legge del 1593 colpì di bando tutti coloro che si fossero rifiutati di assistere ai «servizi» religiosi ufficiali. Molti puritani emi

grarono in Olanda; quelli rimasti si sottomiserono, almeno in apparenza.

2. Periodo degli Stuart

Eletto re Giacomo I, proveniente dalla Scozia presbiteriana, i puritani respirarono; il nuovo Recreette, infatti, la famosa petizione dei mille (Millenary Petition), ma già dalla Conferenza di Hampton Court (genn. 1604) le loro illusioni svanirono. Il re, che si atteggiava a teologo, formulò i noti principi sul diritto divino dei re e dei vescovi. Allora appunto si delineò la duplice tendenza del puritanesimo di opposizione al diritto divino dei vescovi e al diritto divino dei re. Contro i vescovi il puritanesimo politico si appellava alla Bibbia, contro i re il puritanesimo teologico si richiamava ai diritti della nazione. La lotta riempì la prima metà del sec. XVII; nel campo politico, i puritani combatterono per il trionfo del parlamentarismo, nel campo religioso, rinforzando l'odio per il «papismo» e tutto ciò che ricordava la Chiesa cattolica. Si posero, allora, i germi di quella che divenne in seguito la Low Church (Chiesa bassa), tanto opposta alla High Church (Chiesa alta), quanto i Whigs erano opposti al Tore. In tale lotta, i puritani della Chiesa costituì trovavano alleati nei presbiteriani e negli indipendenti; una specie di fusione, per lo meno nel campo religioso e militare, si ottenne così tra i puritani di queste tre categorie.

3. Periodo di Cromwell

Dopo la vittoria sopra il re, i puritani si divisero profondamente. Cromwell apparteneva personalmente al Partito degli indipendenti; nell'armata c'erano ardenti partigiani; più a sinistra ancora apparivano i Levellers, puritani estremisti; anzi allora spuntarono nuove specie di puritani: quacchetti, battisti, perfezionisti, quintomarianisti, ecc. I presbiteriani furono profondamente delusi e la morte di Cromwell nel 1658 segnò la loro sconfitta. Con la restaurazione regalista s'iniziò un'aspirazione contro gli usi puritani, che avevano sottoposto la nazione a una insopportabile tirannia. Il puritanesimo non sopravvisse che in casi isolati nella Chiesa costituì, ma si mantenne, a dispetto delle persecuzioni, nelle sette estremiste dei presbiteriani, quacchetti, battisti.

4. CONTENUTO DOTTINALE

Per penetrare a fondo il fenomeno del puritanesimo occorre leggere le memorie storiche della Hutchinson (la quale racconta la vita di suo marito, tipo del perfetto puritano: The Life of colonel Hutchinson [1615-64]) e le vite di Grindal, Whigfit, Milton, Cromwell, le «memorie» di Ludlow, che fu uno dei «più arrabbiati repubblicani» del tempo (1617-92). Le opere, però, più rappresentative della mentalità puritana sono: Il Pilgrim's Progress, di John Bunyan (1628-88), mistico della setta battista (1615-91), prima anglicano, poi episcopaliano, presbiteriano, cappellano di Cromwell, avversario, poi favoreggiato degli Stuart, e fondatore di una setta di calvinisti moderati; il Book of Martyrs, di John Fox (1615-87).

1) Il puritano è l'uomo della Bibbia cioè l'uomo di un libro sacro, divino, unico, completo. La Bibbia è per lui il codice religioso, morale, sociale, liturgico, politico; che istruisce su tutto; ciò che la Bibbia non dice è inutile e per natura sua trascurabile; tutto ciò che si oppone alla Bibbia dev'essere condannato. Verso la metà del Regno di Elisabetta, la passione per la lettura della Bibbia divenne generale. La lettura della Bibbia fatta in chiesa, ogni domenica, e in famiglia, ogni sera, è il grande fatto religioso, politico, sociale e letterario dell'epoca, in Inghilterra. Con questo mezzo il puritanesimo poté influire sui costumi, sulla moda, sul teatro. La lingua, la storia, lo spirito inglese, ogni espressione della vita fu dominata, al tempo del puritanesimo, dalle reminiscenze bibliche. Il puritano è, dunque, nutrito di Bibbia, fino al punto di non poter muovere il capo senza che ne sprizzino un testo dei Salmi o dei Profeti. Si è già detto che le sue predicazioni, e si potrebbe aggiungere le sue conversazioni, erano delle Prophesyings, delle «profetizzazioni». Cromwell, sul campo di battaglia di Dunbar (1650), vide apparire il sole nella nebbia mattutina, immediatamente gli uscì di bocca un testo biblico: il grido di Davide che sta entusiasmando le truppe: «Si levi Iddio e siano dispersi i suoi nemici» (Ps. 67).

Il tono grave e drammatico dei Profeti entrò pertanto nel linguaggio corrente; le immagini grandiosi della letteratura ebraica conferirono uno strano accento al sobrio entusiasmo del puritano, che divenne sentenzioso, dogmatico, apocalittico. E non soltanto la espressione esterna si modificò, ma lo stesso pensiero, la condotta, il comportamento, perfino il modo di vestire. Il puritano si vestiva con colori sobri, non ostentava alcun gioiello; tutta la sua vita rassomigliava al suo vestito: meno vivace, meno fantasiosa e varia, ma più seria, più forte. Giochi, danze, divertimenti vennero assolutamente esclusi. Ma una cosa importante va rilevata: il profondo egualitarismo che tale famigliarità con la Bibbia introdusse tra i cittadini; l'idea della fratellanza condusse i puritani a una concezione completamente nuova dell'eguaglianza sociale. In mezzo a loro scomparvero le distinzioni; il contadino si sentì nobilitato dal suo titolo di figlio di Dio; il nobile riconobbe la dignità dei «santi» più poveri.

2) Il puritano è l'elettto di Dio. - Però, tale principio di eguaglianza il puritano non lo estendeva a tutti gli uomini; il suo culto per la Bibbia gli fece dividere l'umanità in due classi: i credenti e gli infedeli, gli eletti e i dannati. Indubbiamente i calvinisti puri, cioè i presbiteriani, furono quasi gli unici a professare esplicitamente il dogma della predestinazione calvinista; tutti i puritani, però, ebbero in comune la certezza che la Bibbia è il libro di Vita e che tutti coloro che rimangono fuori del culto biblico si avviavano alla morte. All'infuori dei «santi», che sono permeati di profumo biblico, per il puritano non c'è che un mondo perverso e maledetto, sul quale cade il suo odio. Questo spiega il contrasto che si osservò tra la vita familiare del puritano, tutta serietà, filiale tenerezza, lavoro e abnegazione, e la sua insensibilità dinanzi ai tormenti, che infliggiva ai suoi avversari.

III. INFLUSSO DEL PURITANESIMO

Le conseguenze del puritanesimo furono: l'influsso sulla vita familiare, sociale, sulla vita pubblica e religiosa, oscurando ciò che era stato fino a quel momento la «lieta Inghilterra» (Merry England); le conseguenze più durature si ebbero nella lingua inglese, che venne arricchita di termini e di formole bibliche, nella creazione in seno alle Chiese di Inghilterra di un antipapismo che sussiste tuttora nella Low Church e nella maggior parte delle sette dissidenti, il cui motto era no popery. Anche nel movimento ecumenico delle Chiese molti membri si mantengono ostili ad ogni riconciliazione con Roma.

Altre conseguenze importanti:

5. Origine delle colonie americane

I famosi Pilgrim Fathers (v.), che emigrarono nel 1620 in America, sul Mayflower, erano puritani. La lotta del 1627 contro il puritanesimo rafforzò il primo ceppo che stava per venir meno, facendo affluire una quantità di coloni, di capitali e di tecnici. Le due colonie si fusero nel 1691. Le emigrazioni individuali o collettive di puritani di ogni settimana ebbero più termine.

6. Origine dell'indifferentismo e del libero pensiero

Da un punto di vista completamente diverso, va addebitato al fanatismo e alle eccentricità del pur. Il sorgere del libero pensiero, come reazione agli eccessi delle controversie teologiche. Ciò è visibile presso Herbert de Cherbury (1581-1648), nella reazione antipuritana del Regno di Carlo II, caratterizzata da un frenetico piacere, e negli scritti di Toland (1670-1722), che per primo sventolò il titolo di «freethinker» (libero pensatore), negli scritti di Collins, Tindal, Bolingbroke e della massoneria.

7. Origine del capitalismo affaristico

Spetta anche al pur. I'aver creato quella gentry e quella borghesia di commercianti inglesi, severi, avidi di guadagno, che consideravano la ricchezza come una benedizione del cielo e la povertà come l'effetto del vizio. Alcuni dei più ricchi «miliardari» americani, esempio tipico Rockfeller (1839-1937), della settimana, furono puritani.

Il puritanesimo, attualmente, tende a scomparire.

BIBL.: Fonti: H. Gee - W. J. Hardy, Documents illustratives of English Church History, Londra 1866; Publication of the works of the fathers and early writers of the reformed English Church; VII-XVIII (Collezione, Parker Society, Cambridge) curati da J. Hastings-Robinson, Studi di D. Neal, Hist. of the Puritans, Londra 1754; G. G. Perry, Hist. of the English Church, ivi 1900; H. W.

Clark, Hist. of English monofonority, ivi 1911; G. M. Treve- lyan, England under the Stuarts, ivi 1928; J. B. Kraus, Scho- lastik, Puritanismus und Kapitalismus, 1930; L. Cristiani, Purita- nismo, in DTHC, XIII, coll. 1357-61; R. B. Perry, Puritanism and democracy, Nuova York 1944; W. Schenk, The concern for social justice in the puritan revolution, ivi 1948. Leone Cristiani