«QUADRAGESIMO ANNO». - Enciclica del pontefice Pio XI in commemorazione della Rerum novarum («de ordine sociali instaurando et ad evangeliare legis normam perficiendo»), 15 maggio 1931.
Le tre grandi partizioni di essa vertono rispettivamente sui grandi beni che dall'enciclica di Leone XIII ridondano alla Chiesa, anzi a tutta l'umana società; sulla rivendicazione della dottrina di essa intorno alla questione sociale ed economica contro alcuni dubbi sorti in tempi recenti e per svolgerla con maggiore ampiezza in questo o quel punto, e infine, dopo un'accurata disamina dell'economia moderna e del socialismo, sulla ra
dice del contemporaneo disagio sociale e insieme sulla sola via di una salutare restaurazione, cioè la cristiana riforma dei costumi.
Ribadito il diritto e il dovere di giudicare con suprema autorità intorno alle questioni sociali ed economiche, si prospettano vari problemi e se ne indicano le esatte soluzioni. Così, tra l'altro, in ordine al dominio o diritto di proprietà, al suo carattere individuale e sociale, ai relativi doveri, ai poteri dello Stato ed ai titoli di acquisto. Sui rapporti tra capitale e lavoro, accennate le rivendicazioni ingiuste sia dell'uno che dell'altro, si enuncia il principio direttivo della giusta ripartizione, e auspicata l'elevazione del proletariato, a proposito del giusto salario (dato che il salario non è ingiusto per natura), si insiste su tre punti: il sostentamento dell'operaio e della sua famiglia, le condizioni dell'azienda e la necessità del bene comune. Si enuncia poi il principio direttivo dell'economia, che è formato dalla giustizia e dalla carità sociali e non, invece, dalla sola libera concorrenza e meno ancora dalla supremazia economica.
L'enciclica esamina le mutazioni verificatesi dopo Leone XIII, sia, p. es., dell'ordinamento economico sia dei movimenti socialisti, per ribadire la necessità del rinovamento dei costumi, la cristianizzazione della vita economica, l'applicazione della legge della carità. Non tacite le difficoltà dell'impresa, con l'unificazione della via da seguire, si raccomanda l'unione e la cooperazione di tutti i buoni. V. RERUM NOVARUM.