QUADRATO, APOLOGISTA

QUADRATO, APOLOGISTA. - Eusebio (Hist. eccl., IV, 23, 3) conosce attraverso Dionigi di Corinto un vescovo Q. di Atene, successore del vescovo e martire Publio. Questo Q. vissuto sotto Marco Aurelio non ha nulla a che fare con un altro Q. menzionato dallo stesso Eusebio tra i profeti ortodossi (ibid., III, 37, 1 accanto alle figlie di Filippo; V, 17, 2, 3, 4 accanto alla profetessa Ammia in Filadelfia; fonte dell'ultima notizia è l'autore antimontanista).

Questo Q., profeta e discepolo degli Apostoli, visse probabilmente in Asia Minore. Con lui si identifica spesso l'autore di una Apologia, indirizzata all'imperatore Adriano (ibid., IV, 3, 1). Questa identificazione non è probabile, perché l'autore dell'Apologia pare fosse conoscitore del linguaggio retorico e giuridico. La frase in Eusebio: «Apologia per la nostra religione» è presa forse dal testo come anche la frase seguente: «perché alcune persone che cattive cercavano di molestare (ἐννοήσει) i nostri». Se si paragona lo spesima dei Deliani in favore dei Giudei presso Giuseppe Flavio, Antig., XIV, 10, 14 (232), si noterà il carattere tecnico di queste espressioni, per cui appare poco probabile che il «profeta» Q. sapesse usare un tale linguaggio. Dell'Apologia di Q. si è conservato solo un piccolo frammento, presso Eusebio (ibid., IV, 3, 2), in cui l'autore parla di persone risuscitate da Gesù vissute fin a sui tempi. Con questo frammento si mette in rapporto il frammento XI di Papia (ed. Fr. X. Funk, Opera PP. Apostolici, I, Tubinga 1901, p. 366 sgg.) preso da Filippo Sidete secondo il quale Papia avrebbe parlato di persone risuscitate da Gesù e vissute fino ai tempi di